Di: Sergio Palumbo

Si legge con vivo interesse questo saggio della dottoressa Laroche De Rosa sull’uso del latte animale da parte dell’uomo. Infatti il latte, quello vaccino in particolare, con i suoi numerosi derivati è stato ed è l’alimento principe delle nostre tavole, dalla colazione al dessert, perché presente in dolci e gelati. I nostri genitori ce lo raccomandavano come mezzo per crescere sani e forti e i nostri vecchi lo considerano fondamentale per il loro fabbisogno di calcio, onde impedire il progressivo depauperamento della massa ossea. Che invece fosse non solo senza benefici, ma addirittura nocivo per la salute è una tesi che sconvolge ogni nostra certezza alimentare. Ma le affermazioni della Laroche De Rosa sono ampiamente documentate, oltre che dalle sue ricerche, da vari studi di altri nutrizionisti e sono confortate dalle testimonianze di quanti ne hanno sperimentato la validità nei loro regimi dietetici. Adatto al vitello, il latte vaccino non lo sarebbe per il bambino, per il quale sarebbe invece fondamentale l’apporto nutrizionale del latte materno, che ha altresì la funzione immunologica e di regolazione dell’equilibrio ormonale. Le informazioni di crescita contenute nel latte vaccino, trasmesse all’ipofisi umana non corrispondono, secondo la Laroche De Rosa, alla normale crescita dell’uomo e sconvolgerebbero i suoi equilibri ormonali, causando numerose patologie e favorendo, anziché impedire, la decalcificazione e la demineralizzazione. La dottoressa indica allora gli alimenti che potrebbero sostituire il latte animale e i suoi derivati in ogni fase delle nostre esigenze alimentari e invita almeno a sperimentare la validità dei suoi consigli, prima di qualsiasi adesione fideistica alle sue tesi.

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