Apre il mese di ottobre a Nettuno la fiera di libri di poesia e piccoli editori nel Lazio

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Il 4 settembre il Mas Fest 2010 ad Avellino

Anche quest'anno torna il Mas Fest, il festival musicale ad ingresso gratuito organizzato dall'associazione culturale Koinè Art Lab.   L'appuntamento è per Sabato 4 Settembre al Parco Palatucci di Avellino, in via Morelli...
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Pirandelliana 2010, dal 6 luglio all'8 agosto a Roma

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Sei qui: Home > Comunicati stampa > "Dove scorre il Sebeto" al Teatro Sancarluccio Napoli dal 28 aprile al 2 maggio 2010
 Dove scorre il Sebeto  al Teatro Sancarluccio Napoli dal  28 aprile al 2 maggio 2010

"Dove scorre il Sebeto" al Teatro Sancarluccio Napoli dal 28 aprile al 2 maggio 2010

di: Redazione

Al Teatro Sancarluccio
(via San Pasquale a Chiaia, 49 – Napoli; tel. 081405000 )
 
da mercoledì 28 aprile a sabato 1° maggio 2010 ore 21.00
 domenica 2 maggio ore 18.00
 
Teen Theatre
presenta
“Dove scorre il Sebeto
lenta immersione nella città dolente”
regia Raffaele Rizzo
 
TEATRO DI POESIA E VISIVITÀ
Da Sebeto, poema in idioma napoletano di Mimmo Grasso
 
con:
il poeta ettore  - Ettore Nigro
il poeta lucio -  Lucio Pacifico
il sebeto memoria e metafora  - Chiara Orefice
il poeta monica  - Monica Palomby
il poeta Arturo  - Arturo Muselli
 
In scena al Sancarluccio, nell’ambito del ciclo Teatro-poesia, Dove scorre il Sebeto. Lenta immersione nella città dolente. Trasposizione dal poema Sebeto, in idioma napoletano, di Mimmo Grasso alla piéce teatrale diretta da Raffaele Rizzo. Il luogo della poesia, quindi, riproposto come luogo del teatro-poesia.
Gli attori (Ettore Nigro, Lucio Pacifico, Chiara Orefice, Monica Palomby, Arturo Muselli), attraverso suggestioni, gesti, immagini e suoni, rievocano il fiume fantasma che, scomparso misteriosamente, diviene autentica metafora di Napoli e del suo popolo.
Il ritmo dei versi s’intreccia con i suoni degli strumenti che scandiscono la diversità degli stili e delle immagini rievocate. Lo spettacolo non si esaurisce nella performance in sé, ma suscita nello spettatore la rielaborazione delle immagini attraverso personali percorsi di memoria.
 
Note di regia
Dove scorre il Sebeto. Non è noto se esso stesso si sia scavato il suo nuovo letto o se, più probabilmente, la mano dell’uomo, col suo cemento, l’abbia deviato in un diverso, carsico, corso. Ed è anche in ragione della sua misteriosa scomparsa che il fiume è assurto a metafora della città e, per molti aspetti, dell’uomo napoletano. Un dato culturale dunque, più che un’ipotesi idrogeologica. E nel dato culturale sono presenti anche sofferenze e colpe di un popolo che, con il suo ricco idioma, compie un lungo viaggio alla ricerca del fiume perduto. Ora il Sebeto attraversa i suoi valori linguistici nella trasposizione dal poema alla piéce teatrale. È qui il senso del poema di Mimmo Grasso, e qui il punto di partenza della messa in scena.
 
La sequenza di spunti gestuali vuole mescolare emozioni inesplicate nell’universo interiore dello spettatore. Il luogo della poesia, quindi, riproposto come luogo del teatro-poesia. Il gesto mimico inatteso e la visività scenica, che appaghi o inquieti, non ha le motivazioni ovvie della naturalità. Il verso, in un dialetto ricco di suggestioni, ha un ritmo poetico quasi visivo, anch’esso. È l’immagine del fiume: “impassibile, coi flutti come attori di drammi molto antichi” (A. Rimbaud - Il battello ebbro).
In scena gli attori propongono una serie di gesti coerenti col proprio sentire. I toni e gli accenti recitativi si sottraggono alla ovvietà del ritmo consueto, tale da suscitare un intellettuale coinvolgimento dello spettatore al quale è dato di esprimere la propria valutazione della pièce, andando oltre il tempo reale, registrando parole, suoni, gesti e visività, da ricompattare finalmente attraverso propri percorsi di memoria. È stata volutamente evitata ogni connotazione troppo facile di napoletanità, dalla tammorra alla cantata. In “Dove scorre il Sebeto”, infatti, Napoli è presente nella sua complessità. I segni sono tutti, naturalmente, figli di Partenope e dei suoi radicamenti culturali: la sua grecità, le sue lacerazioni storiche, i suoi spunti religioso-popolari, ma anche una moderna, sofferta consapevolezza.
Raffaele Rizzo
 
Disegno luci: Ettore Nigro
Grafia gestuale: Chiara Orefice
Sonorità: Stefano Costanzo
Assistente di regia: Stefania Candela
Scena e costumi: Eleonora Medolla e r.r.
Realizzazione scena: Bruno Artuso
Teatro Sancarluccio - 081 405000
Prezzo biglietto: € 10
 

26/04/2010

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