Di: Sergio Palumbo

Ben Harper è un genio della musica. Solo così è possibile sintetizzare l’ecletticità di questo artista californiano. L’Arena Flegrea il 17 giugno 2004 ha visto il suo fantastico e suggestivo scenario riempirsi di una musica eterogenea, con influenze hendrixiane e marleyane, ma anche da Marvin Gaye e la Motown. La chitarra slide di Harper suggestiona ed esalta il pubblico napoletano, che è letteralmente estasiato dai suoi fantastici assoli e dalla sua voce blues. Alle sue spalle ci sono gli Innocent Criminals, il suo gruppo fedelissimo, con ottimi elementi, tra cui spicca in particolar modo un eccellente percussionista, che è in grado di valorizzare ancor di più i pezzi in chiave reggae. Il pubblico batte le mani con lui nei pezzi più rock e sogna nei brani meno duri, impazzendo alle prime note di Diamonds on the inside e duettando il ritornello con lui. Harper regala anche l’anteprima di alcuni pezzi che saranno presenti nel suo prossimo album There Will Be a Light, registrato con i Blind Boys of Alabama, che fanno gospel dai primi anni ’40. Tra le canzoni che Harper canta in anteprima, la fantastica Well Well Well Man. Dopo poco più di un’ora il gruppo esce dalla scena e ritorna solo Harper con la sua chitarra, in un piacevolissimo intermezzo acustico, col pubblico che in silenzio si gode Ben Harper nella sua versione da bluesman. Il gruppo poi ritorna per travolgere tutti in un delirio di chitarre che trova il suo culmine nel pezzo di chiusura, l’immancabile With My Own Two Hands, che si confonde in un perfetto medley con War, proclama pacifista e antirazzista. Tutta l’arena duetta con Harper: “”I believe in another way”” è il canto di speranza che unisce culture, tradizioni, etnie nella musica di questo genio californiano. Il Neapolis Festival, arrivato alla sua ottava edizione, quest’anno ci ha regalato davvero dei grandi nomi della scena internazionale. Dopo Harper toccherà ai Cure e poi a Peter Gabriel, a David Byrne, agli Air e a Vasco Rossi. Ringraziamo, pertanto, l’agenzia Daniele Mignardi per l’ottima organizzazione e per la possibilità che ci ha dato di seguire il concerto di Harper.