Il Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

presenta la sua nuova ricca Stagione Teatrale

Da Euripide a Eschilo a Shakespeare a Goldoni a Hugo

da Schiller a Lermontov a Pirandello a Viviani a Maugham

da Buzzati a Douglas-Home a Liebrecht a Moscato a Santanelli

da Tolcachir a Massini a Borrelli a Pavolini a Cappuccio a Piccolo

oltre 20 i titoli in scena ai teatri Mercadante e San Ferdinando

ECCOCI è il titolo con il quale il Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale presieduto da Filippo Patroni Griffi e diretto da Luca De Fusco si presenta alla città per annunciare la sua nuova Stagione Teatrale. Una Stagione – la 2017/2018 – ricca di testi che spaziano dai grandi classici ai moderni, ai maestri del novecento ai contemporanei fino ai giorni nostri.

Un programma intenso di titoli rivisitati e messi in scena da registi di generazioni, formazione e sensibilità differenti, a cui affidare le grandi domande sul nostro presente, i suoi conflitti, le sue ansie e contraddizioni. E saranno i volti e le voci di interpreti straordinari del nostro teatro – come Eros Pagni, Giulia Lazzarini, Angela Pagano, Mariano Rigillo, Marco Cavicchioli, Cristina Donadio, Maddalena Crippa, Luca Barbareschi, Gigi Savoia, Tonino Taiuti, Alessandro Preziosi, Gaia Aprea, Claudio Di Palma, Carmine Paternoster, Salvatore Striano, Tony Laudadio, Andrea Renzi, Tommaso Ragno, Ernesto Mahieux, Mauro Gioia, Giacinto Palmarini e tantissimi altri – a dar voce e carpo ai tanti personaggi delle vicende che si susseguiranno sui palcoscenici delle due sale dello Stabile. Volti e voci diretti dai registi Luca De Fusco, Andrea De Rosa, Peter Stein, Claudio Tolcachir, Andrea Renzi, Pierpaolo Sepe, Rimas Tuminas, Marco Sciaccaluga, Luca Barbareschi, Piero Maccarinelli, Beppe Navello, Massimo Luconi, Paolo Valerio, Franco Però, Alessandro Maggi, Claudio Di Palma, Francesco Saponaro, Ruggero Cappuccio, Emanuel Gat, Alfredo Arias, Raffaele Di Florio, Mimmo Borrelli.

Tra produzioni, coproduzioni e ospitalità sono oltre venti gli spettacoli che lo Stabile propone al pubblico degli abbonati e alla città da ottobre 2017 a maggio 2018 in due distinti cartelloni in scena ai teatri Mercadante e San Ferdinando, ai quali andrà ad aggiungersi quello della sala del Ridotto al primo piano del Mercadante, oltre le tournée in Italia e all’estero e i progetti.

Per il presidente dello Stabile Filippo Patroni Griffi: «La missione di un grande Teatro Stabile, che è Teatro nazionale senza che questo impedisca di essere Teatro cittadino, del resto, è quella di contribuire alla costruzione di un solido patrimonio comune. Tutto quello che sa toccare le corde più profonde di una comunità e che la rappresenta nell’immaginario collettivo». Il direttore Luca De Fusco sottolinea: «Mai tanto Teatro nei nostri teatri, mai tanti spettacoli, mai una varietà così grande che va da Pirandello ai classici greci, da Shakespeare alle novità contemporanee senza disdegnare escursioni nell’intrattenimento di gran classe. Mai tanta internazionangelalità, mai tanta Napoli. Così si presenta la stagione che chiude il primo triennio da Teatro Nazionale e apre un secondo triennio che mi auguro riceva la stessa qualifica».

La Stagione si aprirà ad ottobre 2017 con due nuove produzioni dello Stabile.

Il 18 ottobre al Teatro San Ferdinando il sipario si alzerà per il debutto nazionale di un “classico” della drammaturgia napoletana post-eduardiana, Uscita d’emergenza, testo del 1978 di Manlio Santanelli qui interpretato da Mariano Rigillo e Claudio Di Palma, che firma anche la regia. Lo spettacolo resterà in scena fino al 5 novembre.

Il 25 ottobre il cartellone del Teatro Mercadante di Piazza Municipio si apre con il debutto nazionale di Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, il dramma dello scrittore siciliano considerato una delle maggiori riflessioni novecentesche sul teatro e la sua natura. Diretto da Luca De Fusco lo spettacolo – che resterà in scena fino al 12 novembre – vede protagonista un grandissimo nome del teatro, Eros Pagni, nel ruolo del Padre, affiancato da Angela Pagano, Gaia Aprea, Maria Basile Scarpetta, Paolo Cresta, Federica Granata, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Ivano Schiavi, Paolo Serra, Enzo Turrin. Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Genova.

Dal 22 novembre al 3 dicembre al Teatro Mercadante andrà in scena Le Baccanti di Euripide nell’adattamento e la regia di Andrea De Rosa. Una suggestiva messa in scena della tragedia euripidea interpretata da Marco Cavicchioli, Cristina Donadio, Ruggero Dondi, Lino Musella, Matthieu Pastore, Irene Petris, Federica Rossellini, Emilio Vacca, Carlotta Viscovo e con le allieve della scuola del Teatro Stabile di Napoli, Marialuisa Bosso, Francesca Fedeli, Serena Mazzei. La produzione dello spettacolo è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale con Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia 2017.

Sempre al Mercadante, dal 5 al 10 dicembre, uno dei maestri della scena europea, Peter Stein, firma la regia e la traduzione dello shakespeariano Riccardo II, affidando l’interpretazione del ruolo dell’ultimo Re d’Inghilterra del ramo principale dei Platageneti – Richard II appunto – all’attrice Maddalena Crippa. Lo spettacolo è presentato dal Teatro Metastasio di Prato.

Dal 12 al 17 dicembre, ancora nella sala di Piazza Municipio, torna una grande Signora della nostra scena, Giulia Lazzarini, protagonista di Emilia, testo scritto e diretto dal drammaturgo, regista e attore argentino Claudio Tolcachir. Con Giulia Lazzarini recitano Sergio Romano, Pia Lanciotti, Josafat Vagni, Paolo Mazzarelli. La produzione dello spettacolo è del Teatro di Roma-Teatro Nazionale.

