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	<title>CulturaSpettacolo.it</title>
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	<description>Magazine di informazione culturale e artistica. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli - Aut. n. 76 del 30/11/2009. Direttore responsabile: Sergio Palumbo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 21:06:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Recensione del libro &#8220;La carta più alta&#8221; di Marco Malvaldi (Sellerio)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 21:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller e noir]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Malvaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Sellerio]]></category>

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		<description><![CDATA[I gialli di Marco Malvaldi, di professione chimico, non sono quei gialli pieni di azione, nei quali i protagonisti sono commissari, investigatori o agenti segreti. Di azione, anzi, ce n&#8217;è ben poca ed i protagonisti sono il gestore di un bar (il &#8220;barrista&#8221; Massimo) e quattro vecchietti che trascorrono gran parte delle proprie giornate seduti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gialli di Marco Malvaldi, di professione chimico, non sono quei gialli pieni di azione, nei quali i protagonisti sono commissari, investigatori o agenti segreti. Di azione, anzi, ce n&#8217;è ben poca ed i protagonisti sono il gestore di un bar (il &#8220;barrista&#8221; Massimo) e quattro vecchietti che trascorrono gran parte delle proprie giornate seduti al tavolo sotto l&#8217;olmo del BarLume.</p>
<p>&#8220;La carta più alta&#8221; è  il quarto libro della serie dei vecchietti del BarLume ed è incentrato sulla morte di un facoltoso costruttore, Ranieri Carratori, avvenuta vent&#8217;anni prima, apparentemente per una malattia fulminante. Saranno proprio i quattro vecchietti a sollevare dubbi sulle vere cause della morte del Carratori e sarà Massimo, coinvolto inizialmente suo malgrado nella ricerca della verità ed immobilizzato sul letto di un ospedale per un banale incidente, a risolvere il caso.<br />
Nei gialli di Malvaldi gli elementi centrali sono principalmente due: il primo, più consono e rispondente ai tradizionali crismi del genere, è il ragionamento deduttivo innescato dall&#8217;intuizione, che coinvolge il lettore che vede la verità venire a galla gorgogliando piano piano; il secondo elemento, decisamente più dissacrante e che rende questi libri irresistibili, è l&#8217;ironia tagliente e feroce, al limite del cinismo, che è tipica della Toscana. Tra le battute e gli sfottò tra i protagonisti, gli scherzi degni dei migliori film di Mario Monicelli e le sagaci osservazioni dell&#8217;io &#8220;pensante&#8221; Massimo, il lettore spezza piacevolmente la suspense dell&#8217;avvincente intreccio con più di una risata.  Il mix di questi due elementi rende i libri di Marco Malvaldi davvero irresistibili.</p>
<p>Link: il sito di Sellerio Editore &#8211; <a href="http://www.sellerio.it">www.sellerio.it</a></p>
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		<title>GRETEL &amp; GRETCHEN in scena al Piccolo Bellini di Napoli dal 3 al 26 febbraio 2012</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/30/gretel-gretchen-in-scena-al-piccolo-bellini-di-napoli-dal-3-al-26-febbraio-2012/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli Grimm]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione Teatro di Napoli Teatro Bellini presenta GRETEL &#38; GRETCHEN di Claudio Buono Personaggi e interpreti: Gretel Diletta Acquaviva Hansel Gennaro Maresca Swidgard Raffaella Pontarelli Scene e costumi: Francesco Esposito Musiche: Adriano Aponte Disegno luci: Salvatore Palladino Aiuto Regia: Andrea Contaldo Regia Gabriele Russo Pareti di marzapane, finestre di zucchero, tetto di focaccia. Dolciumi stregati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondazione Teatro di Napoli Teatro Bellini<br />
presenta<br />
<strong>GRETEL &amp; GRETCHEN</strong><br />
di Claudio Buono<br />
Personaggi e interpreti:<br />
Gretel Diletta Acquaviva<br />
Hansel Gennaro Maresca<br />
Swidgard Raffaella Pontarelli</p>
<p>Scene e costumi: Francesco Esposito<br />
Musiche: Adriano Aponte<br />
Disegno luci: Salvatore Palladino<br />
Aiuto Regia: Andrea Contaldo</p>
<p>Regia Gabriele Russo<br />
