Di: Sergio Palumbo

“I settantacinque anni dell’uomo sono invidiabili: è alto di statura, sano, asciutto, nerboruto”: così Eduardo De Filippo descriveva il “suo” Antonio Barracano. Pensare oggi ad un boss di quell’età è piuttosto ardito: i boss sono sempre più giovani e spesso ai settantacinque anni non ci arrivano. Questa amara consapevolezza porta Mario Martone a ringiovanire il “suo” Antonio Barracano, nell’ambito del progetto nato dalla collaborazione tra Teatro Stabile Di Torino, Elledieffe (Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi) e NEST-Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio. Un boss quarantenne, quello interpretato da Francesco Di Leva, che sembra uscito da Gomorra: fisico scolpito, tatuaggi, energico ed atletico, tanto da vederlo fare gli addominali sulla panca a prima mattina mentre parla con il dottor Della Ragione. Un effetto straniante, per chi pensa alla commedia originale. Ma bisogna metterla da parte e lasciarsi coinvolgere dal ritmo serrato della regia di Martone, dimenticando la tradizione eduardiana. Il testo di Eduardo assume quindi una dimensione nuova, rinnovandone la sua straordinaria attualità, che nella nostra epoca, porta, però, a sostituire le illusioni quasi romantiche dell’originale Barracano con una più feroce realtà, dove la speranza di un mondo “un poco meno rotondo e un poco più quadrato” sembra vana utopia, tanto da modificare il finale, togliendo queste parole dalle battute del dottor Della Ragione.

Se l’impatto con la regia di Martone può inizialmente essere crudo per chi ha la tradizione eduardiana negli occhi, nelle orecchie e nel cuore, il suo adattamento, in realtà, convince proprio per la felice contestualizzazione del testo di Eduardo ai nostri giorni, dandogli nuova vita e facendogli assumere nuovi contorni e sfumature. Un’iniziativa audace, ma che Martone riesce a portare al successo con superba maestria.

Fondamentale, per un’operazione così complessa, poter contare su ottimi attori, ed in questo Martone può contare su un cast di altissimo livello, a partire da un Francesco Di Leva in stato di grazia, che conferisce la giusta autorevolezza al suo personaggio, nonostante la ben più giovane età del Barracano originario. Giovanni Laudeno (che interpreta il dottor Della Ragione) e Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello) ben rendono l’evidente volontà di Martone di mantenere questi due personaggi più vicini alla scrittura eduardiana, mettendo in rilievo un chiaro contrasto con il contesto che li circonda. Molto bene anche il resto del cast, tra cui la giovanissima Morena Di Leva (Geraldina), il rapper Ralph P (che oltre ad interpretare ‘O Palummiello firma le musiche originali dello spettacolo, che si apre proprio con la sua “Niente ‘e nuovo”) ed uno straordinario Salvatore Presutto, la cui rabbiosa disperazione, nel ruolo di Rafiluccio Santaniello, arriva violenta ed impetuosa al pubblico.

Le scene di Carmine Guarino, scarne, cupe e fredde, con luci al neon da sala ospedaliera o da obitorio, sono efficaci nella loro crudezza, ben potenziata dalle luci di Cesare Accetta. Ben curati e perfettamente contestualizzati i costumi di Giovanna Napolitano.

“Il Sindaco del Rione Sanità”, per la regia di Mario Martone, sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli fino al 18 marzo 2018.

Link: il sito del Teatro Bellini di Napoli – www.teatrobellini.it