Recensione del libro "Niente da ridere" di Livio Romano (Marsilio)
di: Sergio PalumboTitolo: Niente da ridere
Autore: Livio Romano
Editore: Marsilio
Pagine: 368
Prezzo: Euro 17
Il protagonista racconta, con l'apparente leggerezza
dell'autoironia, le proprie vicissitudini che, pur nella loro
casualità bizzarra, configurano una quotidianità piatta,
subita in modo nevrotico e che solo il frequente ricorso agli
ansiolitici rende meno soffocante. Eppure Gregorio Parigino
ha una moglie bella e intelligente, due bambine, un lavoro di
insegnante che non gli dispiace (anche se deve arrotondare
con qualche articoletto e qualche discorso accademico), un
numeroso parentado e degli amici affezionati. Ma la moglie
non accetta certi suoi lati caratteriali e glieli rinfaccia
spesso, le bambine impongono una continua attenzione che
limita gli spazi individuali, i parenti sono sanguisughe, gli
amici si installano a casa sua e reclamano una costante
assunzione di responsabilità nei loro confronti che, se
negata o trascurata, provoca in Gregorio penosi sensi di
colpa. Poi, a complicare le cose, intervengono i casi
accidentali della vita: due banali incidenti che gli causano
la frattura della gamba e, poi, di un braccio; l'incontro con
una donna conturbante con la quale, però, per l'irresolutezza
di entrambi il rapporto resta inconcludente e velleitario; la
candidatura alle elezioni imposta dal solito amico invadente
che si risolve in una serie di peripezie che sfiorano il
grottesco. Intorno c'è la realtà paesana di un luminoso Sud i
cui vecchi schemi economico-sociali e di costume sono sempre
più incalzati dal nuovo che avanza e spesso si sgretolano,
lasciando un drammatico vuoto. Così Gregorio, tipico "uomo
senza qualità" ma profondamente conscio dei propri e degli
altrui limiti, è schiavo di ricorrenti attacchi di panico,
che forse altro non è che paura di quel vuoto. Per superarli
- altro segno dei tempi - non c'è che il ricorso all'ausilio
della chimica: la pastiglietta prodigiosa che permette al
nostro eroe di rimettersi in piedi e riprendere il consueto
tran-tran col sorriso sulle labbra. Pur nella puntuale
precisione dei riferimenti umani e socio-culturali, il
racconto sembra procedere in modo svagato, con frequenti
flashback che irrompono nel passato senza un preciso ordine
cronologico, ma per trasalimenti emotivi dal sapore
dolceamaro dove l'amaro è alla fine il gusto
predominante.
Link: il sito di Marsilio Editori - www.marsilioeditori.it
Recensione del libro "Introduzione alle SOA" di Nestore Paolo Fantuzzi (Hoepli)
Si sente molto parlare di SOA, sembra la vera e propria panacea per tutti i problemi degli odierni sistemi informativi, la nuova frontiera architetturale a cui tendere ed ognuno sostiene che i propri software siano progettati con un'architettura SOA, ma, spesso, dietro questo termine si nasconde un incredibile caos e ciascuno, in questa sigla, ci vede, più o meno in buona fede, una cosa diversa. Questa confusione è stata anche causata da un'evoluzione velocissima delle diverse architetture software e dalla carenza di standard, poiché l'evoluzione è troppo più rapida dell'attività di standardizzazione: EAI, BPM, Web Service, SOA, ESB, BPEL... Sono tante...
Recesione del libro "Il cadavere in bicicletta" di Riccardo Pazzaglia (Dario Flaccovio)
"Il cadavere in bicicletta e altri divertenti delitti" è una gustosissima raccolta di racconti postumi di un genio dello humour partenopeo: Riccardo Pazzaglia, da poco scomparso e di cui già si sente una grande mancanza. Sei racconti ambientati a Londra, che vendono protagonisti sempre ispettori di Scotland Yard, con personaggi dagli improbabili nomi di scrittori, di scienziati, di illustri figure del passato. Sei racconti che, proponendosi provocatoriamente di ascriversi alla categoria del "giallo", stravolgono i canoni narrativi del genere, prendendone in giro le convenzioni, sbeffeggiandole e sdrammatizzandole. Nell'ambito di un genere come il noir questo "prendersi non troppo sul serio", questo...










