Di: Redazione

Autore: Sandrone Dazieri – Daniele G. Genova

Titolo: La città Buia

Collana: Due thriller per due autori

Anno di edizione: gennaio 2006

Casa editrice: Aliberti editore

 

Si chiama Pinocchio, è un detective poco raccomandabile

Si chiama Libero Corti, è un “investigatore provato”

 

Sandrone Dazieri, In fondo, nel buio

 

Uno si chiama Pinocchio, ed è un ex commissario probabilmente corrotto, di certo brutale e manesco. Ora fa l’investigatore privato, ma i suoi modi non sono cambiati. L’altro è Riccardo Rocca detto “Razzo”, classe 1985. Qualche precedente per rissa e porto di coltello, beccato a tracciare svastiche sul muro di un Centro di accoglienza per immigrati. Uno skinhead, anzi un bonehead, uno della destra più estrema e violenta.

Pinocchio ha il compito di cercare Razzo, scomparso senza lasciare tracce né indizi. Il suo è un lungo peregrinare tra locali frequentati da fascisti e destrorsi vari, un rovistare fra decine di teste pelate, bicipiti tatuati con aquile bipenni, scudetti dell’Italia, fasci littori.

Dietro le insegne di Forza Nera, la formazione pseudopolitica che sembra implicata nella sparizione del giovane, si nasconde una fetta inquietante dell’Italia di oggi.

E’ un intreccio sotterraneo e perverso di interessi, complicità, favori e piccoli sporchi lavoretti. Che arriva su su, fino al palcoscenico politico e mediatico delle grandi opere pubbliche. Fino alla TAV, a quel tunnel che scotta, alle tensioni che percorrono la carne viva dell’attualità.

 

Sandrone Dazieri è nato a Cremona nel 1964. Dopo aver fatto il cuoco, il facchino, il rappresentante è diventato giornalista e scrittore. Ha creato la fortunatissima serie del Gorilla, ex leoncavallino, buttafuori sui generis, detective con un personale senso della giustizia: Attenti al Gorilla (1999), La cura del Gorilla (2001), Gorilla Blues (2002) e Il karma del Gorilla (2005)

 

 

Daniele G. Genova, La luna, la morte

 

Chi è Libero Corti?

Banalizzando un po’ potremmo definirlo il classico detective sfigato. O, come lui stesso felicemente si definisce, un investigatore provato. Provato dalla perdita degli affetti familiari, da una vita perfettamente sregolata, da una situazione economica precaria, da un approccio difficile con i suoi simili. Una specie di equilibrista del quotidiano, sempre costretto tra la nostalgia del passato e l’ansia per il futuro, raramente presente a se stesso nel presente.

Se Libero è una sorta di area manager delle miserie umane, la sua zona esclusiva di attività è il Ponente ligure. Quello è il suo mondo, un mondo che conosce meglio delle sue stesse, vuote tasche. Le atmosfere post-industriali di Savona; il finto paradiso balnear-canoro di Sanremo; il sinistro fascino di paesini come Triora. E’ lì che Libero Corti muove le sue indagini, fra piccoli crimini e ridicoli colpevoli.

Hanno trovato un uomo ibernato nel frigo di un ristorante. Sarà mafia, o la solita storia di corna? Scoprire la verità, in fondo, è il suo unico, vero divertimento.

 

Daniele G. Genova vive a Savona, dove fa l’investigatore privato. Con Aliberti ha pubblicato il giallo Alla morte si arriva vivi (2004). Il thriller di questo volume segna l’esordio di Libero Corti, detective di riviera, che sarà anche il protagonista del nuovo romanzo di Genova, in uscita a febbraio.