Di: Redazione

 

Giovedì 27 gennaio 2011, Teatro Elicantropo di Napoli

Donna bomba di Ivana Sajko

In scena un testo intenso e profondo sulle donne kamikaze, sulla guerra in ex Jugoslavia, ma anche un istrionico attacco alle forme e agli uomini di potere

 Da giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 30) sarà in scena, al Teatro Elicantropo di Napoli, Donna bomba della drammaturga croata Ivana Sakjo, uno spettacolo di morte che diventa spettacolo di vita, messo in scena dall’attrice e regista Chiara Tomarelli con la supervisione di Veronica Cruciani.

Presentato da Compagnia Pianoinbilico e Officine Artistiche #31, Donna bomba presenta una giovane donna kamikaze negli ultimi 12 minuti e 36 secondi, prima di farsi saltare in aria. Scarno come il cuore della donna bomba, lo sfondo della pièce è lo scenario di un fantomatico attentato, che racchiude in sé disastri reali

All’interno di una dimensione onirica, dove già il linguaggio esprime una forte visionarietà, ascoltiamo i pensieri, le immagini le contraddizioni di una donna kamikaze poco prima di compiere l’attentato al politico di turno.

Il racconto della donna è interrotto dall’attrice, che, trasportando in scena le riflessioni dell’autrice e le proprie su questo tema così delicato e attuale, continua a porsi delle domande, a cui tenta di dare risposta.

Domande che riguardano se stessa, la propria vita, quella del mondo in cui vive, la società, la politica. Lo spettacolo rappresenta la ricerca di una risposta difficile da trovare, analizza il problema, lo guarda da diversi punti di vista.

Non trae conclusioni, ma pone ulteriori interrogativi su di noi e sul mondo in cui viviamo, cercando di tracciare una strada, un percorso, aprendosi a svariati punti di vista.

La donna che sta per porre fine alla propria vita, facendosi esplodere tra una folla festante, potrebbe essere nostra sorella o una nostra cara amica. E’ lì e soffre, ha paura, ma non può tornare indietro, non può scappare al proprio destino.

Il tempo scorre inesorabile e rapido e il passato, il presente e il futuro si mescolano confondendosi, annullandosi, nella mente, nella disperazione di questa donna, che sta per partorire diciotto metri di devastazione.

Nel breve segmento di tempo, si addensa l’insensatezza della storia collettiva e la bellezza negata di quella individuale. Respirando al ritmo del tic tac di una bomba, la donna immagina di danzare con l’uomo che ama o di organizzare una festa per salutare gli amici di sempre. Ma soprattutto pensa a lui, all’uomo potente che arriverà tra ali di folla preceduto da un corteo solenne.

Donna bomba più che uno spettacolo è una lunga riflessione sulla realtà parossistica e, sempre, attuale dei kamikaze, e che aiuta a capire quanto questa storia sia anche nostra.

Donna bomba, di Ivana Sajko

Napoli, Teatro Elicantropo – dal 27 al 30 gennaio 2011

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 081296640 email teatroelicantropo@iol.it  

Da giovedì 27 domenica 30 gennaio 2011

Napoli, Teatro Elicantropo

 Compagnia Pianoinbilico e Officine Artistiche #31

presentano

Donna bomba

drammaturgia  Ivana Sajko

 progetto e regia

  Chiara Tomarelli

con la collaborazione di Veronica Cruciani

Durata della rappresentazione 50’ circa

“Ritorna sempre la condizione drammatica della loro vita, il non aver nulla da perdere. La mancanza di prospettive.”

“Si tratta di un’intera generazione cresciuta durante il conflitto, per lo più senza alcuna istruzione: donne, adolescenti, bambine per le quali la guerra è vita e la vita una costante fonte di paura.”

“Diventano kamikaze perché non hanno altra scelta.”

“Sono fiero di mia figlia” irrompe il padre della kamikaze Abu SamirAkkara, “No, no. Non sono proprio contento che abbia agito da bomba umana. Anzi”, si contraddice subito l’uomo, forse ancora confuso per l’accaduto, “sono fiero di lei perché ora è una martire. Ma se l’avessi saputo prima l’avrei chiusa in casa. Si, perché al tempo stesso sono contrariato da ciò che ha fatto”, sottolinea abbassando lo sguardo. “Non l’avrei mai potuto immaginare. E poi”, continua l’uomo visibilmente provato dal dolore, “uccidendo quelle persone cosa ha cambiato?

Il 21 aprile 1991, Thenmuli Rajaratnam, conosciuta come Dhanu, è esplosa durante il meeting della campagna elettorale a Sriperumbudur. Nell’attentato morirono diciassette persone e il premier indiano Rajiv Gandhi.

Il 7 febbraio 1998 una donna sconosciuta si uccise durante le festività nella principale città dello Sri Lanka, a Colombo. Con essa se ne andarono altre nove persone.

Il 29 marzo 2002 la diciottenne Ayat al Ahras si fece esplodere davanti ad un supermercato nella periferia di Gerusalemme. Morirono più di venti persone.

Biografia Chiara Tomarelli

Attrice e regista si forma presso la Civica Scuola D’Arte Drammatica ‘Paolo Grassi’. Lavora con diversi registi quali Peter Stein , Alexader Popovsky , Anton Milenine, Walter Le Moli, Pierpaolo Sepe, Claudio Longhi, Massimo Navone…nei maggiori teatri italiani ed europei. Affronta autori come Euripide, Aristofane, Shakespeare, Buckner, Leopardi …

Partecipa al corso di perfezionamento europeo Ecole Des Maitres per attori sotto la guida del poliedrico artista belga Jan Fabre, con il quale debutta nello spettacolo ‘Sangue, sudore e lacrime’.

Nel 2005 partecipa alla messa in scena de ‘Il mondo salvato dai ragazzini’ di Elsa Morante per la regia di Veronica Cruciani in qualità di assistente alla regia.

È attrice-autrice di un lavoro omaggio alla poetessa Alda Merini dal titolo ‘L’anima innamorata’.

Nel 2007 partecipa al progetto ‘Perché ce l’ho tanto con..’ su Anna Politkovskaja insieme alla Compagnia Babateatr.

Lavora con il regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez per il progetto ‘Il sapore della cenere’ testo contro gli abusi dei diritti umani, debuttando al Museo Pecci di Prato e all’Eliseo di Roma.

Mette in scena Donna Bomba, testo sulle donne kamikazee scritto dalla pluripremiata drammaturga croata Ivana Sajko, che debutta nel 2008  in stagione al Piccolo Jovinelli di Roma e ospitato in numerosi teatri e festival tra cui il  Napoli Fringe Festival 2009.

Prosegue a lavorare sul secondo testo della Trilogia della Sajko sulle donne e la guerra, che s’intitola ‘Europa’ .

Nel febbraio 2010 debutta con lo spettacolo ‘Madonne di Beslan’ di cui è interprete, regista e  adattatrice, testo sulle madri di Beslan raccontate attraverso le testimonianze e le acute analisi della Politkovskaja. Con questo progetto è vincitrice del concorso MArte live 2009, prima classificata, premio della critica teatroteatro.it, premio festival Donna mostra Donna.

E’ inoltre finalista al concorso Dodici Donne Atcl, e al premio Giovani Realtà Teatrali di Udine con i suoi spettacoli.

Ha lavorato in televisione e radio e ha debuttato in cinema con ‘Io sono l’amore’ regia di Luca Guadagnino, protagonista Tilda Swinton. Ha appena terminato le riprese del film ‘I figli delle stelle’, regia di Lucio Pellegrini.