Di: Sergio Palumbo

Creando i personaggio del commissario De Luca, Carlo Lucarelli dava sfogo, per sua stessa ammissione, a due passioni: quella per il giallo e il mistero e l’interesse per la più recente storia del nostro paese. Ne risulta un ritratto umano sfaccettato dal forte chiaroscuro: una persona fragile nella sua umanità anche fisicamente sofferente, forte nel suo intrepido senso del dovere come poliziotto e come cittadino.

Ma c’è anche la sua inesauribile curiosità, che gli ha fatto scegliere quel mestiere come ovvia conseguenza della sua natura, che vuole costantemente guardare oltre l’apparenza per arrivare ala verità. Le vicende in cui è coinvolto si svolgono nel periodo che va dagli ultimi giorni del fascismo con la caduta della Repubblica di Salò all’immediato dopoguerra con le atrocità che lo accompagnarono, fino ai primi tempi della neonata Repubblica italiana che si accinge alle fatidiche elezioni del 1948, con le quali si decideva il futuro politico della nazione. Un periodo infuocato, uno dei più drammatici e dolorosi della nostra storia, dove ci fu spazio per eroismi estremi ed estremi abomini.

De Luca riflette in sé quelle contraddizioni e ne esprime il bisogno di chiarezza e il tormento di non poter mai, viceversa, dividere con un taglio netto il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, la verità dei fatti dall’ambiguità delle intenzioni.

Appassionante come un buon giallo e al tempo stesso ricco di notazioni storiche spesso illuminanti per comprendere quegli eventi, ancora oggi oggetto di contrapposte interpretazioni e talora di sanguinose polemiche, questo libro di Lucarelli è senz’altro tra le opere più rilevanti della narrativa contemporanea.

Link: il sito di Sellerio Editore – www.sellerio.it