Di: Alessandra Staiano

C’è un segreto dentro Raffaele Palumbo. Quarantenne, o su per giù, napoletano che lo spettatore conosce mentre lui se ne sta rannicchiato sotto le coperte del suo «lettuccio», mentre una straripante sorella, che ha il volto e il corpo di una bravissima Antonella Morea, tenta di spiegare all’ennesimo medico chiamato a consulto cosa stia avvelenando la loro vita. Chiusa in quattro mura.

C’è quel segreto- che potrebbe essere un mistero assoluto oppure un banale male oppure chissà cos’altro- a reggere la trama di «Metamorpho»di Michele Danubio, che è in scena nelle vesti del protagonista, spettacolo che ha debuttato al Piccolo Bellini il 2 novembre 2012 per restare fino all’11 novembre. C’è quel segreto maledetto a far scoppiare inquietudini e paure, speranze e attese, domande e strane ipotesi di soluzioni. Farsa tragicomica che trova nell’interno napoletano, scelto dall’autore Michele Danubio, il miglior luogo possibile dove poter fare entrare il mondo di fuori.

Quello di oggi in cui internet può essere il propulsore dei peggiori incubi, in cui i media sono pronti come sciacalli a spolpare l’ennesimo mistero insoluto, ma anche quello di sempre dove è la curiosità morbosa dei vicini di casa oppure dei vecchi amici a poter creare le maggiori devastazioni. Quel segreto viene raccontato con i toni della tragicommedia. Tutto diventa parodia.

Anche attraverso un eloquio prorompente, logorroico, a tratti ipnotico – anche se talvolta farraginoso- che appartiene a ogni  personaggio della pièce: alla fanatica religiosa Assunzione, interpretata da una scoppiettante Laura Borrelli, così come al garzone della salumeria che sbaglia sempre a portare la spesa. Ma sopra tutti allo sfortunato (almeno secondo il giudizio comune) Palumbo, a cui come si potrebbe dare del pazzo se ha rifiutato il destino di «lavatore di scale»? E alla imponente sorella Teresa, che riempie la scena come nessun altro.

Ottima prova di tutti gli attori nella piéce la cui regia è firmata da Agostino Chiummariello, anch’egli in scena, insieme alla Morea, l’autore Michele Danubio, Laura Borrelli, Sergio Fenizia e Vittorio Passaro. Le musiche sono firmate da Adriano Aponte, le scene da Luigi Ferrigno, il disegno luci è di Maurizio Di Maio. Tutti meritati gli applausi a scena aperta tributati alla prima assoluta in scena al Piccolo Bellini di Napoli.