Pareti di marzapane, finestre di zucchero, tetto di focaccia. Dolciumi stregati dai poteri misteriosi. Un sapore che si incatena alle papille gustative e che non dà tregua, anche venti anni dopo, anche quando la prigionia, la schiavitù, l’urlo di agonia della carceriera e il furto della cassa di preziosi fanno parte del passato, sepolti ma mai rimossi. Hansel e Gretel tentano in tutti i modi di accedere nuovamente a quel sapore, ma nessuna combinazione di ingredienti pare sprigionare la magia. Ai due fratelli non mancano denaro e tempo da investire nella ricerca, eppure l’incanto sfugge tra i denti, lasciandogli sul palato una comunissima dolcezza che li fa solo ingrassare. Gli occhi della strega, neri con ombre rosse, ancora talmente vividi da fare capolino dalle persiane della loro lussuosa villa, sembrano studiarli e farsi beffe di loro. Finché un giorno, al mercato, una giovane ragazza con dei vistosi occhiali da sole offre a Gretel un tocchetto di crostata. Di colpo, la magia torna potentemente nelle loro vite, riempiendole di felicità e armonia. Ma i tempi sono cambiati: stavolta la magia ha un prezzo. Una nuova gabbia prende forma attorno ad Hansel e Gretel, una gabbia dalla quale non riusciranno a liberarsi. Almeno fin quando Gretel non farà quello che le riesce meglio, ovvero prendere in mano la situazione dandole una bella scossa. D’altro canto, se avesse atteso un principe o un cacciatore, sarebbe finita in forno.<br />
Claudio Buono</p>
<p>Quando mi sono trovato a leggere il testo di Claudio Buono sono stato immediatamente catturato e sedotto dalla potenza dei suoi personaggi e dalle dinamiche, talvolta grottesche, talvolta comiche, talvolta drammatiche, da cui gli stessi, vuoi per debolezza, vuoi a causa di traumi infantili, vengono travolti.<br />
Questa rivisitazione della favola di Hansel e Gretel in chiave contemporanea offre notevoli ed interessanti punti di vista sui segni indelebili che l&#8217;infanzia lascia sulle nostre vite; e sulla favola stessa, nel momento in cui crescendo, i desideri più intimi e infantili rischiano di diventare una vera e propria gabbia. I due piccoli protagonisti della celebre fiaba scritta dai fratelli Grimm, diventano qui personaggi di una commedia noir, intrappolati nella loro memoria, dolce o amara che sia, infine, sono vittime di una società che ti nutre di nulla per svuotarti la testa.<br />
Non cercando più la reazione, finiscono col cercare soltanto l&#8217;appagamento, a qualsiasi costo&#8230;<br />
<em>Gabriele Russo</em></p>
<p><strong>Orari:</strong> feriali ore 21:30 &#8211; domenica ore 18:00 &#8211; lunedì riposo<br />
<strong>Prezzo biglietto: </strong>intero euro 15,00 &#8211; ridotto euro 10</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il fu Mattia Pascal&#8221; dal 3 febbraio 2012 al Teatro Bellini di Napoli</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/26/il-fu-mattia-pascal-dal-3-febbraio-2012-al-teatro-bellini-di-napoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturaspettacolo.it/?p=4885</guid>
		<description><![CDATA[T.T.R. IL TEATRO DI TATO RUSSO COOP. a.r.l. presenta Tato Russo in IL FU MATTIA PASCAL versione teatrale di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello                       con (in o.a.) Francesco Acquaroli -  Renato De Rienzo &#8211; Sarah Falanga         Giulio Fotia &#8211; Marina Lorenzi &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">T.T.R. IL TEATRO DI TATO RUSSO COOP. a.r.l.</p>
<p align="center">presenta</p>
<p align="center"><strong>Tato Russo</strong></p>
<p align="center">in</p>
<p align="center"><strong><em>IL FU MATTIA PASCAL</em></strong></p>
<p align="center">versione teatrale di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello</p>
<p>                      con (in o.a.)</p>
<p><strong>Francesco Acquaroli -  Renato De Rienzo &#8211; Sarah Falanga </strong></p>
<p><strong>        Giulio Fotia &#8211; Marina Lorenzi &#8211; Adriana Ortolani &#8211; Antonio Rampino </strong></p>
<p><strong>  Carmen Pommella &#8211; Francesco Ruotolo &#8211; Massimo Sorrentino</strong></p>
<p>scene di Tony Di Ronza &#8211; costumi di Giusi Giustino &#8211; musiche di Alessio Vlad</p>
<p style="text-align: center;"> Regia di</p>
<p align="center"><strong>Tato Russo</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em> “Una delle poche cose, anzi forse la sola ch&#8217;io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de&#8217; miei amici o conoscenti dimostrava d&#8217;aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:- Io mi chiamo Mattia Pascal.”</em></p>
<div>
