Stanze Segrete

dal 14 ottobre al 9 novembre 2014

ALESSANDRO FONTANA

Mi sei scoppiata dentro il cuore

MINA. Le canzoni. Un’epoca. Una storia

di Olga Garavelli 

da un’idea di Alessandro Fontana

arrangiamenti Massimo Di Vecchio

regia

Elisabetta De Vito  Ciro Scalera

Spettacolo musicale a una voce sola,

narrato, recitato e cantato da ALESSANDRO FONTANA 

Appuntamento da non perdere al teatro Stanze Segrete con le più belle canzoni di Mina, cantate per la prima volta da un uomo, Alessandro Fontana.Mi sei scoppiata dentro il cuore. Mina. Le canzoni. Un’epoca. Una storia” è un excursus musicale e non solo, attraverso quegli anni  (dal 60 al ’78) che hanno cambiato la nostra società, anni di grandi attese e speranze, intensi di avvenimenti e accadimenti, anni sconvolgenti.. ..  E proprio in questi anni che la grande artista  si afferma e ci conquista,  con le sue gonne corte, con il suo particolare trucco, con la sua grande personalità, ma soprattutto con la sua voce potente  che travolge come un uragano..

chi non ha mai cantato una canzone di Mina….

Alessandro Fontana ci farà rivivere quell’epoca con il suo charme ,con la sua emotività e con la sua grande professionalità. Ascolteremo e sicuramente canticchieremo insieme a lui,  impossibile non farlo,  memorabili canzoni come Amor mio, Vorrei che fosse amore, La banda, Città vuota, Se telefonando, ……fino ad arrivare ad Ancora ancora ancora, e Stasera io qui (del 1978, anno in cui Mina esce definitivamente dalle scene).

Alessandro Fontana è un artista a tutto tondo.

Dopo essersi diplomato in recitazione allo Studio Fersen, debutta con la compagnia del teatro Eliseo nel “Tito Andronico” di W. Shakespeare, regia di Gabriele Lavia, con Turi Ferro. Seguono gli spettacoli: “Accademia Ackermann” con la regia di Giancarlo Sepe; “Ekaterina Ivanovna” per la regia di Giancarlo Cobelli accanto a Valeria Moriconi ed Alida Valli; “Il Re Cervo” regia di Giovanni Pampiglione, con Paolo Graziosi; “Don Giovanni e il suo Servo” regia di Augusto Zucchi accanto a Corrado Pani.

La sua passione per la musica, dopo molti anni di studio approfonditi di canto, leggero e lirico, e danza, lo porta a cantare per Ennio Morricone, Nicola Piovani e Germano Mazzocchetti, ed a interpretare numerosi musicals, tra i quali: “Er Dom Pasquale” di Tito Schipa jr. , nel ruolo di Ernesto; “Barnum” accanto a Massimo Ranieri e Ottavia Piccolo, regia di Ennio Coltorti e Buddy Schwab; “Cuori Sconosciuti” regia di Emanuela Giordano; “I sette re di Roma” accanto a Gigi Proietti al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei.

Il celebre teatro romano lo vede in veste di protagonista in un musical su Don Bosco ed un recital antologico dei pezzi più famosi di grandi musical americani ed inglesi. Ricordiamo anche la sua interpretazione da protagonista di un musical su Cristoforo Colombo regia di Marco Mattolini, prodotto dal Teatro dell‘Opera. E’ protagonista per la Compagnia della Rancia dei musical “La cage aux folles” (nel ruolo di Albin-Zazà) e “La piccola bottega degli orrori”, entrambi per la regia di Saverio Marconi.

Sono stati scritti per lui alcuni spettacoli, recitati, cantati e danzati, tra cui “Le storie della mia vita” regia di Olga Garavelli, testo di Guido Morra e canzoni di Maurizio Fabrizio, autore di successi come “Almeno tu nell’universo” e “I migliori anni della nostra vita”, messo in scena al Palazzo delle Esposizioni di Roma; “Anima” regia di Paola Maffioletti.

Partecipa come protagonista al festival di Cannes nel film “Il diavolo sulle colline” regia di Vittorio Cottafavi nel ruolo di Cesare Pavese. E’ interprete di diversi film e fiction televisive. Due titoli tra tutti: “Nestore, l’ultima corsa” accanto ad Alberto Sordi; “A che punto è la notte” accanto a Marcello Mastroianni.

Nel 2000 una rara quanto aggressiva forma di meningite ferma la sua carriera artistica. Grazie ad un attaccamento alla vita ed a una caparbietà incrollabile ha, nonostante i problemi di deambulazione e visivi, ripreso a lavorare, facendo concerti e tornando a recitare alla biennale di Venezia come protagonista dello spettacolo “Goldoni 1750” con la regia di Augusto Zucchi.

Sta per uscire un suo CD intitolato “Mi sei scoppiata dentro al cuore” . Le canzoni sono tratte dallo spettacolo Mi sei scoppiata dentro al cuore. Mina. Le canzoni. Un’epoca. Una storia.

