Di: Alessandra Staiano e Sergio Palumbo

La maschera che nasconde, reinventa e soprattutto confonde i piani della realtà e della finzione; l’identità come continua negoziazione tra l’immagine che ognuno ha di sé e che di quel sé hanno gli altri; la pazzia come rifugio e quale condizione disarmante per chi le è davanti perché “scrolla dalle fondamenta” ognuno e allora non resta di fronte a essa che lo sgomento, lo spavento o lo scherno. E’ un testo massimamente pirandelliano l’Enrico IV fondato com’è su tutti i temi indagati a lungo dall’autore agrigentino. E Ugo Pagliai, semplicemente bravissimo, lo fa rivivere, questo “folle” che si crede Enrico IV, sul palco del Teatro Bellini, fino al 20 dicembre 2009, nella versione curata dal regista Paolo Valerio, scene di Graziano gregari, Costumi di Carla Teti e musiche di Antonio di Pofi.

Caduto vent’anni prima da cavallo, durante una goliardica passeggiata in costume, il protagonista si fissa nel travestimento scelto allora, nel personaggio studiato ossessivamente fin nei minimi dettagli e quello vive come realtà, costruendo intorno ad esso tutto il suo mondo. L’antica amica-nemica, di cui era neanche tanto segretamente innamorato, Matilde Spina – cui dà volto e voce la rigorosa e autorevolissima Paola Gassman – la figlia di lei Frida, il vecchio rivale Belcredi, il nipote marchese Di Nolli e il medico Genoni, ingaggiato per studiare il caso, vanno nel suo “regno” in visita. Un incontro che dà il via e regge l’intero racconto scenico, ricostruito fedelmente  al testo da parte del regista che ha voluto rendere lo stato d’animo – individuale e universale insieme – di un uomo spaventato, intimamente solo, disperatamente ancorato alla finzione e beffardo fino all’ultimo. Un uomo vittima della follia, prima, ma anche, poi, di una realtà che non gli appartiene più, tanto da apparirgli fittizia, cui non trova altra via di scampo se non la follia stessa, ma stavolta cosciente e lucida. L’interpretazione di Ugo Pagliai è magistrale in questo senso, amplificando nello spettatore attraverso mimica, gesti, voce, tutti gli interrogativi che il testo di Pirandello lascia aperti.

Link: il sito del Teatro Bellini – www.teatrobellini.it