<p>Ma cosa corrisponde a un semplice nome proprio? È questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista del romanzo di Pirandello che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d’apparire di se stesso a se stesso e agli altri, il viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all’infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente. Alla ricerca dell’ ES, dell’altra parte di sé, o della propria vera identità. Morire per vivere una vita diversa. Ritrovare attraverso mille morti la  propria unica ragione d’esistere. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Insomma viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire. La riduzione in commedia tralascia la tecnica della narrazione propria del romanzo e trasferisce ad una dimensione teatrale il racconto. Insomma liberandosi  dalla pesantezza d’una proposta troppo vincolata alla struttura letteraria Tato Russo fa propria la materia del testo per riscriverla in commedia nello stesso linguaggio drammaturgico che sarebbe stato di Pirandello nello sforzo palese e riuscito di una costruzione per il teatro, alla maniera insomma che immaginariamente avrebbe operata lo stesso autore del romanzo nel momento in cui avesse scelto di trasferirla in commedia. Il romanzo sembra così recuperato e acquisito al repertorio delle commedie del Nostro  in modo definitivo. Mattia Pascal è Tato Russo nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà.  Mattia e i suoi coinquilini della storia muoiono tutti per rincontrarsi identici nella storia di Adriano Meis e rivivere poi in quella nuova di Pascal.</p>
<p><a href="http://www.ilteatroditatorusso.org/siti/mattiapascal/index.html">http://www.ilteatroditatorusso.org/siti/mattiapascal/index.html</a></p>
<p>Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Bellini dal 3 al 12 febbraio 2012.</p>
<p><strong>Spettacoli</strong> ore 21:00 &#8211; mercoledì ore 17:30 e 21:00 &#8211; domenica ore 17:30 &#8211; lunedì riposo.<br />
<strong>Prezzi</strong> da euro 15,00 a euro 30,00</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Addio mia bella signora, al Teatro Due di Roma dal 7 al 19 febbraio 2012</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/25/addio-mia-bella-signora-al-teatro-due-di-roma-dal-7-al-19-febbraio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Teatro Due Roma Teatro stabile d’essai Dal 7 al 19 febbraio Addio mia bella signora di Isabella Peroni con Elisabetta De Palo Danilo Celli Sina Sebastiani del Grillo Silvana Bosi Giulio Cristini   Costumi a cura di Allegra Mondello   Allestimento e regia Marco Lucchesi Una bella, elegante signora, si è rifugiata nel proprio mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Teatro Due Roma</strong></p>
<p align="center"><strong><em>Teatro stabile d’essai</em></strong></p>
<p align="center"><strong>Dal 7 al 19 febbraio</strong></p>
<p align="center"><strong>Addio mia bella signora</strong></p>
<p align="center">di <strong>Isabella Peroni</strong></p>
<p align="center">con</p>
<p align="center"><strong>Elisabetta De Palo</strong></p>
<p align="center"><strong>Danilo Celli</strong></p>
<p align="center"><strong>Sina Sebastiani del Grillo</strong></p>
<p align="center"><strong>Silvana Bosi</strong></p>
<p align="center"><strong>Giulio Cristini</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center">Costumi a cura di<strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Allegra Mondello</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center">Allestimento e regia</p>
<p align="center"><strong>Marco Lucchesi</strong></p>
<p><strong>Una bella, elegante signora, si è rifugiata nel proprio mondo ordinato e ovattato. Vive in una villa isolata, vicino al mare e trascorre le sue giornate ascoltando musica classica, protetta dall’affetto dei suoi figli. Un tempo è stata un’affermata pianista, ma da quando  il marito se ne è andato,  ha abbandonato il palcoscenico.</strong></p>
<p><strong>Un giorno mentre è accoccolata sul divano intenta nella lettura, irrompe nella sua casa un giovane individuo. </strong></p>
<p><strong>Ha sentito parlare molto di lei,  affascinato e incuriosito dai racconti, si è intrufolato nella sua casa pur di riuscire a incontrarla. Si chiama Claudio e studia psicologia. Il giovane va spesso a trovarla, trascorrono molti pomeriggi insieme, iniziano a conoscersi..ad aprirsi…. Ma ogni volta che va a incontrarla fa sempre in modo che  sia  sola…… </strong></p>
<p><strong>Cosa vuole veramente dalla donna, la controlla, la spia (annotando tutti i suoi movimenti su un quaderno), o ne è segretamente innamorato?!….</strong></p>
<p><strong>La tenera commedia  parla di amore, di dolore, di solitudine, di abbandono, delle nostre  piccole e grandi paure, dei nostri fallimenti, dei nostri sogni,  parla quindi di noi e a noi con delicatezza ed eleganza, che contraddistingue l’autrice, Isabella Peroni. </strong></p>
