Di: Alessandra Staiano

Un uomo solo, sebbene armato di una verità scientificamente provata, può sfidare il coacervo di interessi economici, politici e personali che si concentrano su un impianto termale che deve rilanciare una città? Quanti saranno i voltagabbana? Quanti i mediocri? Quanti i codardi? Chi vincerà: la verità o la politica, intesa nel senso più deteriore del termine? Per avere un’idea di quanto il tema possa essere sempre attuale- al di là dell’epoca in cui il testo è stato scritto- bisogna avere visto “Un nemico del popolo” opera di Henrik Ibsen portata in scena, per la regia di Armando Pugliese, domenica 26 febbraio 2012 al Supercinema di Castellammare di Stabia nell’ambito della stagione di prosa diretta dall’attore stabiese Lello Radice. Interessante e attuale il testo. Ottima la prova di Gianmarco Tognazzi nelle vesti del protagonista: il dottor Stockmann che scopre che l’acqua delle terme pubbliche- fiore all’occhiello della cittadina in cui vive- sono appestate da scarichi industriali inquinanti che le hanno trasformate in un vero e proprio focolaio di infezioni. Una verità scientifica sulla quale tenta di costruire una campagna mediatica anche in base agli appoggi che una stampa fintamente indipendente e un’inesistente maggioranza compatta gli assicurano. Salvo, poi, vendersi al nemico. Che altri non è che il fratello dello stesso protagonista, sindaco della cittadina. Speranze e ideali che guardano al bene comune si scontrano con le tattiche della bassa politica e – soprattutto- con le meschinerie di chi circonda il protagonista. Ottima prova anche per tutti gli altri attori in scena, tra cui spicca lo stabiese Antonio Milo nelle vesti del tipografo che avrebbe dovuto saldare la maggioranza a favore del protagonista, ma che fa retromarcia al primo sentore di poterci perdere economicamente. Una bella prova che fa riflettere ancora oggi su quanto possa essere profondamente ingiusta la democrazia basata sulla maggioranza. Tema attuale a Castellammare e non solo.