Mercoledì 8 febbraio 2017, Teatro Nuovo di Napoli

Amore di Spiro Scimone

Sul palcoscenico partenopeo lo spettacolo vincitore di due premi Ubu 2016, come miglior novità drammaturgica dell’anno e migliore allestimento scenico

Sarà in scena al Teatro Nuovo di Napoli, da mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 12), Amore, il più recente spettacolo della Compagnia Scimone Sframeli, l’ottava commedia di Spiro Scimone, la quarta con la regia di Francesco Sframeli, in cui le tenere e, insieme, crudeli quotidianità del sentimento amoroso sono rappresentate con la consueta e delicata poesia delle cose semplici, dai gesti affettuosi e familiari, alla prova del tempo e dei ricordi, che non tornano più.

In scena, oltre a Spiro Scimone (il vecchietto) e a Francesco Sframeli (il comandante), Gianluca Cesale (Il pompiere) e, per la prima volta nella storia più che ventennale della compagnia, un’attrice, Giulia Weber che interpreta la vecchietta. La scena è di Lino Fiorito (già premio Ubu per lo spettacolo precedente della compagnia, Giù) e il disegno luci di Beatrice Ficalbi.

Quattro vite al tramonto si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero. La scena è, infatti, composta da due tombe a due piazze, il tempo è sospeso e, forse, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Due coppie comuni, senza nome: il “vecchietto” e la “vecchietta”, il comandante e il pompiere. Moglie e marito i primi, clandestini i secondi.

Amore, oltre che titolo della creazione di Scimone e Sframeli, è anche l’appellativo con cui, quasi ossessivamente, la donna si rivolge al marito: un modo che è tipico del gergo degli affetti, in cui le parole si logorano fino a perdere il significato originario, per diventare qualcosa d’altro.

Entrambe le coppie si abbandonano ai ricordi, creando un universo parallelo abitato da memorie e rimpianti, giocose affettuosità, dimenticanze e amari sorrisi.

“Queste due coppie – spiega Spiro Scimone – sono vicine alla morte, ma con leggerezza infantile parlano di quello che hanno provato da giovani e di ciò che forse non è ancora perduto. Alla fine di tutto, il senso della vita si può trovare solo nell’amore”.

L’intimità scorre lungo un tempo sospeso, al ritmo di parole ripetute e ossessive, che evidenziano dettagli di intimità domestica, ormai trasfigurate dalla nebbia della vecchiaia.

Il testo, come tutti i lavori di Spiro Scimone, è costruito su dialoghi surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni quotidiane e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. Scimone prosegue il suo percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e dove l’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.

La compagnia Scimone Sframeli, con Amore, costruisce un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro, non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”.

Amore di Spiro Scimone

Napoli, Teatro Nuovo – da mercoledì 8 a domenica 12 febbraio 2017

Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì, giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

Da mercoledì 8 a domenica 12 febbraio 2017

Napoli, Teatro Nuovo

Compagnia Scimone Sframeli

in collaborazione Théâtre Garonne Toulouse

presenta

Amore

di Spiro Scimone

con

Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber

scena Lino Fiorito

disegno luci Beatrice Ficalbi

regia Francesco Sframeli

durata della rappresentazione 60’ circa, senza intervallo

Dai, amore, dammi un bacio sulle labbra!

Dammi un bel bacio sulle labbra!…(pausa)

Come da giovani, amore… Come quando eravamo giovani, amore!

Amore è l’ottava commedia di Spiro Scimone, la quarta con la regia di Francesco Sframeli – dopo La Busta, Pali e Giù – per la compagnia Scimone Sframeli.

In scena due coppie: il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere. Si muovono tra le tombe. La scena è, infatti, un cimitero. Il tempo è sospeso, forse, stanno vivendo l’ultimo giorno della loro vita.

Dialoghi quotidiani e surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano.

Spiro Scimone prosegue il suo percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. L’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.

Quando scrivo cerco di immaginare a quali corpi e movimenti saranno destinate quelle parole. Non inseguo le facili provocazioni ma solo il teatro, nella sua verità e semplicità, attraverso un fondamentale lavoro di squadra.

Spiro Scimone

E’ esaltante la leggerezza e il lavoro incessante come attore, nello scambio con gli altri tre interpreti, attraverso i quali si mette in scena la vita e la morte. Infatti più che un regista mi sento un ‘distillatore’. Il teatro è come fare l’amore: se doni te stesso totalmente, è un’esperienza bellissima.

Francesco Sframeli

Bio Compagnia

La Compagnia Scimone Sframeli nasce nel 1994 dalla collaborazione artistica tra Spiro Scimone e Francesco Sframeli, entrambi messinesi e appena diplomati all’Accademia di Filodrammatici, il primo, e alla Civica Scuola d’Arte Drammatica“Paolo Grassi”, il secondo. In quell’anno, i due attori, spinti dalla necessità di ricercare nuovi linguaggi, mettono in scena l’opera prima Nunzio scritta da Scimone, in lingua messinese.