<p><strong>In scena al teatro Due  (Vicolo due macelli 37 tel.06/6788259  <a href="http://www.teatrodueroma.it/">www.teatrodueroma.it</a> dal 7 al 19 febbraio 2011 ).  Orario spettacoli dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo. Biglietti intero euro 15, ridotto euro 12/8 .</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il barbone a gettoni, al Theatre de Poche di Napoli, dal 26 al 29 gennaio 2012</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/24/il-barbone-a-gettoni-al-theatre-de-poche-di-napoli-dal-26-al-29-gennaio-2012/</link>
		<comments>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/24/il-barbone-a-gettoni-al-theatre-de-poche-di-napoli-dal-26-al-29-gennaio-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 26 a domenica 29 gennaio 2012 (ore 21) al Theatre de Poche (via Salvatore Tommasi 15, Napoli)  Teen Theatre presenta IL BARBONE A GETTONI con Rosario D’Angelo regia Carmen Pommella riallestimento Ettore Nigro e Rosario D’Angelo  «La storia di Zorro diventa quella di tutti gli uomini, continuamente chiamati a scegliere tra l&#8217;ordine, le certezze, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Dal 26 a domenica 29 gennaio 2012 (ore 21)</strong></p>
<p align="center">al<strong> Theatre de Poche</strong></p>
<p align="center">(via Salvatore Tommasi 15, Napoli)</p>
<p align="center"><strong> </strong><strong>Teen Theatre</strong></p>
<p align="center"><em>presenta</em><em></em></p>
<p align="center"><strong>IL BARBONE A GETTONI</strong></p>
<p align="center">con<strong><em> </em>Rosario D’Angelo</strong></p>
<p align="center"><em>regia<strong> Carmen Pommella</strong></em></p>
<p align="center"><em>riallestimento<strong> Ettore Nigro e Rosario D’Angelo</strong></em></p>
<p><strong><em> </em></strong>«<em>La storia di Zorro diventa quella di tutti gli uomini, continuamente chiamati a scegliere tra l&#8217;ordine, le certezze, l&#8217;abitudine, le convenzioni sociali da una parte, e la propria verità dall&#8217;altra.</em>»</p>
<p>Da <strong>giovedì 26 a domenica 29 gennaio</strong>, alle 21, al Theatre de Poche, nei pressi di via Salvator Rosa, va in scena <strong>Il barbone a gettoni</strong>, uno spettacolo di <strong>Carmen Pommella</strong>, con il riallestimento di <strong>Ettore Nigro</strong> e <strong>Rosario D’Angelo</strong>.</p>
<p>Zorro (<strong>Rosario D’Angelo</strong>) è un barbone-clochard che in cambio di pochi spiccioli – sarà lo spettatore stesso a darglieli se vorrà – racconta pezzi della sua storia, ma esaurito il tempo del gettone si ferma. E di nuovo lo spettatore deciderà se farlo continuare con un altro gettone.</p>
<p>Zorro entra ed esce dal racconto, gioca, scherza, ripete con precisione i gesti quotidiani  – fa quello che fan tutti: si sveglia, si lava, si veste, mangia, dorme –, mentre scava nella memoria alla ricerca delle cause che l’hanno portato a vivere per strada, chiedendosi se sia stato il destino o si sia trattato di una scelta.</p>
<p>«Quale forza fa sì che un piano, sul quale si dispongono ordinatamente le esistenze, possa all&#8217;improvviso inclinarsi e generare scompigli tali da non riprendere più il filo con il quale muoversi in direzione dell&#8217;ordine?</p>
<p>Questa è la domanda che si pone Zorro che, ripercorrendo negli stralci della sua memoria, cerca di scorgere l&#8217;istante in cui la forza fece sì che il suo piano si potesse inclinare.</p>
<p>Nel suo racconto carsico i sedimenti degli eventi che hanno marcato la sua vita fino a quel momento vanno a costituire la storia di un uomo che, guidato dalla accidentalità del caso, recupera al prezzo di ogni certezza e comodità perduta soltanto un nocciolo di pesca da poter tenere nel palmo di una mano come ogni principio di libertà che si rispetti. La storia di Zorro diventa allora di tutti gli uomini, continuamente chiamati a scegliere tra l&#8217;ordine, le certezze, l&#8217;abitudine, le convenzioni sociali, da una parte, e la propria verità dall&#8217;altra».</p>
<p align="right"> <strong>Ettore Nigro</p>
<p></strong><strong></strong></p>
<p><em>In collaborazione con<strong> Asylum Anteatro ai Vergini </strong>e<strong> Associazione Materiali Vari</strong></em></p>
<p>Scene:<strong> Tiziana Scialò</strong> / Costumi:<strong> Giovanna Napolitano </strong>/ Disegno Luci:<strong> Ettore Nigro</strong> / Assistente alla regia:<strong> Daniele Sannino</strong></p>
