Di: Sergio Palumbo

Mikal Blonkvist è un intrepido giornalista, creatore della rivista “Millennium”, specializzata nello smascherare i disonesti e i corrotti nel mondo della grande finanza. Costretto da un momentaneo scacco a farsi da parte, accetta la richiesta del vecchio patriarca della potente famiglia Vanger, che da anni cerca di far luce sulla scomparsa dell’amata nipote Harriet. Il mistero di questa sparizione avvenuta in circostanze impossibili e la conoscenza dei membri della ricca famiglia, ciascuno con il suo torbido passato e il suo equivoco presente, stimolano l’interesse del giornalista e lo spingono a un’indagine difficile e pericolosa, che man mano mette a nudo i sordidi e vergognosi segreti dei Vanger fino al sorprendente finale, sulla falsariga del più appassionante thriller. Come nelle opere di questo genere, non mancano colpi di scena mozzafiato e l’infittirsi del mistero avvince il lettore per tutto l’arco delle circa settecento pagine del romanzo: un risultato che distingue questo libro dal classico giallo, solitamente di più corto respiro. Ma a conferire una sua peculiare individualità all’opera di Larsson sono ben altri elementi. Tra questi, la sapiente caratterizzazione dei personaggi, come la singolare protagonista femminile che sfugge a ogni classificazione possibile: hacker abilissima e dona piena di complessi, considerata alla stregua di una minorata mentale e capace invece di eccezionali performance, sfruttando la sua eccezionale conoscenza del computer.

Il romanzo, inoltre, ci offre un interessante spaccato del torbido mondo dell’alta borghesia degli affari e della finanza, con la sua amoralità e le sue manovre truffaldine, che sono dolorosamente attuale.

Contribuisce al gusto della lettura anche il cupo fascino dei paesaggi nordici che fanno da sfondo alla vicenda.

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