Di: Sergio Palumbo

Il romanzo di Serge Quadruppani è un giallo corposo, dalla trama complessa e fitta di spunti narrativi tratti da reali situazioni della storia contemporanea che più hanno solleticato la fantasia “noir”: le logge massoniche e i loro oscuri intrighi, le trame del potere che alla violenza legata alla sua autoconservazione che unisce la perversione sadica, la corruzione di certi corpi di polizia funzionali a quelle trame. Più che uno sfondo per lo svolgimento di una storia criminale, questi riferimenti alla realtà sono sviluppati con risentita coscienza sociale da Quadruppani, senza ipocriti moralismi ma con occhio consapevole e ironicamente critico. Ma ciò che più attrae è l’abilità narrativa dell’autore che tiene sulla corda il lettore, ponendogli davanti un ingranaggio misterioso che intrappola il protagonista in un incalzare di colpi di scena, ma soprattutto lo stupisce con sequenze di taglio cinematografico, in cui il punto di vista è situato rasoterra: negli occhi del gatto.

Altrettanto affascinante è la qualità espressiva della narrazione, capace di creare, captando ogni dettaglio del mondo che rappresenta, atmosfere pregne di suoni, colori, sapori, odori che immergono il lettore nella dimensione del grande romanzo.

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