Di: Sergio Palumbo

Quello di Jorg Blech non è certo il primo libro che parla di come la medicina moderna sia spesso più interessata al profitto di case farmaceutiche o di medici spregiudicati che alla salute dei pazienti. Eppure, grazie alla chiarezza espositiva di Blech, alla curata selezione delle fonti ed all’esaustività degli argomenti trattati, “La medicina che non guarisce” è decisamente uno dei testi più interessanti e più completi in merito.

L’analisi di Blech è molto limpida e procede nello scandagliare le pratiche della medicina e della chirurgia moderna che apportano più danni che benefici o che, nel migliore dei casi, sono completamente inutili. Blech cita fonti, studi, interviste, articoli di riviste specializzate al fine di informare doviziosamente il lettore: non è assolutamente detto che un ricorso sfrenato ad esami diagnostici, a pratiche chirurgiche più o meno invasive, a terapie più o meno all’avanguardia ci consentano di vivere meglio e più a lungo.

Blech tratta vari tipi di branche della medicina e vari tipi di terapie per sfatare falsi miti e sollevare dubbi: c’è da restare sconcertati. Dai medici tedeschi che praticano prestazioni sanitarie individuali a pagamento (IGeL) ai dubbi sulla chemioterapia per alcuni tipi di tumore; dall’inutilità di talune pratiche comuni dell’ortopedia alla potenziale dannosità di alcuni interventi o a alcune diagnosi cardiologiche… Tutto viene trattato con dovizia di particolari, ma in modo semplice e chiaro anche per i non esperti.

Il quadro che ne deriva è piuttosto deprimente, ma anche grazie a questo volume i pazienti possono assumere una nuova consapevolezza riguardo le pratiche mediche che vengono loro proposte: come si intitola l’ultimo capitolo del libro, “sapere è la migliore delle medicine”. E, nell’auspicio un po’ idealista che le cose cambino in meglio, anche grazie a questo volume i pazienti possono prendere con spirito un po’ più critico quanto fin troppo spesso viene subìto come un dogma. Una lettura davvero illuminante.

Link: il sito di Edizioni Lindau – www.lindau.it