Mercoledì 7 marzo 2018, Teatro Nuovo di Napoli

Orphans di Dennis Kelly

Un testo noir dalle forti atmosfere, cupo, stratificato e sofisticato,

dai ritmi serrati, che mette a dura prova valori e principi morali

Gli Orphans di Dennis Kelly, il quarantasettenne pluripremiato drammaturgo di Barnet, arrivano al Teatro Nuovo di Napoli, mercoledì 7 marzo 2018 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 11), grazie a un progetto di Monica Nappo, prodotto da Marche Teatro, e diretto da Tommaso Pitta.

A dar vita in scena allo spettacolo, che si avvale della traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno, saranno, oltre alla stessa Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella.

Scritto nel 2009, Orphans è una storia nera dai ritmi serrati che mette a dura prova valori e principi morali.

Il testo mette al centro della trama una coppia inglese come tante, quella di Helen e Danny, il cui rapporto è messo fortemente in crisi da Liam, il fratello di lei, che una sera irrompe in casa loro completamente ricoperto di sangue e in evidente stato di shock.

Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito che, dopo aver soccorso, sarebbe fuggito via. Il suo resoconto sull’accaduto si dimostra contraddittorio e reticente; così, sotto le insistenti domande della coppia, in un crescendo di ammissioni, la verità verrà paurosamente a galla, una verità che coinvolgerà piano piano, e in modo atroce, anche il riluttante Danny, che si è da sempre sentito escluso dal particolarissimo legame intessuto tra i due fratelli, rimasti fin da piccoli senza genitori.

E alla fine anche Helen, che ha sempre perdonato ogni cosa al fratello, sarà profondamente toccata dagli avvenimenti, dovendo necessariamente distaccarsi da lui per salvare il rapporto con il marito, che apparirà però irrimediabilmente compromesso.

“Orphans – scrive il regista in una nota – è eccezionale a più livelli. Potrebbe essere definito il dramma della simbiosi. La tragedia di tre personaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro al punto che, per salvare l’insalvabile, finiscono per distruggere ogni legame tra loro e quindi per autodistruggersi”.

Orphans fu scritto in tempi non ancora come gli attuali, quando il tema dei migranti e delle problematiche a loro legate non era quotidianamente in prima pagina, ma in Inghilterra la violenza nelle aree urbane era comunque una tematica presente.

La violenza e la natura della paura, in particolare la paura dell’altro che non conosciamo, quella paura che ci spinge a chiudere porte e finestre del nostro piccolo nucleo familiare, sono i temi centrali del testo di Kelly

La storia lambisce solamente il tema del razzismo, interrogandosi soprattutto sui valori che ogni essere umano possiede dentro di sé; ma i fatti quotidiani di questi nostri anni la ha resa quanto mai portatrice di nuove domande.

Orphans di Dennis Kelly

Napoli, Teatro Nuovo – da mercoledì 7 a domenica 11 marzo 2018

Inizio spettacoli ore 21.00 (giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

Da mercoledì 7 a domenica 11 marzo 2018

Napoli, Teatro Nuovo

Marche Teatro

presenta

Orphans

di Dennis Kelly

un progetto di Monica Nappo

traduzione Gianmaria Cervo e Francesco Salerno

con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli, Lino Musella

luci Mauro Marasà

scene e costumi Barbara Bessi

regia Tommaso Pitta

Premio Nazionale Franco Enriquez 2017 a Monica Nappo, Lino Musella, Paolo Mazzarelli (categoria Teatro Contemporaneo, sezione Migliori Interpreti)

Premio Nazionale Franco Enriquez 2017 a Marche Teatro (categoria Miglior Produzione)

Durata della rappresentazione 110’ circa, senza intervallo

Danny Allora è così che s’è ridotto il mondo al giorno d’oggi? Chi conosciamo e chi non conosciamo?

Helen Si. Sì, proprio, Danny. Oggi. Al giorno d’oggi. Al giorno d’oggi il mondo è ridotto esattamente così. Chi conosciamo, e chi non conosciamo. Mi dispiace.

In una tranquilla serata, Helen e Danny, suo marito, stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente, irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock. Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito e di averlo soccorso. Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensioni, si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte la prima volta.

Note di regia

Quando ho letto per la prima volta “Orphans” di Dennis Kelly, su suggerimento di Monica Nappo, Lino Musella e Paolo Mazzarelli, ho capito di trovarmi di fronte a un testo immenso, un esempio di drammaturgia superiore che sarebbe stato fantastico mettere in scena insieme a tre attori come loro.

Orphans è eccezionale a più livelli. Potrebbe essere definito il dramma della simbiosi. La tragedia di tre personaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro al punto che, per salvare l’insalvabile, finiscono per distruggere ogni legame tra loro e quindi per autodistruggersi.

Ciò è esattamente il contrario di ciò che vogliono e che cercano di fare durante tutto lo spettacolo. Quando si rendono conto di ciò che hanno fatto, però, è troppo tardi; mentre prima erano privi degli strumenti per fare altrimenti. Da questo punto di vista Orphans è un testo straziante: Liam, Helen e Danny non hanno scelta; sono la causa della propria rovina, colpevoli e incolpevoli allo stesso tempo.

In secondo luogo Orphans è anche un grande noir, un testo dalle forti atmosfere, cupo, stratificato, sofisticatissimo, ricco di echi e rimandi interni, sostenuto da una trama perfetta e da una serie inarrestabile di colpi di scena agghiaccianti ed esilaranti al tempo stesso.

Infine – ed è questo l’aspetto che, come regista, più mi ha affascinato – Orphans è un testo profondamente teatrale, dove ogni scena è costruita su giochi e meccaniche drammaturgiche di un’inventiva sorprendente e di una precisione millimetrica, che consentono agli attori di dare grande spettacolo.

Un testo beffardo, cinico, disincantato, capace di far ridere nei momenti più angoscianti e di commuovere in quelli più violenti.

Tommaso Pitta

Dennis Kelly, autore britannico di cinema, teatro e televisione.

Nel teatro esordisce a trent’ anni con “Debris”, per poi proseguire con il controverso “Osama the hero”. Il suo “After the end” debutta a Edimburgo nel 2006 ed ha una lunga tournée internazionale; seguono “Love and money”, “DNA”, “Taking care of baby” e, nel 2009, “Orphans”. Per la Royal Shakespeare Company scrive “The God’s weep” e vince un Tony Award per il testo del musical “Matilda”.

Ai testi teatrali affianca lavori per la televisione: “Pulling” per BBC3 e la serie cult “Utopia” (Channel 4), con cui vince un Emmy Award. Per il cinema scrive la sceneggiatura del thriller “Black sea” (2014), interpretato da Jude Law. E’ uno degli autori contemporanei più rappresentato.