Di: Sergio Palumbo

Chi ha conosciuto Internet prima della comparsa del motore di ricerca Google di sicuro non potrà non ricordare il momento in cui ha fatto accesso per la prima volta a quella pagina essenziale, con un logo, una casella dove inserire i termini della ricerca e due tasti: “Cerca con Google” e “Mi sento fortunato”. Nessuna pubblicità e pochi fronzoli: assolutamente inedito. Ma quel che colpiva, già allora, era soprattutto la qualità dei risultati restituiti dalla ricerca, nettamente superiori a qualunque altro motore di ricerca all’epoca operante. Era la fine degli anni ’90 ed Internet era molto, molto diversa. Era l’epoca dei portali, dei contenitori di informazioni, link e notizie, il cui scopo era tenere intrappolati i visitatori tra le proprie pagine, in modo da aumentare le visualizzazioni di banner e pubblicità testuali. Google, invece, faceva di tutto perché l’utente lasciasse al più presto il motore di ricerca: voleva dire che la ricerca era stata efficace e l’utente aveva trovato ciò che stava cercando.

Sono passati poco più di dieci anni da allora ed in questo periodo le abitudini dei navigatori di Internet sono cambiate radicalmente. Google è entrata sempre più nella vita di tutte le persone dotate di una connessione al mondo del web, tanto da essere utilizzato sempre più come verbo: è ormai comune tradurre “cercare qualcosa su Internet” in “to google something”. 

Oltre alla ricerca ed alla vendita di pubblicità, che resta il principale core business dell’azienda, Google è entrata in tanti altri mercati, lanciando prodotti come Google Books, Google Maps, la posta elettronica gratuita Gmail, Google News, il browser Chrome, il sistema operativo per smartphone e tablet Android, acquisendo Youtube, etc. Attraverso il sistema Adwords Google ha cambiato completamente le regole del mercato della pubblicità online, rendendola accessibile anche per i piccoli inserzionisti e consentendo di pagare solo per i click ricevuti. Con Google Adsense, invece, ha consentito a blog e siti web di aumentare i guadagni pubblicitari, visualizzando gli spot di Adwords e quindi diventando dei veri e propri partner commerciali di Google.

Questa rivoluzione, quasi sempre vista positivamente dagli utenti, i quali hanno decretato Google come uno dei brand che ispira maggior fiducia, è stata vista con sospetto dagli operatori dei vecchi media (soprattutto televisioni, giornali e case editrici) e dai governi, preoccupati della potenza che sta sempre più acquisendo Google, in termini sia commerciali che di dati personali memorizzati nei propri sterminati database. 

In questo libro Ken Auletta ricostruisce con dovizia di particolari la storia di Google e ne analizza in modo profondo ed obiettivo l’enorme impatto sui vecchi media, i limiti e le grandi potenzialità dell’azienda, dei suoi fondatori, dei suoi dirigenti e dei suoi dipendenti. Se da un lato Auletta illustra i punti di forza che hanno decretato il crescente successo di Google, dall’altro passa in rassegna tutte le possibili minacce che si potrà trovare ad affrontare e le sfide che dovrà vincere per poter continuare a crescere agli stessi ritmi degli ultimi anni. Oltre alla precisione ed all’obiettività dell’analisi condotta da Auletta, colpisce la vastità delle fonti citate, così come le tante interviste condotte con i fondatori Larry Page e Sergey Brin, con Eric Schmidt, dipendenti, dirigenti, CEO dei media tradizionali ed online. Queste caratteristiche rendono l’opera di Auletta un testo fondamentale per comprendere meglio le dinamiche non solo del panorama dei media, ma in generale del mondo, che, ormai, è sempre più googlizzato

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