Di: Sergio Palumbo

Di estremo interesse e più che mai attuale è il saggio di Jacopo Fo, oggi che nessuno oserebbe più negare che le anomalie climatiche e gli altri devastanti fenomeni che affliggono il pianeta siano conseguenza dell’uso distorto che l’uomo ha fatto e fa delle risorse naturali, nella sfrenata corsa a un progresso non più compatibile con la sopravvivenza della terra e della stessa specie umana.

L’autore parte dalla possibilità di usare un olio vegetale (l’olio di colza, appunto) che, miscelato opportunamente al gasolio in forma di biodiesel, potrebbe costituire un combustibile meno inquinante e più economico. Ma l’uso di tale elemento vegetale ha trovato e trova mille contrasti, perché lede interessi costituiti di lobby potenti. La polemica di Fo contro lassismo, cecità, interessi di parte, che finora hanno impedito o ritardato una autentica presa di coscienza dei problemi ecologici, riguarda quindi tante altre possibili soluzioni che, adottate insieme, contribuirebbero a combattere il problema dell’inquinamento, con le sue drammatiche conseguenza. Lo sfruttamento di energie alternative non inquinanti (solare, eolica, idrica) potrebbe sostituire quei combustibili fossili che avvelenano l’ambiente e che, non essendo infiniti, provocano guerre sanguinose per il loro possesso.

Il risparmio energetico, possibile con opportuni accorgimenti, non solo preserverebbe l’ambiente ma svilupperebbe il senso civico incrementando l’abitudine ai consumi solidali di gruppo: condomini, aziende, enti specifici, comunità cittadine. Il riciclaggio dei rifiuti, con la raccolta differenziata e gli opportuni impianti li farebbe diventare una notevole risorsa anziché un gravissimo problema, quando si vuole smaltirli in discariche dalla collocazione sempre più difficile, che appestano chi abita nei pressi ed avvelenano il suolo.

Come si vede, ciò che Fo sottolinea con forza è il concetto che oggi, per fortuna, sembra definitivamente acquisito dagli studiosi: il rispetto dell’ambiente non solo ci salva la vita, ma è economicamente vantaggioso, sia per i singoli che per le comunità.

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