Di: Alessandra Staiano

Chi non ha mai desiderato giocare con la casa delle bambole? Di quelle grandi, a più piani, magari di legno, che si aprono a libro e fanno venir fuori tante stanze. Ognuna con i suoi piccoli mobili, ma soprattutto con le storie da inventare per ciascuna di esse. Con “Il palazzo delle pulci” è come se Elif Shafak, voce mirabilissima della letteratura contemporanea non solo turca, squadernasse una casa delle bambole moltiplicata all’ennesima potenza.

I dieci appartamenti del grigio edificio, che dà il titolo al libro- un tempo assai signorile, nato come dono di un aristocratico russo alla moglie che lo aveva battezzato Palazzo Bonbon, ma poi abbandonato a un lento e lungo declino- sono abitati da indimenticabili personaggi, diversissimi tra loro, ognuno stravagante a modo suo, descritti assai efficacemente, sospesi tra l’ironia e il divertimento che suscitano, ognuno con il suo mondo e le sue storie, costretti loro malgrado non solo a coesistere nello stesso fabbricato, ma anche a confrontarsi con il problema e il mistero che porta e ha dentro di sé il palazzo. Che sta ad Instanbul, ma è come se la stessa Instanbul, la città viola agli occhi della donna a cui viene dedicata la costruzione del fabbricato, stesse lì dentro con le sue leggende e le sue contraddizioni, con la sua meravigliosa miscellanea di razze, religioni, culture. I parrucchieri Cemal e Celal, il professore snob appena uscito da un matrimonio disastroso, il nonno antico che racconta continuamente storie ai nipotini, lo studente universitario che ha come unico compagno il cane, l’affascinante Amante Blu, l’indecifrabile Madama Zietta sono solo alcuni dei personaggi che il lettore imparerà presto ad amare.

Caleidoscopio di storie del presente e del passato, giallo divertente e in fondo filosofico, il Palazzo delle Pulci è un omaggio riuscitissimo al potere della narrazione e dell’immaginazione.

Link: il sito di Rizzoli Editore: http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/rizzoli/