<p>Info e prenotazioni: 081 549 0928 / Prezzo 10 euro, ridotto 7</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensione del libro &#8220;Sviluppare applicazioni con WordPress&#8221; di Thord Daniel Hedengren (Apogeo)</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/24/recensione-del-libro-sviluppare-applicazioni-con-wordpress-di-thord-daniel-hedengren-apogeo/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 19:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica e Web]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Apogeo]]></category>
		<category><![CDATA[Thord Daniel Hedengren]]></category>

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		<description><![CDATA[WordPress si è affermato, negli anni, come una delle piattaforme per la gestione dei contenuti (CMS, Content Management System) più diffuse al mondo. I costanti miglioramenti hanno reso sempre più semplice sia la procedura di installazione (peraltro spesso basta un click grazie ai pacchetti autoinstallanti messi a disposizione da un numero sempre crescente di hosting [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WordPress si è affermato, negli anni, come una delle piattaforme per la gestione dei contenuti (CMS, Content Management System) più diffuse al mondo. I costanti miglioramenti hanno reso sempre più semplice sia la procedura di installazione (peraltro spesso basta un click grazie ai pacchetti autoinstallanti messi a disposizione da un numero sempre crescente di hosting provider) sia l&#8217;inserimento e la modifica dei contenuti, sia testuali che multimediali. Non solo: con un po&#8217; di dimestichezza con l&#8217;HTML, con i fogli di stile e con PHP è possibile personalizzare il layout di un sito web basato su WordPress ottenendo risultati anche sorprendenti.<br />
Dopo una prima parte introduttiva su WordPress, che ne illustra i passi di installazione e configurazione ed il concetto di loop su cui si fonda il funzionamento della piattaforma, la seconda parte del libro di Hedengren è dedicata alla progettazione ed allo sviluppo di temi per WordPress. La terza parte illustra l&#8217;utilizzo di plug-in, fornendo un&#8217;utilissima carrellata dei plug-in più interessanti suddivisi per categoria. Ciò che caratterizza e distingue particolarmnete il libro è la quarta parte, dedicata agli utilizzi meno scontati di WordPress: come utilizzarlo come CMS, riducendolo agli elementi essenziali e personalizzando l&#8217;interfaccia di amministrazione, come integrarlo con i social network, ottenere nuovi effetti con le immagini e come impiegarlo in utilizzi non comuni, come la realizzazione di job board, di knowledge base in stile FAQ, di una directory di prodotti o di un sito di collegamenti, oppure servendosene come piattaforma di e-commerce. Insomma, è autoesplicativo l&#8217;inizio dell&#8217;ultimo paragrafo: &#8220;Potete creare tutto ciò che volete. Forse non proprio tutto, poiché anche WordPress ha dei limiti, ma quasi.&#8221;<br />
Navigando sul web è possibile trovare molta documentazione e molte risorse utili per addentrarsi nei meandri di WordPress, ma non sono molti i testi che ne offrono una disamina completa e sistematica, soprattutto nel panorama editoriale italiano. Il volume di Thord Daniel Hedengren, edito da Apogeo, si concentra soprattutto su aspetti meno noti e scontati: WordPress non solo per creare blog e siti ma per sviluppare vere e proprie web application sfruttandone al meglio la flessibilità e lo sconfinato ecosistema di plug-in che gravitano intorno alla piattaforma, completandone le funzionalità. Proprio questa peculiarità lo rende unico nel suo genere e prezioso per chi vuole sfruttare pienamente le innumerevoli potenzialità offerte da WordPress.</p>
<p>Link: il sito di Apogeo Editore &#8211; <a href="http://www.apogeonline.com">www.apogeonline.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto, al Teatro San Paolo di Roma dal 7 al 26 febbraio 2012</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/22/limportanza-di-chiamarsi-ernesto-al-teatro-san-paolo-di-roma-dal-7-al-26-febbraio-2012/</link>
		<comments>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/22/limportanza-di-chiamarsi-ernesto-al-teatro-san-paolo-di-roma-dal-7-al-26-febbraio-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Teatro San Paolo Via Ostiense 190 -  tel. 06/59606102 Dal 7 al 26 febbraio 2012 Oscar Wilde Musiche dei Beatles L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto con Lucia Ricalzone   Giuseppe Renzo   Patrizia Grossi Daniele Biagini   Ester Cantoni Giorgio Barlotti   Cristina Golotta disegno luci  Bruno Ilariuzzi   scene e costumi  CdB   trasporti B&#38;D Service adattamento e regia Ester Cantoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Teatro San Paolo</p>
