La prima di "Stand up! The new revolution" al Teatro Bellini di Napoli
di: Alessandra Staiano e Sergio PalumboAd oltre duemila anni dalla nascita di Gesù, il messaggio di pace, speranza ed amore per il prossimo oltre ogni diversità è ancora un messaggio rivoluzionario. E, si sa, in musica rivoluzione fa rima con contaminazione e CeCe Rogers in questo è maestro: l’intensità del gospel incontra il ritmo dell’hip hop e sul palco scoppia l’energia. La combinazione, decisamente inedita, è alla base di “Stand Up! The new revolution” lo spettacolo che CeCe Rogers porta in scena al teatro Bellini di Napoli dal 4 al 6 dicembre 2009. Entusiasta la reazione del pubblico che ha seguito la prima di questo concerto-spettacolo, in cui si fondono le musiche originali dell’artista statunitense che conta nella sua carriera prestigiose collaborazioni come quelle con i mostri sacri della black music James Brown e Aretha Franklin, e coreografie coinvolgenti in cui sono impegnati quaranta ballerini italiani e afro-americani.
Protagonista indiscusso della scena CeCe, al secolo Kenneth Rogers, che dimostra il suo grande talento artistico grazie all’intensità della voce e lo stile graffiante e la sua naturale simpatia attraverso il dialogo diretto con il pubblico e le battute sulle differenze tra la lingua e il modo di pensare degli italiani e degli statunitensi.
Il concerto gospel è decisamente insolito: rivisita completamente la struttura corale classica fondendosi con l’hip-hop e dando così vita a nuove sonorità, molto coinvolgenti. Merito delle coreografie di David Bellay, Betti Style e Alberto Palmisano e gli arrangiamenti musicali affidati allo stesso CeCe Rogers e di Fabio Serri. Il palco si riempie di energia in più di un passaggio dello spettacolo.
Pezzi fortemente ritmati si alternano a melodie gospel più classiche in un alternarsi di emozioni e sensazioni. A fare da filo conduttore c’è il linguaggio universale della musica e del ritmo, ma soprattutto il messaggio positivo che CeCe Rogers intende comunicare al suo pubblico: la rivoluzione è dentro ognuno di noi, basta guardare dentro sé stessi per scoprire il proprio personale desiderio di cambiamento e trovare la forza per portarlo fino in fondo.
Link: il sito del Teatro Bellini - www.teatrobellini.it
Recensione del libro "Un osso in gola" di Anthony Bourdain (Marsilio)
Coltelli da cucina si tingono di rosso in questa storia splatter ambientata tra ristoranti e locali di New York. Tommy, il giovane aiuto-cuoco del Dreadnaught, ha una passione per la cucina coltivata fin da piccolo, quando la madre cucinava nello loro casa per la gente del quartiere. Tanti ospiti frequentavano casa e spesso si fermavano a cena, perciò la donna si faceva aiutare dal figlio, che così cominciò ad appassionarsi alla cucina. Questa passione lo tenne fuori dal giro del malaffare, che aveva portato con sè tutti i suoi amici di infanzia. Fece tanta gavetta nei ristoranti della zona, anche lavorando...
Recensione del libro "Storia delle merende infami" di Nino Filastò (Maschietto Editore)
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