Dal 20 dicembre e fino al 7 gennaio lo spettacolo natalizio proposto dallo Stabile al Teatro San Ferdinando sarà Ragazze sole con qualche esperienza, testo di Enzo Moscato del 1985 messo in scena dal regista Francesco Saponaro. Inquietante ritratto di esistenze ai margini, di solitudini inconsolabili e desideri indicibili, affidato all’interpretazione di Veronica Mazza, Carmine Paternoster, Lara Sansone, Salvatore Striano. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatri Uniti.

Dal 10 al 21 gennaio al Teatro Mercadante andrà in scena Il Servo, dal romanzo omonimo di Robin Maugham, con la regia di Pierpaolo Sepe e Andrea Renzi. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Casa del contemporaneo, Teatri Uniti, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia. Ne sono interpreti lo stesso Andrea Renzi e Tony Laudadio, Emilia Scarpati Fanetti, Lino Musella, Maria Laila Fernandez. Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall’adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e si incrocia con le atmosfere del celebre film di Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter.

Dal 24 gennaio al 4 febbraio al Teatro San Ferdinando Ruggero Cappuccio è autore e regista dello spettacolo Desideri mortali, oratorio profano per Giuseppe Tomasi di Lampedusa, interpretato da Claudio Di Palma, Ciro Damiano, e con Nadia Baldi, Marina Sorrenti e altre attrici da definire. Produzione del Teatro Stabile di Napol-Teatro Nazionale.

Il 27 e 28 gennaio al Mercadante due serate-evento per le rappresentazioni di Masquerade del regista russo Rimas Tuminas. Masquerade, ovvero Il ballo in maschera, è un dramma in versi del 1835 del poeta russo Mikhaïl Lermontov, il cui allestimento di Tuminas ha ricevuto il prestigioso premio teatrale russo, la Maschera d’Oro. In lingua russa con sovratitoli in italiano, la pièce ritrae la società sanpietroburghese dell’epoca con al centro le vicende del ribelle Eugène Arbénine, personaggio spesso paragonato allo shakespeariano Otello. Lo spettacolo è presentato dal Teatro Vakhtangov di Mosca.

Dal 30 gennaio al 4 febbraio ancora al Mercadante lo Stabile di Genova presenta lo spettacolo Intrigo e amore di Friedrich Schiller, con la regia di Marco Sciaccaluga. Una numerosa compagnia di interpreti – Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini, Orietta Notari, Tommaso Ragno, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi, Nicolò Giacalone – alle prese con un testo che indaga il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità nell’incontro-scontro fra la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera.

Il 6, 7 e 8 febbraio al San Ferdinando torna l’edizione 2018 del progetto teatrale in progress di impegno civile dedicato alle vittime conosciute e sconosciute della criminalità organizzata, Dieci storie proprio così. Da un’idea di Giulia Minoli, su drammaturgia di Emanuela Giordano e della stessa Minoli, con la regia di Emanuela Giordano, Dieci storie proprio così è una produzione Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Dal 7 al 18 febbaio al Teatro Mercadante Luca Barbareschi interpreta con Chiara Noschese, Gerardo Maffei, Margherita Laterza e la partecipazione di Ernesto Mahieux, lo spettacolo L’anatra all’arancia, dal testo The Secretary Bird di William Douglas-Home, versione francese di Marc-Gilbert Sauvajon, con regia dello stesso Luca Barbareschi. La produzione è del Teatro Eliseo e Fondazione Teatro della Toscana. Uno spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe, attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale.

Il 10 e 11 febbraio al Teatro San Ferdinando la grande danza internazionale del coreografo franco-israeliano Emmanuel Gat che presenta due sue creazioni di successo: Milena & Michael, su coreografia, luci e musiche di Emmanuel Gat e l’interpretazione di Michael Loher e Milena Twiehaus, i due danzatori co-creatori della performance; Sacre, musica di Igor Stravinsky, coreografia, luci e costumi di Emmanuel Gat. Libera e frenetica rilettura del capolavoro di Stravinsky, Sacre di Emmanuel Gat ha ricevuto nel 2006 il Bessy Award per la sua rappresentazione al Lincoln Center Festival di New York. Entrambe le creazioni sono produzioni Emmanuel Gat Dance.

Ancora al San Ferdinando, dal 27 febbraio all’11 marzo, il graditissimo ritorno alle scene di uno dei capolavori del teatro musicale della tradizione napoletana, Eden teatro di Raffaele Viviani nella messa in scena di Alfredo Arias, altra impegnativa produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale. Lo spettacolo è interpretato da Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Gennaro Di Biase, Mauro Gioia, Gianluca Musiu, Anna Teresa Rossini, Ivano Schiavi, Paolo Serra, Enzo Turrin.

Al Teatro Mercadante dal 28 febbraio all’11 marzo, il debutto nazionale dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, La banalità dell’amore della scrittrice di origine tedesca ma israeliana di adozione, Savyon Liebrecht. La pièce, incentrata sull’amore tra Hannah Arendt e Martin Heidegger, è diretta dal regista Piero Maccarinelli ed è interpretata da Anita Bartolucci, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini.

Dal 13 al 18 marzo, sempre al Teatro Mercadante, andrà in scena Una delle ultime sere di carnovale di Carlo Goldoni con la regia di Beppe Navello che sceglie i toni sarcastici di una commedia utopistica settecentesca “con l’ambizione di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”. Ne sono interpreti Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria-Pascal Attolini, Andrea Romero, Marcella Favilla, Matteo Romoli, Eleni Molos, Erika Urban, Alessandro Meringolo, Geneviève Rey-Penchenat, Giuseppe Nitti. Lo spettacolo è presentato dalla Fondazione Piemonte Europa in collaborazione con Fondazione CRT.

Sempre al Mercadante dal 20 al 25 marzo, Alessandro Preziosi è protagonista dello spettacolo Van Gogh. L’odore assordante del bianco, testo di Stefano Massini vincitore del Premio Tondelli / Riccione Teatro 2005, nella messa in scena di Alessandro Maggi. Attraverso la struggente metafora del temporaneo isolamento in manicomio di Van Gogh in una sorta di trhiller psicologico il regista compone un accorato inno all’arte e alla creatività.

