Di: Sergio Palumbo

Mi risulta molto difficile descrivere a chi non ha mai ascoltato una canzone di Sergio Cammariere il tipo di musica da lui suonata. Se qualcuno me lo chiedesse gli consiglierei di acquistare il suo straordinario CD “Dalla pace del mare lontano” e di ascoltare canzoni come Tempo Perduto, Sorella mia o la mia preferita Via da questo mare… a dire il vero consiglierei di ascoltare tutto l’album, perché mi sembrerebbe di non essere onesto citando soltanto tre di tredici capolavori.

Oppure potrei consigliare di andare ad ascoltarlo dal vivo. Nei suoi concerti è ancora più palese la passione con la quale canta e suona il pianoforte, il suo talento, la sua simpatia.

Mi rendo però conto del fatto che questo è solo un modo di aggirare la mia difficoltà derivante dalla mia inesperienza musicale. Allora provo a prendere il toro per le corna provando a parlare della musica di Cammariere e del suo disco.

Mettete insieme poesia, jazz, musica classica, musica italiana d’autore ed un pizzico di musica brasiliana… Difficile vero? Eppure, un meraviglioso cocktail di queste componenti così diverse, unite ad un unico ed inimitabile talento di compositore e musicista, è proprio la musica di Sergio Cammariere.

Non mi stancherò mai di dire che “Dalla pace del mare lontano” è un disco unico, che non può non essere acquistato da chi ama la musica italiana d’autore. E’ un disco eclettico non solo per la musica, così diversa ad ogni ascolto, che sembra di arricchirsi sempre di qualche particolare, ma anche per i testi, di Roberto Kunstler, poeta e filosofo. Tempo perduto e Via da questo mare danno un’idea di sognante malinconia. Quest’ultima canzone è molto cara a Sergio, come lui stesso ha detto durante il suo concerto di Napoli del 19 luglio. Difatti il mare è lo Ionio, che lui ha lasciato per andare a vivere a Firenze. La malinconia però non sconfina mai nell’autocompiacimento: in entrambe le canzoni si intravede un ottimismo di fondo. Ad esempio in Via da questo mare troviamo questi stupendi versi:

Tu adesso mi dici che non sai più bene cosa farai
della tua vita
dovunque andrai non sarà mai finita anche se
il tempo si scorderà dei tuoi vent’anni

Nell’album si trovano poi altre canzoni particolarmente ironiche, come Paese di goal ed in particolar modo autoironiche, come Vita d’artista o Cantautore piccolino (“Cantautore piccolino confrontato a Paoli Gino”)

Ho chiesto a Sergio Cammariere di concedermi una piccola intervista e lui è stato gentilissimo e mi ha risposto praticamente subito.

Ecco l’intervista!

D. Dalla giurisprudenza alla musica. Ci racconti la storia di questo
cambiamento?
R. In verità il passaggio è stato dalla musica all’università. A 14 anni già componevo musica originale per il teatro e l’estate lavoravo nel villaggio turistico a pochi Km da Crotone, ero un buon pianista e l’idea di lasciare la mia città per Firenze è stato uno stratagemma per continuare a suonare altrove, per essere indipendente e incondizionato

D. Quali sono le esperienze più significative della tua carriera?

R. Il festival di Castrocaro Terme del 1971 (avevo 11 anni e suonavo la melodica-soprano), il Premio Tenco del 1997 dove ho avuto l’onore di ricevere una targa come migliore interprete e esecutore della rassegna (Premio IMAIE) e sicuramente il PRIMOMAGGIO a San Giovanni, che è stato, come per tutti gli artisti che sono saliti la prima volta su quel palco, un momento indimenticabile

D. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?

R. Tutti i grandi della musica; sai, io sono un autodidatta puro e qualsiasi cosa ascoltassi (da quando ero bambino) riuscivo a risuonarla sulla mia melodica. All’inizio la melodia, poi più avanti ho scoperto l’ ARMONIA. Quando parlo dei grandi parlo di Beethoven, Debussy, i Genesis di Peter Gabriel, il Jazz, il Blues, Joni Mitchell, Metheny, Elis Regina e Tom Jobim… Tenco, Paoli, Endrigo, Bindi, Lauzi, De Andrè… non é facile elencare tutti i grandi, ma ti assicuro che durante i miei concerti si avverte molto la loro presenza

D. Com’è nata la collaborazione con Roberto Kunstler?

R. Ho conosciuto Kunstler nel 1985 e non ci siamo mai frequentati fino a una magica notte (il 6 giugno del 1992); la sera c’incontrammo per caso al bar della PACE di Roma e decidemmo di suonare un pò insieme, piano e chitarra, a casa sua. La collaborazione tra di noi è nata per caso ed è cresciuta nel tempo in modo complementare: nel senso che la mia sintesi armonica si univa bene alla sintesi poetica di Roberto, e così in questi dieci anni sono nate le canzoni

D. Ti abbiamo visto sul palco del concerto di Roma del primo maggio con la BandaBardò. Sono previste altre collaborazioni tra voi?

R. Sarebbe molto bello ma, nell’immediato non credo, tranne la partecipazione a Crotone tra il 4 e l’8 settembre a “UNA CASA PER RINO” (Rino Gaetano, ndr) che ci vede nel cartellone, ma purtroppo in giorni diversi, io il 5 e la Banda Bardò l’8.
Due anni fa abbiamo partecipato insieme ad una grande serata-tributo a Rino Gaetano, a Roma in uno spazio immenso chiamato ENZIMI: sul palco con noi c’erano Max Gazzè, Paola Turci, Marina Rei, Raiss degli Almamegretta e altri amici

D. Durante i tuoi concerti esegui dei brani inediti che faranno parte del tuo prossimo disco. E’ già in lavorazione? Se sì, a che punto stanno i lavori?

R. Dal 1995 canto le mie canzoni in concerto e parte di esse sono pubblicate nel disco; credo che suonarle dal vivo più possibile prima di inciderle sia la cosa migliore. Ultimamente nei miei live inserisco almeno 4 o 5 brani inediti che faranno parte del prossimo album: è una specie di rodaggio, per capire se si va nella giusta direzione. Credo che il prossimo cd sarà pronto per ottobre 2003, le canzoni sono più o meno pronte, sempre scritte a quattro mani con Roberto Kunstler

Vi ricordo inoltre di visitare il sito ufficiale di Sergio Cammariere: www.cammariere.it ove, tra l’altro, sono presenti le date dei suoi concerti. Da tale sito sono tratte le due immagini presenti in questa pagina.