Di: Sergio Palumbo

Valeria Parrella ci presenta quattro spaccati della Napoli contemporanea, senza mai cedere alla tentazione del manierismo, del luogo comune o del pregiudizio, con dei protagonisti (di cui tre su quattro donne) che muovono la propria esistenza sullo sfondo della capitale del Sud. I quattro spaccati di Napoli fanno da sfondo a quattro spaccati di vita raccontati con grande sensibilità da questa talentuosissima scrittrice napoletana. Eppure, sensibilità in questo caso, a differenza di tante altre volte, non significa retorica. Né significa mieloso. Quello che tocca è difatti il realismo delle pagine della Parrella, che tuttavia non è mai cinico.

Quattro vite: la spacciatrice vedova di Ponticelli, il tipografo “pezzottatore”, la gallerista alto-borghese con la sindrome del tunnel carpale e la commessa di Miano. Flash, talvolta drammatici, di momenti di transizione, sempre ricolmi di grande speranza, verso una svolta ed un futuro migliore. Un futuro migliore che può giungere in tanti modi diversi, con dei soldi inaspettati, un nuovo amore, la decisione di tornare a suonare la chitarra o anche un aborto.

Leggere questo libro è come guardare delle istantanee nitidissime colte a pochi secondi l’una dall’altra: una serie di fotogrammi implacabili, come le frasi, i dialoghi e perfino le e-mail presenti nel libro. E’ uno stile piacevole e molto rapido, essenziale, asciutto. Eppure, a differenza di tante recensioni che ho letto su questo libro (tra cui quella di Dario Oliviero su Repubblica), non riesco a ricondurre questo stile lapidario alla mancanza di speranza, anzi: la speranza è il filo conduttore del libro e forse l’unica cosa in comune, oltre allo sfondo partenopeo, a tutti i racconti.

“Per Grazia Ricevuta” segue cronologicamente il primo libro di Valeria Parrella, “Mosca Più Balena”, libro pluripremiato che aveva suggerito ai lettori di avere a che fare con una scrittrice che sarebbe andata lontano. Questo secondo lavoro palesa la certezza di avere a che fare con un grande talento.

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