Di: Sergio Palumbo

Una giovane donna muore cadendo da una balaustra. E’ un incidente o qualcuno dei presenti le ha dato la spinta fatale? Il sospettato si sottrae alla giustizia con la fuga, ma, dopo qualche anno, la sua figura incombe minacciosa nella piccola comunità e, uno dopo l’altro, gli amici della morta, presenti alla sua drammatica caduta, muoiono per mano del fantomatico assassino. Perché tante morti? Qual è il segreto che andava cancellato spegnendo per sempre la voce di chi sapeva? Ma tante sono le verità inconfessabili, troppe persone hanno il loro scheletro nascosto e su di loro si abbatte la mano omicida, quasi a rivendicare un’esigenza morale più che mai assurda, considerata l’efferatezza dei delitti.

Carlene Thompson presenta una galleria di personaggi disegnati in modo incisivo, caratterizzati con intelligente realismo ben al di là della plausibilità della vicenda: un universo al femminile con le sue piccole manie, le sue fragilità ma anche la capacità di tener duro quando sono in pericolo le persone care. C’è l’ambiente pettegolo della provincia dove si pensa di conoscersi tutti e invece spesso l’aspetto bonario del vicino è solo la maschera che copre sordide deformità interiori, inquietanti malattie dell’anima. L’attenzione ai particolari nel rappresentare la quotidianità conferisce al racconto quel sapore di vita vissuta che è caratteristica precipua della scrittrice, che dei piccoli ambienti sa cogliere quelle sfumature di colori, di umori, di sensazioni che identificano al vivo il microcosmo dell’ambiente domestico e paesano. E’ proprio in questo scenario di giornaliera normalità che assume maggior risalto l’ombra del mistero, l’orrore del crimine che sconvolge l’armonia dell’esistenza. Ma alla fine l’ordine si ricompone, la luce dissolve le ombre e il futuro è ancora ricco di promesse per chi ha lottato conservando la propria integrità e la fiducia nel finale trionfo del bene.

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