Di: Sergio Palumbo

Il merito maggiore di una creatrice di gialli è la capacità di sciogliere in modo semplice e plausibile i grovigli della vicenda narrata e Carlene Thompson possiede indubbiamente tale requisito. Le trame dei suoi romanzi avvincono il lettore proprio per l’intrecciarsi di eventi, apparentemente inspiegabili, che creano un’atmosfera di terrore ma alla fine si collegano con razionale semplicità a una motivazione convincente. Tale è anche il caso del romanzo “Stanotte sei mia” in cui una donna, che in passato ha subito uno stupro, seguito dall’omicidio rimasto insoluto dei suoi stupratori, dopo molti anni si trova coinvolta in una serie di misteriosi delitti le cui radici sembrano affondare il quel tragico evento. Motivo di particolare fascino della narrativa della scrittrice americana è la cura dei dettagli con cui l’autrice si sofferma sulla quotidianità dei personaggi, sconvolta dal misterioso susseguirsi di tragici eventi. Poiché le sue protagoniste sono in genere donne, la Thompson non trascura mai di soffermarsi sull’abbigliamento, sull’arredamento degli interni, sulle abitudini domestiche di una famigliola americana. In tal modo crea quel contrasto tra la normalità dell’esistenza, in cui facilmente ci si immedesima, e il violento irrompere del dramma: contrasto che genera emozioni forti al lettore, tenendolo sulla corda fino all’ultima pagina. Tra gli aspetti più tipici della quotidinità c’è sempre, nelle storie della nostra autrice, l’attiva partecipazione agli eventi dell’animale domestico per eccellenza: il cane, protettore fedele fino alla morte e autentica passione della scrittrice, che di animali ha voluto circondarsi nella sua fattoria di Point Pleasant in Virginia.

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