Di: Sergio Palumbo

Diciotto scritti di grandi autori del calibro di Dario Fo e Franca Rame, Giulietto Chiesa, Norman Solomon, … che da tutto il mondo lanciano un grido d’allarme contro le degenerazioni perverse della globalizzazione: tutto è in vendita, il profitto regna sovrano, le multinazionali la fanno da padrone e non c’è settore che si salvi: la democrazia è controllata dalle ingerenze statunitensi che manipolano le opinioni degli elettori in tutto il mondo (Italia compresa); l’informazione è suddita delle multinazionali e degli inserzionisti; le risorse naturali mondiali sono sempre più scarse e sempre più subordinate agli interessi del mercato: si privatizza l’acqua, si brevettano semi e piante, si fanno guerre per il petrolio, mentre le condizioni climatiche del pianeta si fanno sempre più critiche e gli USA se ne infischiano per non intaccare i propri interessi economici.

In un contesto come questo non dovrà certo stupire che anche gli uomini siano in vendita e che il loro “prezzo” sia particolarmente e progressivamente sottovalutato, né che anche la salute dei popoli venga messa in secondo piano rispetto alle leggi del mercato e del profitto e che siano stati immessi sul mercato (per poi ritirarli con un po’ troppa calma) farmaci letali che hanno mietuto vittime nell’indifferenza e nell’impunità più totale.

“Tutto in vendita” è una vibrante denuncia delle storture della globalizzazione e vuole essere uno sprone per le nostre coscienze a non assistere passivamente a questa lottizzazione spietata del mondo in cui viviamo, ma ad opporci, ad alzare la voce, a protestare civilmente contro questa logica perversa che pone il denaro ed il profitto al centro di tutto.

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