Al Teatro San Ferdinando, nelle stesse date del 20 / 25 marzo va in scena il testo di Antonio Piccolo, Emone, vincitore del Premio Platea 2016, con la regia di Raffaele Di Florio che firma anche le scene. Lo spettacolo – prodotto da Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale – è interpretato da Paolo Cresta, Valentina Gaudini, Anna Mallamaci, Marcello Manzella (e un attore in via di definizione). Emone, ovvero La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato ripropone il conflitto tra autorità e potere attraverso lo sguardo del personaggio minore della tragedia di Sofocle.

Dal 4 al 15 aprile al Mercadante un altro classico del teatro, Prometeo da Eschilo, proposto dal regista Massimo Luconi, che firma anche l’adattamento e le scene, interpretato da Luca Lazzareschi, Alessandra D’Elia, Monica Demuru, Gigi Savoia, Tonino Taiuti, e Vittorio Cataldi alla fisarmonica. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia. Prometeo – personaggio della mitologia greca che incarna il ribelle, l’uomo in rivolta incapace di accettare l’ordine e la volontà imposti – è una vicenda capace di toccare corde molto sensibili per il pubblico di oggi.

Dall’11 al 22 aprile al San Ferdinando il debutto del nuovo testo di Mimmo Borrelli, La cupa. Fabbula di un omo che divinne un albero, di cui è anche regista e interprete, su produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, con cast in via di definizione. Dopo ‘Nzularchia nel 2003, ‘A Sciaveca nel 2006 e La madre: ‘i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma nel 2010, La cupa segna il quarto incontro tra lo Stabile napoletano e lo scrittore di Torregaveta. Un debutto atteso, per uno dei più considerati e premiati drammaturghi italiani viventi, qui colto “negli atti al presente della mia stessa vita, sulla paternità e le sue e le mie paure, non così tanto nascoste”.

Al Teatro Mercadante il cartellone di aprile prosegue con lo spettacolo – in scena dal 17 al 22Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, nell’adattamento teatrale e la regia di Paolo Valerio, presentato dal Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale. Le vicende del giovane tenente Giovanni Drogo e dei commilitoni in servizio presso la Fortezza Bastiani, sono interpretate dallo stesso Paolo Valerio e Alessandro Dinuzzi, Simone Faloppa, Emanuele Fortunati, Aldo Gentileschi (fisarmonica), Marina La Placa (theremin), Marco Morellini, Roberto Petruzzelli, Stefano Scandaletti.

Dal 25 aprile al 6 maggio, ancora al Mercadante, sarà la volta de I miserabili di Victor Hugo, con la regia di Franco Però e in scena Franco Branciaroli presentato da CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro degli Incamminati. Considerato uno dei romanzi cardine del XIX secolo europeo, millecinquecento pagine che appartengono alla storia non solo della letteratura ma del genere umano.

STAGIONE 2017|2018

18 ottobre – 5 novembre 2017| Teatro San Ferdinando

USCITA DI EMERGENZA
di Manlio Santanelli
regia Claudio Di Palma
con Mariano Rigillo, Claudio Di Palma

scene Luigi Ferrigno

costumi Marta Crisolini Malatesta

luci Gigi Saccomandi

musiche Paolo Coletta

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Primo testo di Manlio Santanelli del 1978, Uscita di Emergenza racchiude in sé tutti i temi cari all’autore napoletano: la solitudine, l’incomunicabilità tra gli individui, la precarietà dell’esistenza umana.

È la storia di Cirillo e Pacebbene che, per motivi differenti, si sono ritrovati soli, senza casa ed hanno deciso di andare a vivere in un quartiere di Napoli completamente disabitato perché colpito dal terremoto. Queste due persone “instabili”, metaforicamente parlando; malate di bradisismo al loro interno, continueranno a punzecchiarsi, a spiarsi, in un gioco morboso e massacrante. I due protagonisti sono messi a dura prova da un’esistenza che ha lasciato loro soltanto l’amaro sapore della memoria, essi non sono in grado di esprimere altra volontà se non quella di spostarsi su e giù per l’unica stanza che costituisce il loro covo, in una smania di emigrare che però non li porta mai oltre la soglia di casa.

Minacce, sospetti reciproci, equivoci e travestimenti costituiscono ormai il loro tragico e ad un tempo clownesco sistema di affrontare il vuoto quotidiano.

25 ottobre – 12 novembre 2017 | Teatro Mercadante

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

di Luigi Pirandello

regia Luca De Fusco

con Eros Pagni, Angela Pagano, Gaia Aprea, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta, Paolo Cresta, Federica Granata, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Ivano Schiavi, Enzo Turrin

e con altri attori in via di definizione

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

luci Gigi Saccomandi

musiche originali Ran Bagno

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Teatro Stabile di Genova

Sei personaggi in cerca d’autore è il dramma più famoso di Luigi Pirandello rappresentato per la prima volta nel 1921. Oggi Luca De Fusco apre la stagione 2017/2018 del Mercadante mettendo in scena un lavoro che segue il suo percorso di contaminazione, iniziato nel 2010 con Vestire gli ignudi, tra teatro e cinema. Sei personaggi in cerca di autore è la massima riflessione sulla natura stessa del teatro nella drammaturgia del Novecento e questi sei personaggi che si offrono alla rappresentazione sembrano provenire dal mondo del cinema e chiedere di far sfociare il cinema nel teatro. La scenografia dello spettacolo è basata su un grande muro sistemato sul fondo della scena.  Questo muro è in realtà anche un grande schermo cinematografico. All’inizio i sei personaggi, invece di provenire dalla sala come sempre, escono dallo schermo come i protagonisti di Broadway Danny rose” di Woody Allen. Essi infatti provengono dal cinema. Non è un caso che tutte le obiezioni del capocomico alla irraprensentabilità della storia dei sei personaggi, cadono di colpo se si pensa la loro storia in termini filmici. Alla compagnia stabile del Teatro si affianca un prestigioso artista ospite quale Eros Pagni.