<p align="center">Via Ostiense 190 -  tel. 06/59606102</p>
<p align="center">Dal 7 al 26 febbraio 2012</p>
<h1 style="text-align: center;" align="left"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><strong>Oscar Wilde</strong></span></h1>
<p style="text-align: center;"><strong>Musiche dei Beatles</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto</strong></p>
<p align="center">con</p>
<p align="center">Lucia Ricalzone   Giuseppe Renzo   Patrizia Grossi</p>
<p align="center">Daniele Biagini   Ester Cantoni</p>
<p align="center">Giorgio Barlotti   Cristina Golotta</p>
<p align="center">disegno luci  Bruno Ilariuzzi   scene e costumi  CdB   trasporti B&amp;D Service</p>
<h6 align="center">adattamento e regia Ester Cantoni</h6>
<h6 align="center">una produzione  Compagnia dei borghi</h6>
<p>Dopo il successo della passata stagione  torna al teatro San Paolo  dal 7 al 26 febbraio il capolavoro di Oscar Wilde, <em>L’importanza di</em> <em>chiamarsi Ernesto</em>, adattamento e regia di Ester Cantoni, con Lucia Ricalzone, Giuseppe Renzo, Patrizia Grossi, Daniele Biagini, Ester Cantoni, Giorgio Barlotti, Cristina Golotta.</p>
<p>La pièce è un capolavoro dell’arte del teatro,  messa in scena con gusto e ironia, con un occhio alla tradizione ed uno alla contemporaneità del testo. La scelta registica di ambientare la commedia nell’Inghilterra degli anni ’60, ha lo scopo principale di conciliare due diverse epoche di una stessa cultura, in modo da tracciarne le somiglianze e da sottolinearne le diversità.  E’ uno spettacolo giovane e frizzante,  sapientemente condito dalle musiche dei Beatles, che rievocano al pubblico immagini di un periodo carico di novità, di cambiamenti, di innovazioni.</p>
<p>La commedia narra della vicenda di John Worthing, innamorato di Gwendolein Fairfax, che finge di chiamarsi Ernest per poter meglio entrare nelle grazie della fanciulla. Nel frattempo, il cugino di Gwendolein, Algemon Moncrieff, amico fraterno di John e innamorato della pupilla di quest’ultimo, Cecily Cardew, per tentare di sedurre la ragazza, a sua volta finge di chiamarsi Ernest e di essere il fratello dissoluto di John. L’inganno ai danni delle due donne, non può durare a lungo, ma quando i due confessano la verità e tutto sembra volgere per il peggio, si viene a scoprire che John, abbandonato alla nascita, era stato realmente battezzato col nome di Ernest e che Algemon riusulta essere veramente suo fratello. John e Algemon si ritrovano, dunque ad essere stati per la prima volta sinceri, sebbene pensassero entrambi di aver mentito spudoratamente. Alle promesse di matrimonio di entrambe le coppie, che concludono l’opera con un lieto fine s’aggiunge anche quello tra il reverendo Chasuble e la signorina Prism, istitutrice di Cecily.</p>
<p><em>L’importanza di chiamarsi Ernesto</em> colpisce ancora oggi per la freschezza e per sagacia, conquista le simpatie e trova consensi in ogni tipo di pubblico, strappa applausi e risate a chiunque, di qualunque età esso sia.</p>
<p>In scena al Teatro San Paolo (via ostiense 190,tel.06/59606102 <a href="http://www.teatrosanpaolo.it/">www.teatrosanpaolo.it</a>) dal 7 al 26 febbraio.</p>
<p>Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.</p>
<p>Biglietti: intero euro 18, ridotto euro 14,under 18 euro 10.</p>
<p>Tutti a teatro: dal martedì al giovedì prezzo unico euro 12.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Teatro Galleria Toledo dal 24 al 29 gennaio 2012 Italianesi, di e con Saverio La Ruina</title>
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		<comments>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/22/teatro-galleria-toledo-dal-24-al-29-gennaio-2012-italianesi-di-e-con-saverio-la-ruina/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Toledo]]></category>

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		<description><![CDATA[24 – 29 gennaio 2012 al Teatro Galleria Toledo di Napoli ITALIANESI di e con Saverio La Ruina musiche originali eseguite dal vivo da Roberto Cherillo Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana; font-size: large;">24 – 29 gennaio 2012 al Teatro Galleria Toledo di Napoli</span></p>
<p><strong><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: x-large;">ITALIANESI</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">di e con</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Saverio La Ruina</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">musiche originali eseguite dal vivo da</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Roberto Cherillo</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale,<span style="color: red;"> </span>costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.</span></p>