Il ricavato della vendita del disco andrà al C.N.M.R. (Centro Nazionale Malattie Rare) dell’Istituto Superiore di Sanità a cui Alessandro vuole dare voce attraverso la sua attività artistica.

Lo spettacolo è stato rappresentato all’Auditorium dell’Ara Pacis ed alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma .

Note dell’autrice

Mina è la ragazza del boom: non canta, urla. È troppo alta, ha i fianchi troppo stretti, le gonne troppo corte, le magliette troppo aderenti, troppo naso, troppo trucco, guadagna troppo, è troppo giovane. Urla Nessuno, canta Mille Bolle Blu, Zebre a pois, Tintarelle di luna.

Non c’è dubbio: è figlia del suo tempo. Nasce nel miracolo italiano e poi via, brucia le tappe con la sua vita intensa, densa di storie e accadimenti, un periodo di belle, bellissime canzoni, le più belle della sua carriera. Attraversa così i vent’anni più sconvolgenti e convulsi della storia italiana, anni che cambiarono il mondo: gli anni sessanta e gli anni settanta.

“La città vuota, la folla intorno a me…” i repentini cambiamenti trascinano con loro disagio, solitudine. Sono gli anni de “L’eclisse” di Antonioni, si ride con il “Sorpasso” di Dino Risi, affascinati da un Vittorio Gassman cinico e vitale. Mina urla “È l’uomo per Me”, tutti pensano a Corrado Pani, attore bello e dannato, ma soprattutto sposato, sposatissimo. Una storia fuori dalle righe del conformismo ma dentro, anche troppo, all’informazione pettegola di bassa levatura. Sotto una fotografia che la riprendeva felice di essere diventata mamma, scrissero addirittura “ma cos’ha poi da ridere?”, altri tempi, per fortuna. Ebbene sì, Mina ci era scoppiata dentro il cuore ed era entrata cum laude nel vortice dei cambiamenti sociali che avrebbero sconvolto il mondo, il mondo borghese, naturalmente. Di lì a poco si sarebbero levati i giovani gridando “mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “fate l’amore, non fate la guerra”, per mettere la parola fine alla sporca guerra, la guerra del Vietnam, spingendo con la forza di chi credeva che con la cultura si potesse cambiare il mondo.

Mina non sa di politica e non ne vuole sapere, esprime i sentimenti e le emozioni, “Se telefonando”, “Vorrei che fosse amore” e si scatena con la “Banda” dove una ragazza che era triste sorrise all’amor…per arrivare finalmente a “Bugiardo incosciente”. Affermava che per lei il privato non era politico però, indubbiamente, era molto impegnato e molto impegnativo. Dopo essere stata oscurata dal bigottismo dei censori televisivi è tornata alla grande, protagonista di ogni trasmissione importante del sabato sera.

Inaugura gli anni settanta sposandosi all’improvviso e formando tra vecchi amori, nuovi amori, figli, genitori e parenti, tutti insieme appassionatamente, una delle più fotografate famiglie allargate di allora. Si sentiva già il fresco soffio del referendum sul divorzio, una vittoria inattesa che avrebbe spezzato una delle più robuste catene del più insano conformismo. Intanto ci trascina con “Grande, grande, grande”, “Amor Mio” …

Mentre appassiscono i fiori degli anni sessanta la voce di Mina diventa più bella, matura ed accorata, gli amori delle sue canzoni più infelici, le passioni più dolorose. Anche al cinema le risate si fanno più amare: “Signore e signori” di Pietro Germi, “Lo scopone scientifico” di Comencini, “Amici miei” di Monicelli. L’Italia sprofonda nella cupa violenza degli anni di piombo.

Mentre gli italiani piano, piano si chiudono in casa, Mina piano, piano si ritira. La musica è la sua vita, ma tutto quello che le sta intorno non lo sopporta più: “…quando lavoro dal vivo devo superare un trauma che ogni volta è più grave e insuperabile…”. È così un po’ per tutti, la gente ha paura e fa paura.

Solo in scena un attore, cantante e narratore percorre questa materia emotivamente incandescente  Una canzone per riprendere il filo, un ricordo che ci conduce di nuovo insieme sulla stessa strada e poi… e poi…e poi…

È il 1978, Mina si mostra nuovamente in pubblico per una serie di concerti a Bussoladomani. Canta “Ancora, ancora, ancora”, “Stasera io qui”, “Non può morire un’idea”. Un successo straordinario, ma è l’ultima volta. Mina, anche lei, non gioca più.

Olga Garavelli

In scena al teatro Stanze Segrete (via della penitenza 3, tel. 06/6872690 info@stanzesegrete.it, www.stanzesegrete.it) dal 14 ottobre al 9 novembre. Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 19. lunedì riposo. Biglietto intero 15 euro, ridotto euro 10. tessera associativa euro 3.