Di: Sergio Palumbo

Bunny Munro è un erotomane. Un maniaco sessuale. Il sesso per lui non è solo una passione ma è una vera e propria ossessione. Non riesce a guardare una donna e a non pensare al sesso. E’ emblematico come ai suoi occhi appaia Emily, una cassiera di un McDonald’s: “Ha i capelli nero lucido raccolti in un’acconciatura ad alveare, una striscia di acne sulla fronte, e una vagina”.

Ma Bunny ha anche una moglie, Libby, ed un figlio, Bunny Junior. Libby, esasperata dai continui tradimenti del marito, presa coscienza di questa sua malattia, si ammalerà a sua volta di una depressione che la porterà al suicidio. Da qui si dipana la trama di questo libro di Nick Cave, che indossa i panni del narratore per raccontarci come Bunny Munro affronterà la morte della moglie e la presa di coscienza di doversi occupare di un figlio che, nonostante tutto, lo adora e lo vede come il miglior papà del mondo.

Bunny, rappresentante di prodotti di bellezza, porta con sé il piccolo Bunny Junior in un viaggio nel quale dovrà fare i conti con le proprie ossessioni ed i propri sensi di colpa e con il doversi cimentare nel ruolo di padre ed educatore, in un vortice di peripezie e di eventi che si susseguiranno velocemente e lo porteranno alla morte.

Colpisce molto l’abilità narrativa di Nick Cave, che si apprezza principalmente per l’intreccio avvincente, molto ben costruito e congegnato, che cattura l’attenzione del lettore e lo appassiona fino all’ultima pagina, nonché per le descrizioni dei luoghi e, soprattutto, dei personaggi, che danno subito il sentore che ci sia qualcosa di insano e di malato nello scenario sul quale si muove il nostro commesso viaggiatore e nelle persone che incontra.

Il rapporto padre-figlio è centrale nel libro di Cave. Bunny non è solo il padre del piccolo Bunny Junior, ma anche, a sua volta, figlio di Bunny Senior, ormai vecchio e ormai giunto alla fine dei suoi giorni per un cancro. In Bunny Senior si può scorgere la probabile causa di tutte le deviazioni e depravazioni di Bunny, la cui morte prematura sembra quasi il viatico per la salvezza di Bunny Junior, per tirarlo fuori dalla feccia nella quale Bunny Munro sguazza senza una via d’uscita che non sia la più drastica.

Aspr, rude e nel contempo venato di una intrinseca e naturale tenerezza, tra paranoie, psicosi e malattie, ma anche affetto e, scavando bene, speranza, se fosse una canzone, questo libro troverebbe naturale collocazione tra le Murder Ballads. Semmai, cantata insieme a Kylie Minogue.

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