Di: Sergio Palumbo

Un grande e vecchio libro si apre sul palco e ne fuoriesce tanta polvere, ma anche alcune persone. Sono i personaggi di questa storia di un matrimonio talmente litigioso da finire nell’aula di un tribunale. Il titolo del libro è “Lo scarfalietto” e le pagine sono le scene dello spettacolo: la casa di Felice Sciosciammocca e della consorte Amalia, il teatro dove si sta preparando lo spettacolo che vede come prima ballerina la grande Emma Carcioff e l’aula del tribunale dove si discute della causa di separazione della coppia, con improbabili testimoni e ancor più improbabili avvocati. Il “casus belli” è una bottiglia di acqua bollente utilizzata per riscaldare il letto: lo scarfalietto, che nella notte si apre allagando il letto degli sposi, la classica goccia che fa traboccare il vaso in una coppia che si incolpa vicendevolmente di scherzi e dispetti di cui ognuno accusa l’altro. 

Il testo di Scarpetta è un classico della commedia napoletana, dalla comicità immediata e piacevole, e l’adattamento di Geppy Gleijeses è in grado di dargli una piacevole ventata di freschezza che lo rende attuale, pur con grande rispetto e senza tradire il testo originale. L’accurata caratterizzazione dei personaggi operata dal regista rende perfettamente la stilizzazione macchiettistica tipica della tradizione scarpettiana. Il cast di attori, d’altronde, sembra perfettamente calarsi nei singoli ruoli, riuscendo a risultare credibili perfino nei passaggi dove sono massimamente stilizzati nel testo di Scarpetta. Lello Arena è perfetto nei panni di Felice Sciosciammocca e, con la bravissima Marianella Bargilli nel ruolo della moglie Amalia, dà vita a dialoghi scoppiettanti e davvero divertenti. Lo stesso Gleijeses riesce a passare egregiamente dal ruolo dello stagionato seduttore Gaetano Papocchia a quello del confusionario e tartagliante avvocato  Anselmo Raganelli, che con la sua “lingua inceppata” regala diversi momenti di pura comicità. 

Un vortice di battute, gag, esilaranti equivoci e tante, tante risate. Fino al 21 novembre 2010 al Teatro Bellini di Napoli.

Link: il sito del Teatro Bellini – www.teatrobellini.it