Di: Sergio Palumbo

Michelangelo Iossa è senz’altro uno dei maggiori esperti italiani in tema Beatles. Con questo “Gli ultimi giorni di Lennon” Iossa colma una grande lacuna che si avvertiva nel panorama editoriale italiano: la mancanza di un libro così completo e preciso sul Lennon post-Beatles.

Iossa ripercorre in modo meticoloso e profondo, talvolta introspettivo, il decennio 1970-1980 descrivendo i momenti più importanti di un Lennon in una fase di profonda transizione. Ci racconta di come John, dopo il discusso periodo di grande impegno intellettuale e politico dei primi anni Settanta (in cui è tenuto sotto stretta osservazione da parte dell’FBI per volere di un Nixon preoccupato dalle idee rivoluzionarie dell’ex Beatle e del seguito che egli vanta tra le giovani generazioni) ed a seguito della separazione da Yoko Ono durata ben un anno e mezzo (il cosiddetto “Lost Weekend”, all’insegna dell’alcool e del Rock n’Roll) decide di allontanarsi dal mondo dello spettacolo e di dedicarsi completamente al figlio Sean, promettendo di non fare nuovi dischi almeno fino al quinto compleanno del figlio. Quando John avrà, cioè, quarant’anni. E’ proprio sulla soglia dei quaranta che John scrive, per Ringo Starr, la canzone “Life begins at fourty”: la vita comincia a quarant’anni, che recita:

Dicono che la vita comincia a quarant’anni

Che l’età è soltanto uno stato mentale

Se tutto ciò è vero

Sai, credo che sono stato morto per trentanove anni

La breve vita da quarantenne di John (durata solo due mesi) lo vede di nuovo al lavoro intento a registrare e a promuovere il nuovo, grande, album Double Fantasy. L’8 dicembre 1980, come si intitola il quinto capitolo del libro, “muore John, inizia la leggenda”. “Le bussole hanno perduto il grande Nord nel letto del vento”, scrisse Dali De Clair nel marzo del 1981. John muore a causa della follia di un fan che poco prima aveva avuto l’onore di farsi autografare la sua copia di Double Fantasy: Mark David Chapman, probabilmente l’uomo più odiato della storia del rock. Ma è solo un folle squilibrato o è stato “manipolato” dall’FBI o addirittura dalla CIA? Tante sono le ipotesi fatte al riguardo e tante sono le domande, ma le speranze di conoscere la verità al riguardo sono pressoché vane.

Il libro, oltre alla precisa ricostruzione di tutte queste fasi, ha una interessante appendice fotografica ed una precisissima e completissima appendice discografica, videografica e bibliografica e davvero preziosa per ogni fan dei Beatles e di Lennon.

Assolutamente da citare sono le prefazioni di Peppino di Capri (che ebbe l’onore di fare da supporter ai Beatles durante il loro tour italiano del 1965) e di Mario Pezzolla, autore radio-televisivo che curò per Video Rai “I Favolosi Beatles” nel 1995, nonché l’introduzione del presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati Rolando Giambelli e la postfazione del famoso giornalista Gianni Borgna, costituita dall’articolo da questi scritto all’indomani della morte di Lennon.

In definitiva, questo libro non può mancare nella libreria di nessun appassionato di Beatles, di Lennon e della musica in generale, ma anche di chi è interessato alla storia di quei tempi, che non può prescindere dalle canzoni, dalle idee e dalla vita di John Lennon.

Link: il sito di Infinito Edizioni – www.infinitoedizioni.it