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Mercoledì 4 marzo 2015, Teatro Nuovo di Napoli

Roberto Herlitzka in Casanova di Ruggero Cappuccio

L’attore torinese porta in scena il leggendario libertino, rivelando un

uomo colto e di profondi valori, raffinato scrittore, e non solo seduttore

Dopo lo straordinario successo ottenuto con Il Soccombente di Bernhard, Roberto Herlitzka (Nastro d’Argento alla carriera 2013) torna in scena nei panni di un modernissimo Giacomo Casanova nello spettacolo Casanova di Ruggero Cappuccio, in scena al Teatro Nuovo di Napoli da mercoledì 4 marzo 2015 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 8), per la regia di Nadia Baldi e presentato da Teatro Segreto.

L’attore torinese interpreta lo scrittore giunto all’ultima notte della sua vita, quella tra il tre e quattro giugno 1798. Chiuso in una buia stanza del castello del Conte di Waldstein in Boemia, dove è ospite da ben tredici anni come bibliotecario di palazzo, Casanova, stanco, ammalato e consapevole della sua prossima fine, sarà giudicato e interrogato da cinque presenze femminee (Marina Sorrenti, Franca Abategiovanni, Carmen Barbieri, Giulia Odori, Rossella Pugliese).

La scrittura di Ruggero Cappuccio realizza una velenosa, dolce, sincera partita a scacchi, in cui brillano e si muovono i perni dell’identità di uno degli uomini più discussi, amati e denigrati del XVIII secolo. Il velo di seduttore vanesio, che ricopre Casanova presso l’immaginario collettivo consolidato, cade inesorabilmente e rivela un grande autore, un uomo che scrive con rarissima e affilata modernità, che ama le donne e ne incontra, carnalmente, un numero molto inferiore rispetto alla superficiale moltiplicazione attribuitagli.

Il confronto con le donne nella stanza remota del castello di Dux innesca tenerezze e autoironie, mentre Casanova insegue, in quello che potrebbe essere l’ultimo appuntamento con la sua vita, l’idea di un se stesso, che si realizza solo attraverso l’armonica condivisione del profondo con l’altro e con gli altri.

Sono gli ultimi giorni di vita, tra febbre e delirio, di fronte al tribunale della coscienza, e vorrebbe fuggire da quella stanza soffocante del castello di Dux, dalle incomprensioni di una società da sempre dispensatrice di etichette superficiali, dalla solitudine dell’uomo. Racconta, ricostruisce, implora, comprende, alla fine dei propri giorni, la propria esistenza di sottovalutato scrittore, stanco ma, ancora, con l’ironia e la sfrontatezza necessarie per sopravvivere in quel mondo, di cui ben conosce la vacuità.

Al termine del grottesco processo, imbastito dalle cinque presenze che lo incalzano, arriverà l’illuminazione: l’incontro con il riflesso di sé, fantasma del passato e parte femminile, da sempre rincorsa nel suo vorticoso vivere.

Le donne impongono al lagunare beffeggiatore dei vizi e delle virtù un bilancio della sua controversa esistenza. E purtroppo toccherà a loro liberarlo.

Casanova di Ruggero Cappuccio

Napoli, Teatro Nuovo – dal 4 all’8 marzo 2015

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

Da mercoledì 4 a domenica 8 marzo 2015

Napoli, Teatro Nuovo

Teatro Segreto

presenta

Roberto Herlitzka in

Casanova

di Ruggero Cappuccio

e con

Marina Sorrenti, La Straniera

Franca Abategiovanni

Carmen Barbieri

Giulia Odori

Rossella Pugliese

musiche Marco Betta

costumi Carlo Poggioli

progetto scena Mariangela Caggiani

progetto luci Nadia Baldi

acconciature Desirèe Corridoni

aiuto regia Iole Salvato

regia Nadia Baldi

Durata 75’ circa, senza intervallo

Dopo il successo ottenuto con Il Soccombente di Bernhard, con la regia di Nadia Baldi, Roberto Herlitzka, vincitore del Nastro d’Argento per il Cinema nel 2013, autore di stupende interpretazioni nei film Il rosso e il blu e La grande bellezza, porta in scena il modernissimo mito di Giacomo Casanova.

