Fedra a destra Imma Villa Foto Franca Centaro

Il 22 e 23 luglio 2017 al Teatro Grande di Pompei

per la prima volta in Campania

l’applaudita FEDRA di Seneca del regista Carlo Cerciello

ultimo spettacolo della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI

con una straordinaria Imma Villa nel ruolo della protagonista

Dopo il felice debutto della scorsa estate a Siracusa su produzione dell’INDA/Istituto Nazionale del Dramma Antico, e le successive rappresentazioni nei teatri “classici” di Segesta, Taormina e Ostia Antica approda per la prima volta in Campania – al Teatro Grande degli Scavi di Pompei il 22 e 23 luglio nell’ambito e a chiusura della rassegna del Teatro Stabile di Napoli Pompeii Theatrum Mundi – lo spettacolo Fedra di Seneca, nella traduzione di Maurizio Bettini, con la regia di Carlo Cerciello.

La protagonista della tragedia è l’attrice Imma Villa nel ruolo di Fedra, coprotagonista nel doppio ruolo di Teseo e Ippolito Fausto Russo Alesi, mentre la nutrice è Bruna Rossi, il messaggero Sergio Mancinelli e le corifee Elena Polic Greco, Simonetta Cartia, Federica Lea Cavallaro, Maddalena Serratore, Nadia Spicuglia, Claudia Zàppia.

Il Coro è composto da Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Andrea Cannata, Carla Cintolo, Cinzia Coniglione, Corrado Drago, Alice Fusaro, Desirèe Giarratana, Ivan Graziano, Anita Martorana, Riccardo Masi, Maria Chiara Pellitteri, Paolo Pintabona, Vladimir Randazzo, Sabrina Sproviero, Francesco Torre, Giulia Valentini, dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione Scuola di Teatro “Giusto Monaco”.

La scena è di Roberto Crea; i costumi di Alessandro Ciammarughi; le musiche di Paolo Coletta; le coreografie di Dario La Ferla; il progetto audio è di Vincenzo Quadarella; il progetto luci di Elvio Amamiera.

«Fedra è la tragedia della passione umana – scrive in questa nota il regista Carlo Cerciello –, la tragedia di una donna che per amore non esita a ribellarsi alle convenzioni sociali ed etiche della società di cui si sente ‘privilegiata’ prigioniera. Sposa di un marito che non esita a tradirla e del quale si sente effettivamente ed affettivamente vedova, Fedra identifica nel mondo del figliastro Ippolito un miraggio di libertà e di passione che è disposta a pagare con la vita. In Fedra si confondono e si sovrappongono le due figure parentali di Teseo padre e di Ippolito figlio, che Seneca strategicamente non fa mai incontrare tra loro, fino ad operare una sostituzione nel cuore della donna tra lo sposo e il figliastro. La sovrapposizione dei due emisferi affettivi di Fedra suggerisce la scelta di far interpretare allo stesso attore entrambi i ruoli di Teseo e di Ippolito, nonché di concentrare il lavoro dell’attore designato per questa duplice interpretazione, sulle diversità esistenziali e politiche tra i due personaggi, piuttosto che sulle differenze anagrafiche. Fedra è, dunque, una figura di donna assolutamente moderna e tragicamente umana. Seneca nella sua opera riconosce il senso profondo dell’essere umano, della sua fragilità e ammira questa donna capace di riscattare le sue colpe, il suo senso della dignità e del pudore, dandosi sì la morte, ma senza rinunciare fino alla fine alla tragica e sincera ammissione dei suoi sentimenti

La natura è l’ulteriore protagonista di questa tragedia. Una natura affascinante e crudele a cui tanto Ippolito che Fedra aspireranno invano. Il loro desiderio di vivere secondo le leggi della natura, infatti, si tramuterà per i nostri sfortunati eroi in “agire contro natura”. Sarà così anche per Teseo, che causerà, per contrappasso al suo “innaturale” ritorno dal regno dei morti, lutto e distruzione nella sua stessa famiglia. Proverò a mettere in scena questa meravigliosa tragedia dei sentimenti umani, in punta di piedi».

Info e tutto su Pompeii Theatrum Mundi: www. teatrostabilenapoli.it

Teatro Grande di Pompei | Ingresso Scavi di Piazza Esedra

sabato 22 e domenica 23 luglio ore 20.30

FEDRA di Seneca
traduzione Maurizio Bettini
regia Carlo Cerciello

con Imma Villa, Fausto Russo Alesi, Bruna Rossi, Sergio Mancinelli

corifee Elena Polic Greco, Simonetta Cartia, Federica Lea Cavallaro, Maddalena Serratore, Nadia Spicuglia, Claudia Zàppia

coro dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione Scuola di Teatro Giusto Monaco: Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Andrea Cannata, Carla Cintolo, Cinzia Coniglione, Corrado Drago, Alice Fusaro, Desirèe Giarratana, Ivan Graziano, Anita Martorana, Riccardo Masi, Maria Chiara Pellitteri, Paolo Pintabona, Vladimir Randazzo, Sabrina Sproviero, Francesco Torre, Giulia Valentini

scena Roberto Crea

costumi Alessandro Ciammarughi
musiche Paolo Coletta
coreografie Dario La Ferla

regista collaboratore Raffaele Di Florio
assistente alla regia Walter Cerrotta
assistente scenografo Michele Gigi
direttore di scena Mattia Fontana
progetto audio Vincenzo Quadarella
progetto luci Elvio Amamiera
costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella

produzione INDA Istituto Nazionale del Dramma Antico – Fondazione Onlus