22 novembre – 3 dicembre 2017 | Teatro Mercadante

LE BACCANTI
di Euripide
adattamento e regia Andrea De Rosa
con Marco Cavicchioli, Cristina Donadio, Ruggero Dondi, Lino Musella, Matthieu Pastore, Irene Petris, Federica Rosellini, Emilio Vacca, Carlotta Viscovo

e con le allieve della Scuola del Teatro Stabile di Napoli Marialuisa Bosso, Francesca Fedeli, Serena Mazzei
scene Simone Mannino
costumi Fabio Sonnino
luci Pasquale Mari
sound designer G.U.P. Alcaro

musiche originali G.U.P. Alcaro e Davide Tomat
cura del movimento Alessio Maria Romano
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Le baccanti di Euripide è un testo che pone sempre numerose sfide a chi lo voglia mettere in scena”, spiega il regista Andrea De Rosa, “la prima e la più importante delle quali consiste nell’essere l’unica tragedia il cui protagonista è un dio (Dioniso). Come rappresentarlo? Come mettere in scena un dio? “Dio è morto”, scrisse Nietzsche più di un secolo fa e, a dispetto delle assurde guerre di religione che ancora si affacciano all’orizzonte della nostra storia recente, quella sentenza di morte sembra irreparabile e definitiva. Ma il sacro? Il misterioso? Sono anch’essi spariti per sempre dalle nostre vite? Che senso dare oggi alla presenza di un dio sulla scena, in un mondo in cui l’orizzonte del sacro sembra perduto per sempre? Il teatro è ancora il luogo dove un dio può prendere vita? dove possiamo ancora ascoltare la sua voce e, soprattutto, ancora interrogarlo? Mosso da tutte queste domande, ho deciso di mettermi sulle tracce di Dioniso, il dio che da sempre ci affascina per il suo stretto legame con il senso di perdita di sé stessi e con la vertigine che ad esso si accompagna. È un dio difficile da afferrare, fragile e contraddittorio, insieme uomo e donna, debole e potente, creativo e distruttivo ma la posta in gioco è altissima perché egli promette agli uomini – attraverso il vino, la droga, la danza, la musica, il sesso e la morte – la liberazione dal dolore”.

 

5 – 10 dicembre 2017| Teatro Mercadante

RICCARDO II
di William Shakespeare

traduzione Peter Stein
regia Peter Stein

con Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Vincenzo Giordano, Paolo Graziosi, Andrea Nicolini, Graziano Piazza, Almerica Schiavo  e Marco De Gaudio, Luca Iervolino, Giovanni Longhin, Michele Maccaroni, Laurence Mazzoni, Matteo Romoli, Alessandro Sampaoli

scenografia Ferdinand Woegerbauer

costumi Anna Maria Heinreich

luci Roberto Innocenti,

produzione Teatro Metastasio di Prato

Uno dei grandi maestri del teatro europeo, Peter Stein, mette in scena Riccardo II di William Shakespeare con Maddalena Crippa nei panni dell’ultimo re d’Inghilterra del ramo principale dei Plantageneti. Durante il suo regno Richard II ha messo contro di sé tutte le forze sociali: egli ha sfruttato il proprio potere in tutte le direzioni immaginabili, egli ha sconfinato le proprie competenze e si è preso ogni libertà, anche sessuale. È un giocatore, un attore, ma pur sempre un re che, anche dopo la sua deposizione, rimane un re; mentre il suo rivale – che prende il suo posto sul trono come usurpatore – genera esattamente lo stesso meccanismo di ostilità contro il suo potere, poiché tale potere si basa sul puro arbitrio.

Richard, spiega il regista, che nella sua esaltazione va oltre il proprio tempo, poiché la monarchia assoluta si sarebbe sviluppata molto più tardi, può essere intrepretato utilmente da una donna che recita la parte maschile. In questo modo diventa ancora più chiaro il carattere inconsueto di questo re e gli aspetti fondamentali della discussione politica risultano più evidenti. Anche la profonda malinconia dell’ultimo monologo di Richard, quando è in carcere, dove parla dell’inutilità e della mancanza di senso dell’esistenza umana, ci può toccare in modo più commovente.

 

12 – 17 dicembre 2017 | Teatro Mercadante
EMILIA
testo e regia Claudio Tolcachir

traduzione Cecilia Ligorio

con Giulia Lazzarini, Sergio Romano, Pia Lanciotti, Josafat Vagni

Paolo Mazzarelli

scene Paola Castrignanò

costumi Gianluca Sbicca

luci Luigi Biondi

produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Grande ritorno al teatro di Giulia Lazzarini, protagonista del testo scritto e diretto dal drammaturgo, regista e attore argentino Claudio Tolcachir.

Emilia è stata la bambinaia di Walter. Dopo vent’anni di lontananza, i due si incontrano e il ragazzo, ormai uomo in carriera, la invita a casa per presentarla alla sua famiglia. Emilia conosce Carolina, la donna che ha sposato, e Leo, il figlio che lei ha avuto dal precedente matrimonio con Gabriel. Sembrano tutti felici, ma è solo apparenza. Poco a poco scopriamo, attraverso i ricordi di Emilia, quanto Walter fosse difficile da bambino, ed è sempre più evidente come le strutture emotive dell’infanzia interferiscano sulla sua vita. I frammenti del passato spargono scariche elettriche sul terreno già crepato delle apparenze e dei sorrisi, rimettendo in discussione ogni cosa. Alternando dramma e commedia, Emilia è un’analisi sul rapporto tra la realtà vissuta e il filtro della “memoria” con cui i ricordi meno piacevoli vengono cancellati o edulcorati. La disconnessione tra le persone e la presenza di un amore incondizionato, che resiste al tempo e allo spazio, sono alla base di questo ritratto di famiglia con tragico segreto e identità ferite.

 

20 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018 | Teatro San Ferdinando

RAGAZZE SOLE CON QUALCHE ESPERIENZA
di Enzo Moscato
regia Francesco Saponaro
con Veronica Mazza, Carmine Paternoster, Lara Sansone, Salvatore Striano

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Uniti

Amore, eros, violenza e sangue, incastonati in una tragica ma esilarante condizione di solitudine, fanno da sfondo a Ragazze sole con qualche esperienza, testo del 1985 di Enzo Moscato, figura di spicco del teatro contemporaneo e capofila della nuova drammaturgia napoletana insieme ad Annibale Ruccello.