<p><em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ispirato a storie vere</span></em><span style="font-family: Verdana;">.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">orario spettacoli<br />
</span></strong><span style="font-family: Verdana;">ore 21 / domenica ore 18</span></p>
<p><strong><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">lunedì 23 gennaio ore 17.30</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">UBIK LIBRI, Via Benedetto Croce, 28 – Napoli</span></strong></p>
<p><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">incontro</span></p>
<p><strong><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">ITALIANESI – IDENTITA’ DIVISE</span></strong></p>
<p><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">intervengono:</span></p>
<p><em><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">Prof. Eugenio Capozzi</span></em><span style="color: maroon; font-family: Verdana;">, storia moderna e contemporanea  </span></p>
<p><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">Università degli Studi Suor Orsola Benincasa</span></p>
<p><em><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">Prof. Paolo De Marco</span></em><span style="color: maroon; font-family: Verdana;">, storia contemporanea  </span></p>
<p><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">Seconda Università degli Studi di Napoli</span></p>
<p><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">con la partecipazione di:</span></p>
<p><em><span style="color: maroon; font-family: Verdana; font-size: small;">Saverio La Ruina</span></em></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">informazioni e prenotazioni<br />
</span></strong><span style="font-family: Verdana;">Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione<br />
via Concezione a Montecalvario, 34 80134 Napoli<br />
tel. 081 425037 – 081 5646162<br />
<a href="mailto:galleria.toledo@iol.it" target="_blank">galleria.toledo@iol.it</a><br />
<a href="http://www.galleriatoledo.org/" target="_blank">www.galleriatoledo.org</a><br />
</span><strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: small;">biglietti </span></strong></p>
<p><span style="color: black; font-family: Verdana;">intero</span><span style="font-family: Verdana;"> -<span style="color: black;"> 15 euro</span><br />
<span style="color: black;">ridotto</span> convenzionati e over 65<span style="color: black;"> </span>- 12 euro<br />
ridotto under30 -<span style="color: black;"> 8 euro</span></span></p>
<p><span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: small;">convenzionati con <strong><br />
</strong>Supergarage – via Shelley 11 – Napoli<br />
tel. 0815518708</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensione dello spettacolo &#8220;Questi Fantasmi&#8221; al Teatro Supercinema di Castellammare</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/21/recensione-dello-spettacolo-questi-fantasmi-al-teatro-supercinema-di-castellammare/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Giuffrè]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettura fedele del testo e interpretazione magistrale di Carlo Giuffrè in “Questi Fantasmi”, intramontabile commedia di Eduardo De Filippo andata in scena venerdì sera al Supercinema nell’ambito della stagione di prosa, diretta da Lello Radice. Magistrale nel senso stretto della parola, perché Carlo Giuffrè è un maestro del teatro napoletano. E sul palco si vede, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettura fedele del testo e interpretazione magistrale di Carlo Giuffrè in “Questi Fantasmi”, intramontabile commedia di Eduardo De Filippo andata in scena venerdì sera al Supercinema nell’ambito della stagione di prosa, diretta da Lello Radice. Magistrale nel senso stretto della parola, perché Carlo Giuffrè è un maestro del teatro napoletano. E sul palco si vede, eccome. Giuffrè ha talmente tanta personalità, esperienza e spessore artistico da non far rimpiangere allo spettatore neanche per un secondo il ‘mitico’ e indimenticato Eduardo, autore e interprete della commedia incentrata sulle sventure di Pasquale Lojacono. Neanche nel famosissimo monologo sulla felicità data da un caffè preso in tranquillità sul balcone di casa, dove si sottolinea “l’importanza del coppetiello di carta” (scena che si svolge davanti all’invisibile, ma sempre presente dirimpettaio professore Santanna) Giuffrè ammicca a quello che potrebbe sembrare un’imitazione di Eduardo. Davvero non