Di: Sergio Palumbo

“Le Beatrici” nasce da un progetto che ha preso forma nell’ambito della collaborazione tra lo scrittore Stefano Benni e la compagnia teatrale diretta da Giorgio Gallone. Nel contesto di questo laboratorio teatrale nato tra Benni e il Teatro Archivolto di Genova, Stefano Benni ha scritto alcuni monologhi inediti centrati su figure femminili, interpretati da giovani talenti, per “mostrare che esistono giovani attrici italiane di talento e non necessariamente devono essere ingoiate dalla televisione”. Ora quei monologhi sono stati raccolti e pubblicati in questo libro, accompagnati da poesie e testi di canzoni scritti da Benni nel corso degli ultimi dieci anni.

Otto monologhi per voce femminile, otto storie di donne, otto metafore che dipingono l’umanità dei nostri tempi con quei tratti caratteristici della scrittura di Stefano Benni: l’ironia, spesso amara, talvolta cinica, il sarcasmo al limite del grottesco, i personaggi sempre in bilico tra reale e surreale.

I personaggi dei monologhi sono una Beatrice dantesca dei nostri tempi, una ragazzina spietata, una presidentessa che racconta la propria soluzione agli esuberi aziendali, una suora posseduta da un diavolo tentatore, una donna in perenne attesa, una licantropa ed una vecchia donna rinchiusa in una casa di riposo. Ed i protagonisti del penultimo monologo, il più intenso e commovente, “Volano”, sono proprio le persone anziane e la loro solitudine, la disperazione di essere lasciati in compagnia della televisione quando si è ancora capaci di agitare le braccia come se fossero ali e volare.

E’ molto toccante il testo della canzone che chiude il libro, “Canzone per Fabrizio De Andrè”. E’ il testo di una canzone che Benni aveva scritto per il grande cantautore genovese: “Io non voglio morir cantante / se al buon sonno del padrone / servirà la mia canzone…”. Però, la canzone non fu mai incisa: “Fabrizio ha deciso di suonare altrove”.

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