La notte tra il tre e il quattro giugno del 1798, Giacomo Casanova sospetta di dover morire. Il gentiluomo veneziano, chiamato ad incarnare il mito vivente della seduzione, è ospite da tredici anni nel castello di Dux, in Boemia, dove il conte di Waldestein gli ha assegnato il posto di bibliotecario di palazzo. Dalle prime ore dell’alba una sequenza di indizi che la sua intuizione mette in ordine sembrano annunciare l’avvicinarsi del passaggio fatale.

Un maggiordomo gli annuncia l’imminenza di una festa da celebrare per il giorno seguente senza fornire alcuna motivazione. Al castello sono attesi ospiti provenienti da tutta Europa, è necessario che Casanova ceda il suo appartamento per essere destinato ad una destinazione più modesta. Giacomo ha compiuto settantatre anni un mese prima, ha festeggiato il suo compleanno brindando a se stesso con un calice di acqua gelata, riflettendo la sua immagine in uno specchio opaco che sormonta il camino del suo studio. Da quel giorno è ammalato; e adesso trascina la sua valigia attraverso i vasti corridoi del castello di Dux, dove riecheggiano i mille passi di scrittori che lo precedono, lo indirizzano, gli consegnano chiavi che non aprono alcuna porta. La febbre lo assale con zaffate di brividi che si alternano a vampate perentorie. Intorno alla mezzanotte Casanova entra in una camera completamente avvolta dal buio. La porta dietro di lui si chiude e malgrado le sue proteste non è più possibile riaprirla. La progressiva assuefazione dei suoi occhi alla profonda penombra rivela la presenza silenziosa di cinque che lo ricevono rapprese in una inquietante immobilità.

Giacomo cerca di scalfire il loro mutismo: motteggia, aggredisce, provoca. Inizialmente solo una tra le signore velate, denominata La Straniera, gli parla, domandandogli chi sia. Accerchiato dal mistero inquisitorio delle singolari creature che lo circondano, Casanova nega di essere Casanova. Le altre donne che progressivamente accettano di parlargli producono un’atmosfera generale da tribunale del giudizio definitivo. Ma quali sono i reati contestati? Quale sarà la pena? Perché Casanova rifiuta di rivelare e pronunciare il proprio nome? Chi è La Straniera che lo tortura e lo esalta con i suoi silenzi e le sue parole e che non vuole rivelare la sua identità?

La regia di Nadia Baldi si muove su un binario onirico e senza tempo, costruendo in un “non luogo o luogo della memoria” personaggi femminili apparentemente freddi ma pieni di carnalità e ambiguità. E’ la realtà che cede il testimone all’immaginazione.

La scrittura di Ruggero Cappuccio dà vita ad una velenosa, dolce, sincera partita a scacchi in cui brillano e si muovono i perni dell’identità di uno degli uomini più discussi, amati e denigrati del XVIII secolo. Il velo di seduttore vanesio che ricopre Casanova presso l’immaginario collettivo consolidato, cade inesorabilmente e rivela un grande autore, un uomo che scrive con rarissima e affilata modernità, che ama le donne e ne incontra carnalmente un numero di gran lunga inferiore rispetto alla superficiale moltiplicazione attribuitagli. Soprattutto, Giacomo Casanova, si manifesta tra le pieghe dell’Histoire de ma vie, la luminosa autobiografia in cui si materializza la sua grande capacità di ascolto per le sue amanti, l’assenza di ogni gelosia che ne comprima la vita, la straordinaria capacità di scegliere creature che padroneggino la propria espressività erotica, e infine la concretizzazione di un piacere esente da conflitti e limitazioni mentali borghesi.

Il confronto con le donne nella stanza remota del castello di Dux innesca tenerezze e autoironie, mentre Casanova insegue, in quello che potrebbe essere l’ultimo appuntamento con la sua vita, l’idea di un se stesso che si realizza solo attraverso l’armonica condivisione del profondo con l’altro e con gli altri.