ne ha bisogno. Altrettanto bravo e credibile fino all’ultima battuta è Piero Pepe nelle vesti del portinaio Raffaele, ladruncolo e pettegolo, che apre al protagonista la casa dei ‘fantasmi’, quel lussuosissimo appartamento in un palazzo secentesco piazzato nel cuore di Napoli con le sue 18 stanze e 68 balconi che porterà ‘fortuna’ a Pasquale Lojacono nonostante la fama di essere infestato dai fantasmi. Perché i ‘fantasmi’ serviranno, in realtà, a coprire agli occhi del protagonista i tradimenti della bella e giovane moglie, com’è noto dalla trama che chiunque appena un po’ appassionato di teatro napoletano conosce. Spicca per intensità anche l’interpretazione Antonella Cioli, nelle vesti di Armida la moglie tradita che si trasforma in una nuova anima dannata che si presenta agli occhi di Lojacono. Bella prova, dunque, per un testo che lascia sempre la stessa domanda nella testa e nel cuore dello spettatore: ma quali sono i fantasmi- i vivi o i morti- di cui avere più paura?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dal 24 al 29 gennaio 2012 David Larible, Il clown dei clown al Teatro Bellini di Napoli</title>
		<link>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/19/dal-24-al-29-gennaio-2012-david-larible-il-clown-dei-clown-al-teatro-bellini-di-napoli/</link>
		<comments>http://www.culturaspettacolo.it/2012/01/19/dal-24-al-29-gennaio-2012-david-larible-il-clown-dei-clown-al-teatro-bellini-di-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Circo e Dintorni presenta David Larible in Il clown dei clown scritto, diretto e interpretato da David Larible con David Larible Gensi Stephan Kunz  disegno luci Mirko Oteri direzione tecnica Alberto Fontanella, Roberto Medini produzione Alessandro Serena www.circoedintorni.it www.clown-net.com www.davidlarible.it È considerato il più grande clown al mondo. Si è esibito con successo in quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Circo e Dintorni</strong></p>
<p align="center">presenta</p>
<p align="center"><strong>David Larible</strong></p>
<p align="center">in</p>
<p align="center"><strong><em>Il clown dei clown</em></strong></p>
<p align="center">scritto, diretto e interpretato da <strong>David Larible </strong></p>
<p align="center">con</p>
<p align="center"><strong>David Larible</strong></p>
<p align="center"><strong>Gensi</strong></p>
<p align="center"><strong>Stephan Kunz</strong></p>
<p align="center"> disegno luci <strong>Mirko Oteri</strong></p>
<p align="center">direzione tecnica <strong>Alberto Fontanella, Roberto Medini</strong></p>
<p align="center">produzione <strong>Alessandro Serena</strong></p>
<p align="center">www.circoedintorni.it</p>
<p align="center">www.clown-net.com</p>
<p align="center">www.davidlarible.it</p>
<p>È considerato il più grande clown al mondo. Si è esibito con successo in quattro continenti, ha entusiasmato il pubblico del Madison Square Garden di New York (120.000 persone in un solo week end!). Ha vinto il prestigioso “Clown d’Oro” di Monte Carlo. Fra i suoi ammiratori Jerry Lewis e Woody Allen. Ma tutto questo non basta a descriverlo. Rapisce, seduce, commuove. Arriva in punta di piedi, lo sguardo distratto, le mani in tasca e il passo incerto. Pochi gesti e pochi movimenti trasformano il suo incedere in una strepitosa risata e una valanga di divertimento. Uno stile inconfondibile che attinge dalla tradizione circense del clown Augusto, passa per la Commedia dell’Arte e s’incontra con Charlie Chaplin.</p>
<p>Lo spettacolo, nel quale alterna gag visuali a brani musicali (suona cinque strumenti) è la storia di un inserviente che diventa artista coinvolgendo anche gli spettatori. Con lui sul palcoscenico il raffinato clown bianco catalano <strong>Gensi</strong> e il pianista tedesco <strong>Stephan Kunz</strong>. David trasforma anche noi, il pubblico. E al termine dello spettacolo, dopo averci fatto abbandonare la maschera allo spettatore, può abbandonare la sua per riprendere con umiltà da dove aveva iniziato: essere un uomo qualunque. Con l’anima del clown. Il clown dei clown.</p>
<p><strong>Orari:</strong> da martedì a venerdì ore 21:00 &#8211; mercoledì ore 17:30 e 21:00 &#8211; domenica ore 17:30<br />
<strong>Biglietti </strong>da euro 25,00 a 42, 00 &#8211; Palco Famiglia da euro 15,00 a 30,00<br />
<strong>Info botteghino:</strong> tel. 081/5499688 – mail: <a href="mailto:botteghino@teatrobellini.it" target="_blank">botteghino@teatrobellini.it</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.teatrobellini.it">www.teatrobellini.it</a></p>
]]></content:encoded>
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