Due coppie di emarginati si incontrano per dare sfogo a un folle e inebriante appuntamento d’amore. Un plot surreale ed eccentrico, nel quale due travestiti, Grand Hotel e Bolero Film ricevono nella loro alcova Scialò e Cicala, due strampalati delinquenti in fuga da un agguato di camorra; un pretesto narrativo apparentemente inverosimile per raccontare, con impareggiabile qualità profetica, uno spaccato del tempo presente. Realtà e finzione si mescolano fino al cortocircuito tra l’esperienza biografica dei protagonisti e i loro ruoli. Scialò e Cicala sono Salvatore Striano e Carmine Paternoster, attori che dopo l’esperienza della detenzione hanno trovato un riscatto umano grazie al palcoscenico e a film come Gomorra di Matteo Garrone e Cesare non deve morire dei fratelli Taviani, successi internazionali premiati ai festival di Cannes e Berlino. Parallelamente, i personaggi di Grand Hotel e Bolero Film, sono affidati a Lara Sansone, nipote ed erede scenica di Luisa Conte, storica fondatrice del Teatro Sannazaro, tempio della tradizione popolare napoletana, e a Veronica Mazza, attrice dalla spiccata vis comica che declina nei territori del teatro, del cinema e della serialità televisiva.

 

10 – 21 gennaio 2018 | Teatro Mercadante

IL SERVO

dal romanzo omonimo di Robin Maugham

regia Pierpaolo Sepe, Andrea Renzi,
con (in ordine di apparizione) Tony Laudadio, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Renzi, Lino Musella, Maria Laila Fernandez

scene Francesco Ghisu

costumi Annapaola Brancia D’Apricena

luci Cesare Accetta

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Casa del Contemporaneo, Teatri Uniti, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Il servo è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande Somerset Maugham. Ancora oggi, il romanzo è considerato una “commedia nera” e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo. Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e conseguente impotenza di un uomo su un altro uomo: Barrett è un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese.

Inizialmente, “il servo” sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli “servo\padrone”. Nel gioco perverso entrano in campo anche l’amico-testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera e la misteriosa Mabel…

Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall’adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e si incrocia con le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter.

 

24 gennaio – 4 febbraio 2018 | Teatro San Ferdinando

DESIDERI MORTALI
ORATORIO PROFANO PER GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA

testo e regia Ruggero Cappuccio

con Claudio Di Palma, Ciro Damiano

e con Nadia Baldi,  Marina Sorrenti e attrici da definire

musiche Marco Betta

costumi Carlo Poggioli

aiuto regia e progetto luci Nadia Baldi

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Ruggero Cappuccio, torna per il terzo anno consecutivo allo Stabile di Napoli con Desideri Mortali, spettacolo che nasce dai suoni del mare, dal desiderio sfacciato e segreto della morte, dalla memoria come nostalgia di un silenzio che vagheggia suoni inauditi, una sorta di oratorio profano composto e diretto da Ruggero Cappuccio addensato nella rievocazione del mondo poetico di Tomasi di Lampedusa. Una rievocazione tra due lingue, napoletano e siciliano, nell’agone dei suoni e dei sogni di un unico regno, di due Sicilie, di due Napoli, di due terre gemelle che non vorranno mai migliorare, perchè gli uomini che le popolano sono convinti di essere perfetti. Una rievocazione del desiderio di morte che ispira in tutta l’opera di Lampedusa, che cresce e si mostra in una stupefacente solarità intrecciata di vitalismi spossanti, sogni impossibili nella loro assoluta possibilità. Così, la scrittura di Ruggero Cappuccio si dilata come un pentagramma per le note del Gattopardo, degli appunti autobiografici di uno scrittore consacrato ad una sapienza ritmica, ad una forza di materializzazione delle immagini riconosciute solo dopo la sua morte.

 

27 – 28 gennaio 2018 | Teatro Mercadante

MASQUERADE

regia Rimas Tuminas

scenografia Adomas Jacovskis
costumi  Maxim Obrezkov
luci Maya Shavdatuashvilli
musica  Faustas Latenas The Waltz di Aram Khachaturyan
con Evgeny Knyazev, Maria Volkova, Leonid Bichevin, Lidia Velezhova, Alexander Pavlov, Mikhail Vaskov, Yury Shlykov, Victor Dobronravov e altri attori in via di definizione

e con Anna Antonova, Vladimir Beldiyan, Maria Berdinskikh, Mikhail Vaskov,
Irina Dymchenko, Andrei Zaretskiy, Evgeny Kosyrev, Yury Kraskov, Alexander Pavlov, Alexander Ryshchenkov, Ekaterina Simonova, Alexandra Streltsina,
Vasilisa Sukhanova, Maria Shastina, Tatyana Kazuchits

produzione Teatro Vakhtangov di Mosca

Rimas Tuminas è uno dei maggiori registi teatrali contemporanei; dal 2007 dirige il Teatro Vakhtangov di Mosca, uno dei maggiori teatri russi. Tuminas porta al Teatro Stabile di Napoli lo spettacolo Masquerade (in russo con sovratitoli in italiano) un capolavoro della letteratura che nel 1999 ha ricevuto il premio più importante del teatro russo, la Maschera d’oro. Lo spettacolo Masquerade si basa su un dramma in versetti di uno dei migliori poeti romantici del XIX secolo Mikhail Lermontov che scopre una scomoda verità sulle moralità della società sanpietroburghese dell’epoca e descrive il carattere ribelle e lo spirito nobile del protagonista Eugène Arbénine spesso paragonato all’ Otello di Shakespeare Nel 1941 il famoso compositore Aram Khachaturian creò un valzer per la realizzazione di Masquerade nel Teatro Vakhtangov. La piece si muove tra numerosi intrighi, amori, giochi politici, giochi d’azzardo, perdite, opportunità trovate; un intrigo sconsiderato che diventa malvagio. Masquerade di Rimas Tuminas è una tragedia, una triste commedia dell’Arte con attori splendidi, che intrattiene lo spettatore con la musica e ha sullo sfondo una nevosa San Pietroburgo immersa nel mistero.

