Di: Sergio Palumbo

Secondo disco per Alan Zamboni, bresciano, che segue Jirandolita Gupil, che risale al 2001. Mise En Abyme è un disco dalla rara raffinatezza ed eleganza, dove si coniugano influenze jazz, il patrimonio del cantaurato italiano (De Andrè e Capossela su tutti, ma non solo) e dei testi decisamente di alto profilo, il tutto condito da un gruppo di musicisti di ottimo livello.

L’atmosfera jazz pervade la quasi totalità del disco. “Il tuo universo” è assolutamente swing, il latin jazz di “Tanga” e di “Quel che resta” ricordano il Sergio Caputo prima maniera, “Luce di Lucciola” (il miglior brano dell’album) la malinconica “Trasloco d’Autunno” sembrano scritte da De Andrè, mentre “Lo so che non la vuoi questa Canzone” è un simpatico divertissement caposseliano.

Mise En Abyme è un disco raffinato, ma non per questo ostico: le sue atmosfere spaziano dall’intima malinconia alla giocosa autoironia e la costruzione dei brani è saggia: non lascia niente né alla banalità né all’autocompiacimento virtuosistico. Il risultato è circa un’ora di buona, ottima musica.

I dischi di Alan Zamboni possono essere acquistati direttamente dal suo sito a prezzi decisamente inferiori a quelli soliti. Tutti i dettagli sono sul sito www.alanzamboni.it