Di: Sergio Palumbo

Beniamino Rossini, amico di Massimo Carlotto nonché compagno d’avventure dell’Alligatore, protagonista di buona parte dei romanzi di Carlotto, ha i giorni contati: il cancro gli sta divorando il fegato. A sessantacinque anni e con una malattia che consuma gli ultimi giorni della sua vita, Beniamino ripercorre tutte le tappe della sua vita e Massimo Carlotto ne fa un libro affascinante ed appassionante, col sottofondo musicale delle canzoni di Ricky Gianco. Beniamino ci racconta in prima persona, passando per la penna di Carlotto, una vita avventurosa tra contrabbando, rapine, carcere e night club.

L’autore mette in risalto con maestria la vita del contrabbandiere narrando con dovizia di particolari le varie fasi del contrabbando e le tecniche impiegate per portare a termine le operazioni, in una perenne guerra con la Guardia di Finanza. L’amore per la montagna e per il mare, le due “terre dell’anima” di Rossini, e la minuziosa descrizione dei luoghi fanno appassionare il lettore alla scoperta di mete e di avventure sempre nuove.

Ai facili guadagni provenienti dalle attività malavitose corrisponde un altrettanto facile sperpero di denaro tra casinò, entraineuse e night club, e quindi ad una continua necessità di altro denaro “facile”. Questo circolo vizioso costerà non pochi anni di galera a Rossini, che ci racconta le brutture del carcere e le leggi non scritte di “buon comportamento” fra i carcerati. Non mancano episodi raccapriccianti durante i quali, nella speranza di non diventare un relitto della società, Rossini fa la conoscenza proprio di Massimo Carlotto, dando inizio ad un’amicizia che consentirà a Rossini la frequentazione di ambienti e persone che sveglierà la sua anima da un torpore frutto degli anni trascorsi in carcere.

Lo scoppiettante alternarsi delle vicende e la precisa descrizione di luoghi e persone fanno sì che il lettore possa vivere il romanzo come un film: le scene scorrono veloci e restano particolarmente impresse al lettore. L’alternarsi del racconto biografico con dei corsivi scritti contenenti considerazioni fatte al tempo presente e veri e propri “giudizi” sulle proprie azioni riviste con maggiore maturità e saggezza, consentono al lettore di sentirsi in sintonia con la coscienza di Rossini, senza però mai troppo concedere ad una pedante introspezione.

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