30 gennaio – 4 febbraio 2018 | Teatro Mercadante

INTRIGO E AMORE
di Friedrich Schiller
regia Marco Sciaccaluga

con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini,  Orietta Notari, Tommaso Ragno, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi, Nicolò Giacalone

scene e costumi Catherine Rankl

musiche Andrea Nicolini

luci Marco D’Andrea

produzione Teatro Stabile di Genova

Il regista ligure Marco Sciaccaluga torna a Napoli con una grande compagnia di interpreti per Intrigo e Amore, scritta nel 1783 quando Schiller aveva solo 24 anni, è la storia di un legame profondo e impossibile, di una passione indomabile, di intrighi e gelosie, di unioni e duelli, di verità e menzogne, di corruzione e libertà: c’è tutto questo nel dramma di Schiller, il cui nucleo è il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità dell’essere umano, oggettivato nell’incontro-scontro fra due classi, la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera.

Gli aspetti melodrammatici di Intrigo e Amore diedero lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre, nel 1848, la Luisa Miller, ispirata proprio al testo di Schiller.

Il regista Marco Sciaccaluga racconta: “Qualche anno fa visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller – La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! – Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar”.

6 – 8 febbraio 2018 | Teatro San Ferdinando

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ

da un’idea di Giulia Minoli

drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli

regia Emanuela Giordano

con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo

e con Tommaso Di Giulio (chitarre), Paolo Volpini (batteria)

musiche originali Tommaso Di Giulio

produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione

in collaborazione con The CO2 Crisis Opportunity Onlus

Dieci storie proprio così racconta di vittime conosciute e sconosciute della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, responsabilità individuali e collettive, connivenze istituzionali e taciti consensi. Racconta il coraggio espresso da associazioni di ragazzi caparbi, la tenacia dei parenti delle vittime, l’impegno di tutti cittadini che fanno della memoria un diritto inalienabile. Senza incorrere nell’enfasi celebrativa, le storie si intrecciano tra loro in un affresco corale, carico di energia vitale. Dieci storie proprio così è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire.

 

7 – 18 febbraio 2018 | Teatro Mercadante

L’ANATRA ALL’ARANCIA
dal testo The Secretary Bird di William Douglas-Home
versione francese di Marc-Gilbert Sauvajon
regia Luca Barbareschi

con Luca Barbareschi, Chiara Noschese, Gerardo Maffei, Margherita Laterza
e con la partecipazione di Ernesto Mahieux

scene Tommaso Ferraresi

costumi Silvia Bisconti

luci Iuraj Saleri

produzione Teatro Eliseo, Fondazione Teatro della Toscana

L’anatra all’arancia è una bella storia universale di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrare che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni – racconta Luca Barbareschi. Spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale, la piece viene proposta in una moderna edizione, impreziosita da un cast di primi nomi: Luca Barbareschi, – che firma anche la regia, Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza animeranno l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia dello spettacolo con la precisione di una partitura musicale.

 

10 – 11 febbraio 2018| Teatro San Ferdinando

MILENA & MICHAEL
coreografia, luci e musiche Emanuel Gat

costumi creati in collaborazione con i danzatori

creato in collaborazione con e interpretato da Michael Loehr e Milena Twiehaus

produzione Emanuel Gat Dance, Maison de la Danse de Lyon

creato presso la Maison de la Danse de Lyon

con il patrocinio della Fondazione BNP Paribas

SACRE

musica I. Stravinsky, La sagra della primavera

coreografia, luci e costumi Emanuel Gat

produzione Emanuel Gat Dance, The Suzanne Dellal Centre (Israele), Festival Uzès Danse, Monaco Dance Forum

con il patrocinio di Dellal Foundation, Theatre de l’Olivier-Istres, Ballet Monte-Carlo

produzione 2015 Emanuel Gat Dance creato durante durante una residenza artistica a Montpellier Danse, Agora –  Cité Internationale pour la Danse and at Maison de la Danse d’Istres

Il famoso coreografo israeliano trapiantato in Francia Emanuel Gat arriva al Teatro Stabile di Napoli con due coreografie. La prima è una danza ridotta ai suoi elementi essenziali, Milena and Michael è un riflesso dell’azione del danzare e, allo stesso tempo, racconta la storia di due persone che cercano un contatto.

Dopo aver sperimentato coreografie più complesse, Emanuel Gat sceglie di concentrarsi su una forma che implica un ritorno alle basi.

Il lavoro qui presentato può essere definito come una sorta di zoom sul vuoto e sulla fatuità respirabile tra i movimenti, tra i frammenti di coreografia, tra i suoni e tra i due danzatori.

Sacre è un riadattamento dell’opera dello stesso Emanuel Gat creata nel 2004 per la partitura eponima di Stravinsky. Sacre smonta le meccaniche della salsa cubana e le riassembla per creare una coreografia complessa e dal forte carico drammaturgico.

Una rilettura libera e frenetica nonché impegnativa del capolavoro di Stravinsky, Sacre non si focalizza sul concetto di sacrificio, ma piuttosto su quello di azione.

Questa coreografia ha ricevuto un Bessy Award nel 2006 per la sua performance al Lincoln Center Festival di New York.

27 febbraio – 11 marzo 2018| Teatro San Ferdinando

EDEN TEATRO
di Raffaele Viviani
regia Alfredo Arias

con Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Gennaro Di Biase, Mauro Gioia, Gianluca Musiu, Anna Teresa Rossini, Ivano Schiavi, Paolo Serra, Enzo Turrin

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Dopo il grande successo internazionale di Circo equestre Sgueglia il regista franco argentino Alfredo Arias torna allo Stabile di Napoli con un nuovo Viviani: Eden Teatro. Arias racconta che non c’è niente di più accattivante del mondo di queste dive sull’orlo dell’abisso che si contendono una sopravvivenza miserabile sul manifesto e sulle tavole di un teatrino, ultima speranza di un mondo o più precisamente fine di un mondo. Viviani coglie le sue creature nelle difficoltà più assurde e ridicole della vita, risvegliando in noi, spettatori, un amore per un’arte che svanisce, evapora, consumata dalla sua stessa leggerezza. Ma cantare una canzone prima di scomparire nelle nebbie dell’oblio e dell’indifferenza è forse la sola prova per un artista di aver vissuto e di aver testimoniato il valore poetico di quell’esistenza. Valore destinato a essere ignorato dalla brutalità del reale. Così Viviani – senza aver bisogno di una trama drammatica – ci mette a confronto con personaggi che diventano lo specchio di quanto di più fragile e nobile possediamo fino a farci credere che un soffio può essere una tempesta e una canzone può essere immortale.

