Elio Boncompagni e Giuseppe Albanese

protagonisti del prossimo appuntamento

della Stagione di Concerti

Teatro di San Carlo

venerdì 28 aprile 2017 ore 20.30 Turno S / P / Turno M – Sinfonica

Prosegue la Stagione di Concerti 2016 – 2017 del Teatro di San Carlo, venerdì 28 aprile ore 20.30, il Maestro Elio Boncompagni sarà sul podio a dirigere il pianista Giuseppe Albanese eOrchestra e Coro stabili, in un programma che annovera il Concerto in si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op. 66 di Giuseppe Martucci (1856 – 1909) e due brani di Maurice Ravel (1875-1937): Daphnis et Chloé, Suite n.2 e Boléro.

Elio Boncompagni è stato per tre anni direttore artistico e stabile del Teatro di San Carlo dal 1979 al 1982, organizzando e dirigendo per tre stagioni opere e concerti sinfonici, realizzando tra l’altro una nuova produzione della Tetralogia di Wagner.

È stato per cinque anni direttore stabile per il repertorio italiano alla Wiener Staatsoper e ha diretto in qualità di ospite alla Deutsche Oper di Berlino, la Deutsche Staatsoper sempre di Berlino, la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Staatsoper di Amburgo, il Teatro Comunale di Firenze, Théâtre de l‘Opéra a Parigi. In ambito sinfonico ha diretto importanti complessi quali i Wiener Symphoniker, la London Symphony, la Royal Philharmonic Orchestra, la Dresdner Philharmonie, l’Orchestre Symphonique de Montreal.

Giuseppe Albanese (classe 1979), vincitore nel 2003 del prestigioso “Vendome Prize”, torna al San Carlo dopo due anni di assenza. L’ultima volta, nel gennaio del 2015 aveva eseguito Rapsodia su tema di Paganini per pianoforte e orchestra op.43 di Rachmaninov.  Tra i più richiesti pianisti della sua generazione, Giuseppe Albanese ha debuttato nel 2014 su etichetta Deutsche Grammophon con un concept album dal titolo Fantasia, con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann. Segue nel 2015 il suo secondo album Après une lecture de Liszt interamente dedicato al compositore ungherese. È invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli istituzioni culturali tra cui il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; ha collaborato con direttori come John Axelrod, James Conlon, Julian Kovatchev, Nicola Luisotti, Daniel Oren, George Pehlivanian, Donato Renzetti, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Jeffrey Tate, Jurai Valčuha.

Ad aprire il programma il Concerto in si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op. 66 di Giuseppe Martucci (1856 – 1909). Composto nel 1884 – 1885 tra Napoli e Torre del Greco, consta di tre movimenti (Allegro giusto, Larghetto, Allegro con spirito) ed è dedicato all’amico Dott. Filippo Filippi. Ultima composizione di Martucci prima della partenza per Bologna, è un testo musicale di grande impegno esecutivo, che si riallaccia alla tradizione del Concerto Symphonique, paradigmatico in Listz, come altresì in Brahms e Čajkovskij. Ovvero più che ad un concerto per pianoforte con accompagnamento orchestrale l’architettura richiama una vera e propria costruzione sinfonica. Il manoscritto del Concerto op. 66, è conservato nella Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella.

Secondo brano in programma è la Suite n.2 da Daphis et Chloé di Maurice Ravel (1875-1937), composta nel 1913. Tratto da Le avventure pastorali di Dafni e Cloe dell’autore greco Longo Sofista, Dafni e Cloe è un balletto scritto da Ravel per i Balletti Russi di Diaghilev, con le coreografie di Michel Fokine.

La prima esecuzione avvenne l’8 giugno del 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi con l’orchestra diretta da Pierre Monteux. Definita dallo stesso autore una “sinfonia coreografica”, non fu in grado di suscitare un grandissimo successo, anche se rimane ancora oggi uno dei brani più eseguiti del repertorio sinfonico e prediletto dai grandi direttori per il colorismo della prodigiosa strumentazione.

Ancora a Ravel, con l’energia travolgente e quasi ipnotica di Boléro è affidata la chiusa del concerto. Danza seducente e impregnata di mistero, venne composta dall’autore francese nel 1928 e da lui stesso diretta l’11 gennaio 1930, in prima assoluta, in occasione dei Concerts Lamoureux a Parigi.

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Teatro di San Carlo

venerdì 28 aprile 2017 ore 20.30 Turno S / P  / Turno M – Sinfonica

Direttore | Elio Boncompagni

Pianoforte | Giuseppe Albanese

Programma

Giuseppe Martucci, Concerto n.2 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op.66

Maurice Ravel, Daphnis et Chloé, Suite n. 2

Maurice Ravel, Boléro