Nunzio (premio IDI “Autori Nuovi” 1994 e Medaglia d’oro IDI per la drammaturgia 1995), si rivela tappa fondamentale del loro percorso artistico, grazie all’incontro con una delle figure più autorevoli del teatro contemporaneo: Carlo Cecchi, che cura la regia della spettacolo che debutta al Festival “Taormina Arte”. Nel 1997 Scimone scrive Bar, interpretato insieme a Sframeli, con la regia di Valerio Binasco e la scenografia di Titina Maselli. Nello stesso anno Scimone e Sframeli vincono il Premio UBU, rispettivamente come “Nuovo Autore” e “Nuovo Attore”. Nel 1999 i due attori interpretano La festa di Spiro Scimone (premio Candoni Arta Terme per la nuova drammaturgia 1997), con la regia di Gianfelice Imparato. L’opera nel 2007 viene messa in scena dalla Comédie Francaise al Théâtre du Vieux-Colombier di Parigi con la regia di Galin Stoev e l’anno dopo viene inserita nel programma della Stagione Culturale della Presidenza Francese dell’Unione Europea per essere rappresentata, insieme a Les Précieuses ridicules di Molière, nei paesi dell’Est appartenenti alla Comunità Europea. Nel 2003 la compagnia co-produce con il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Théâtre Garonne de Toulouse e le Orestiadi di Gibellina, lo spettacolo Il cortile di Scimone (premio Ubu 2004 nuovo testo italiano), con la regia di Valerio Binasco. Nel 2006 Scimone scrive La busta che, con la regia di Sframeli, debutta al Festival di Asti (co- produzione del Teatro di Messina). Nel 2009 i due attori interpretano insieme a Gianluca Cesale e Salvatore Arena, lo spettacolo Pali (premio Ubu 2009 nuovo testo italiano) scritto da Scimone e diretto da Sframeli, messo in scena con successo, in coproduzione con l’Espace Malraux , Scène Nationale de Chambéry e Asti Teatro. Nel 2012 debutta Giù testo di Scimone, regia di Sframeli e l’interpretazione dei due attori insieme a Cesale e Arena. Lo spettacolo (premio Ubu 2012 – miglior scenografia – a Lino Fiorito ) è prodotto dalla Compagnia insieme al Festival delle Colline Torinesi e al Théâtre Garonne de Toulouse.

Amore è l’ottavo e ultimo testo di Spiro Scimone, ha debuttato nella seconda parte della stagione 2015-2016, con la regia di Francesco Sframeli.

Negli ultimi anni la compagnia propone anche progetti monografici legati all’intero repertorio, a testimonianza che l’intero percorso drammaturgico coerente a un “artigianato teatrale”, iniziato nel 1994, rappresenta una modalità di approfondimento organico a un discorso di studio del contemporaneo.
Gli spettacoli della Compagnia Scimone Sframeli sono stati rappresentati in Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Canada, Argentina, Portogallo, Olanda, Croazia, Grecia, Svezia e nei festival europei più prestigiosi, tra i quali il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Festival de Otoño a Madrid, Il Festival internazionale di Rotterdam, il Festival de Almada –Portogallo, il Festival Internacional de Teatro Mercosur Cordoba, Zagreb Festival. I testi sono tradotti in francese, inglese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese, norvegese, croato, sloveno, danese e messi in scena in Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Scozia, Grecia, Croazia, Slovenia, Svizzera, Belgio, Norvegia, Danimarca, Brasile, Cile, Venezuela. Sono anche pubblicati in Italia dalla Ubulibri; in Francia dall’Arche e tradotti da Jean Paul Manganaro e Valeria Tasca; in Spagna dal Teatro del Astillero con la traduzione di Carla Matteini; in Portogallo da Artistas Unidos.

Inoltre, nel 2009 la compagnia è stata candidata al prestigioso Premio Europa per il teatro (XIII edizione).

Scimone e Sframeli hanno diretto e interpretato il film Due amici (tratto dall’opera teatrale Nunzio) vincitore del Leone d’oro come miglior opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2002 e candidato come miglior opera prima 2002 al Premio David di Donatello, Nastri d’argento, European film awards (Oscar europeo).

Negli anni la compagnia ha collaborato con registi, attori e scenografi tra i più importanti ed eccentrici del panorama nazionale. Alla regia, dopo Carlo Cecchi, ricordiamo Valerio Binasco e Gianfelice Imparato; tra gli scenografi un’artista come Titina Maselli e, ancora, Sergio Tramonti, Barbara Bessi e Lino Fiorito (premio Ubu, per la scenografia di Giù). Da La busta, Francesco Sframeli ha curato direttamente la regia, mentre da La festa i personaggi dei testi di Scimone sono diventati tre e poi quattro. Altri attori hanno fatto parte della compagnia: Nicola Rignanese, Salvatore Arena e Gianluca Cesale.