 

28 febbraio – 11 marzo 2018 | Teatro Mercadante

LA BANALITÀ DELL’AMORE
di Savyon Liebrecht

regia Piero Maccarinelli

con Anita Bartolucci, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini

scene Carlo De Marino

costumi Zaira de Vincentiis

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Il regista Piero Maccarinelli arriva allo Stabile di Napoli con lo spettacolo La banalità dell’amore di Savyon Liebrecht. La maggior parte delle azioni malvage viene compiuta da uomini che non hanno mai scelto consapevolmente di essere buoni o cattivi, è la loro normalità a fare paura ed è questa la banalità del male.

Hannah Arendt una delle importanti figure del 900 europeo è la protagonista di questa commedia di Savyon Liebrecht, nata in Germania e trasferitasi in Israele fin da bambina. Hannah nel suo appartamento di New York riceve la visita di un giovane che  si presenta con telecamera e registratore  come un ricercatore dell’Università di Gerusalemme,dell’archivio della Shoah.

Questa intervista da lei accettata per chiarire molte delle sue opinioni in merito al processo Eichmann ed al suo pensiero aprirà molti cassetti della memoria.

Con Hannah rivivremo sopra tutto le tappe del suo innamoramento per Martin Heidegger, uno dei più importanti filosofi del 900 dichiaratamente Nazionalsocialista.

 

13 – 18 marzo 2018 | Teatro Mercadante

UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE
di Carlo Goldoni

regia Beppe Navello

con Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria-Pascal Attolini, Andrea Romero, Marcella Favilla, Matteo Romoli, Eleni Molos, Erika Urban, Alessandro Meringolo, Geneviève Rey-Penchenat, Giuseppe Nitti

scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
luci Gigi Saccomandi

produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa con il contributo straordinario di Fondazione CRT

Una delle ultime sere di Carnovale costituisce la terza tappa di un’ideale trilogia civile che, dopo l’Alfieri de Il divorzio e il Marivaux de Il Trionfo del Dio Denaro, attraverso i toni sarcastici e irriverenti della commedia utopistica settecentesca, ha l’ambizione probabilmente ingenua “di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”.

E’ il momento di un’altra perdurante ragione di ansia collettiva, che dopo tre secoli riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello dei giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri, a portare altrove, lontano, la loro voglia di lavorare per il futuro. I titoli giornalistici si sprecano, svariando in formule stereotipate quali “la fuga dei cervelli” o “la ricerca in esilio” o altro ancora. Un tema di bruciante attualità messo in scena da Beppe Navello con la compagnia di Teatro Piemonte Europa.

 

20 – 25 marzo 2018 |Teatro Mercadante

VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO
di Stefano Massini
regia Alessandro Maggi

con Alessandro Preziosi e attori da definire
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
disegno luci Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta
musiche Giacomo Vezzani
coproduzione Khora.teatro, Teatro Stabile D’Abruzzo
in collaborazione con Festival di Spoleto60

L’odore assordante del bianco è uno dei primi testi di Stefano Massini l’attuale consulente artistico del Piccolo di Milano, vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli 2004, qui interpretato da Alessandro Preziosi.

«La messinscena – afferma il regista Alessandro Maggi – ha l’obiettivo di riuscire a rappresentare sul palcoscenico il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno, ponendo interrogativi sulla genesi e il ruolo dell’arte e sulla dimensione della libertà individuale».

Siamo nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889: in una stanza bianca vive Vincent Van Gogh, ridotto a uno stato di totale frustrazione a causa delle allucinazioni che scaturiscono dalla sua mente e dei divieti assurdi impartiti dai medici. I suoi pensieri sono ossessivi, non sa di cosa o di chi si può fidare, la sua mente lo tradisce: cosa è reale e cosa è illusione? In questo labirinto soffocante, in cui entra anche lo spettatore, Van Gogh porta avanti una guerra contro il mondo, ma soprattutto contro di sé perché i suoi stessi pensieri sono le mura di una prigione da cui fuggire.

 

20 – 25 marzo 2018 | Teatro San Ferdinando

EMONE

LA TRAGGEDIA DE ANTIGONE SECONNO LO CUNTO DE LO INNAMORATO

di Antonio Piccolo
regia e scene Raffaele Di Florio

con Paolo Cresta, Valentina Gaudini, Anna Mallamaci, Marcello Manzella e attore da definire
testo vincitore del Premio Platea 2016

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Vincitore nel 2016 del Premio per la Nuova Drammaturgia italiana promosso dalla Fondazione P.L.A.TEA., Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato ripropone l’emblematica storia dell’eterno conflitto tra autorità e potere attraverso lo sguardo di Emone, personaggio minore della tragedia di Sofocle. Le parole di questo dramma – spiega Antonio Piccolo in una sua nota – vanno lette tutte per intero, senza troncamenti, aferesi o elisioni, tranne dove indicato con l’apostrofo. Richiedono, insomma, che si leggano non come parla il napoletano contemporaneo, bensì come si usa fare con la lingua di Giovan Battista Basile, che è il principale – ma non unico – inarrivabile maestro a cui questo testo indegnamente si ispira. Le libertà linguistiche restano comunque tante e tali perché si è giocato, in maniera presepiale e volutamente naïf, con vocaboli e codici dalle derivazioni più disparate, compresi quelli provenienti direttamente dalla fantasia dell’autore.

 

4 – 15 aprile 2018 | Teatro Mercadante

PROMETEO

da Eschilo
adattamento, scene e regia Massimo Luconi
con Luca Lazzareschi, Alessandra D’Elia, Monica Demuru, Gigi Savoia, Tonino Taiuti, Vittorio Cataldi (fisarmonica)
installazione Moussa Traore
costumi Aurora Damanti
musiche Mirio Cosottini
consulenza storico letteraria Davide Susanetti
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Luca Lazzareschi interpreta uno dei più affascinanti e misteriosi personaggi della mitologia greca, Prometeo, un ribelle incapace di accettare l’ordine imposto da Zeus e dai nuovi dei, che pretendono di piegare ogni cosa alla loro volontà.

“Senza farne attualizzazioni poco interessanti o cercarne una ricostruzione filologica”, spiega Massimo Luconi in una sua nota, “la vicenda di Prometeo può toccare corde molto sensibili per il pubblico di oggi e, pur con un inevitabile valore didascalico, la sua dolorosa e nobile immagine di ribelle, di uomo in rivolta, è carica di pathos senza tempo, di rimandi a momenti drammatici della nostra storia.

Occuparsi di Prometeo vuol dire compiere un viaggio alla ricerca del mito che ci appartiene come popoli del mediterraneo, che è dentro di noi e che portiamo addosso sedimentato da secoli di storia anche tragica. Gli attori diventano testimoni che raccontano con un doppio livello di narrazione (teatrale e emotivo) un dramma che appartiene ai canoni del teatro antico e moderno, e nello stesso tempo sono profondamente implicati nei personaggi che interpretano, guardando a questa opera straordinaria dell’antichità con l’attualità dello sguardo critico di uomini moderni e assumendone l’energia e il fascino primordiale”.

 

11 – 22 aprile 2018 | Teatro San Ferdinando

LA CUPA

FABBULA DI UN OMO CHE DIVINNE UN ALBERO
testo e regia Mimmo Borrelli

con Mimmo Borrelli e attori da definire

scene Luigi Ferrigno

costumi Enzo Pirozzi

musiche Antonio Della Ragione

luci Cesare Accetta

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Mimmo Borrelli giovane autore napoletano, definito dal critico de Il Sole 24 ore il più grande drammaturgo italiano vivente arriva al Teatro Stabile di Napoli con uno spettacolo inedito La Cupa. Il testo che determina lo “svango”, lo svuotamento, quel passaggio dalla Trinità dell’Acqua (’Nzularchia – 2003; ’A Sciaveca – 2006; La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma – 2010) alla Trinità della Terra.

Mentre nella precedente trilogia il flusso dell’elemento materico ruotava attorno al cardine orizzontale della maternità: dall’umidità di un’infanzia violata, rinchiusa nell’utero materno di una pioggia incessante di memorie da raccogliere nella tinozza dei ricordi da ricostruire, di ’Nzularchia; per passare all’amore impossibile violentato, inzozzato, insufflato e travolto dai fiotti ondosi del mare de la ’A Sciaveca; fino ad arrivare ad un testo che affrontasse concretamente e non per richiami di allegoria la maternità stessa, ovvero La Madre; in questa invece affonderò le mie peregrinanti autoanalisi, nei versi del mio inconscio e il suo affiorare in getto e spruzzo furibondo alla pagina prima, alla scena poi, senza intralcio di naturale consequenzialità e senza dunque poter prescindere dalla mia stessa carne e messa in compromissione, negli atti al presente della mia stessa vita, sulla paternità e le sue e le mie paure, non così tanto nascoste.

 

17 – 22 aprile 2018 | Teatro Mercadante

IL DESERTO DEI TARTARI
di Dino Buzzati
adattamento teatrale e regia Paolo Valerio
con (in ordine alfabetico) Alessandro Dinuzzi, Simone Faloppa, Emanuele Fortunati, Aldo Gentileschi (fisarmonica), Marina La Placa (theremin), Marco Morellini, Roberto Petruzzelli, Stefano Scandaletti, Paolo Valerio

movimenti di scena Monica Codena

scene Antonio Panzuto

video Raffaella Rivi

costumi Chiara Defant

musiche originali Antonio Di Pofi

luci Enrico Berardi

produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

Il regista Paolo Valerio racconta che il mondo di Dino Buzzati è affascinante e misterioso e ne Il deserto dei Tartari, il romanzo che segnò la sua vera consacrazione tra i grandi scrittori del Novecento italiano, sono presenti tutte le sue tematiche principali, oltre al suo immaginario onirico di paesaggi e personaggi. Lo scrittore bellunese in un’intervista affermò che lo spunto per il romanzo, il cui tema portante è quello della fuga del tempo, era nato “dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi.

Il protagonista è Giovanni Drogo, un giovane e speranzoso tenente mandato in servizio presso la “Fortezza Bastiani”, luogo relegato in cima ad un’impervia montagna e che da subito appare come sospesa tra sogno e veglia. Dopo poco però, la pacata e monotona vita della Fortezza Bastiani, la disciplina militare, gli orari dell’esistenza comunitaria e la convinzione o illusione che di lì a poco il nemico arriverà, fanno presa su Giovanni Drogo che, senza rendersene conto, trascorre in quel luogo remoto tutti gli anni della sua esistenza. Per Drogo, così come per i commilitoni, la speranza di veder comparire un nemico all’orizzonte si trasforma a poco a poco quasi in un’ossessione metafisica, in cui si fondono il desiderio di eroismo e la necessità dell’uomo di dare un senso alla propria esistenza.

 

25 aprile – 6 maggio 2018 | Teatro Mercadante

I MISERABILI
dal romanzo di Victor Hugo

adattamento teatrale Luca Doninelli

regia Franco Però

con Franco Branciaroli e cast in via di definizione

produzione CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro degli Incamminati

«Quella di portare I Miserabili sulle tavole di un teatro di prosa – scrive

Luca Doninelli, che cura l’adattamento del romanzo per lo spettacolo diretto da Franco Però e interpretato da Franco Branciaroli – è un’impresa sicuramente temeraria, una sfida per chiunque sia disposto a sopportare un grande insuccesso piuttosto che un successo mediocre.

Millecinquecento pagine che appartengono alla storia non solo della

letteratura, ma del genere umano. Come l’Odissea, come la Commedia, il

Chisciotte o Guerra e Pace.

Le ragioni per cui era impossibile non accettare questa sfida sono tante. La

prima è quello strano miracolo che rende un’opera come I Miserabili capace di parlare a ogni epoca come se di quell’epoca fosse il prodotto, l’espressione diretta.

I miserabili sono ciò che sta oltre il terzo e il quarto stato, e rappresentano

l’umano nella sua nudità: spogliato non solo dei suoi beni terreni, ma anche dei suoi valori, da quelli etici fino alla pura e semplice dignità che ci è data

dall’essere uomini».