Di: Sergio Palumbo

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” Così scriveva Dante un po’ di secoli fa ed oggi lei, la Piccola Italia (Caterina Pontrandolfo), è al centro della platea del Teatro Bellini di Napoli, a cantare a squarciagola l’inno nazionale, con fiero orgoglio patriottico. Il suo canto ben presto si fa triste, ma lei imperterrita continua a cantare “Be Italian , live today as if it may become your last” e che visse d’arte e visse d’amore, si lancia in una sgangherata tarantella e ritorna, in lacrime, ad intonare l’inno nazionale. Sui palchi gli artisti sventolano svogliatamente i tricolori, ma quando la Piccola Italia inizia a cantare “’O surdato ‘nnammurato”, non ne possono più ed iniziano ad inveire contro di lei, la loro nazione, che dimentica sempre di più l’arte e la cultura e li spinge ad emigrare. Le grida dai palchi “Vergogna! Vergogna!” la subissano, ma lei prova ad ostentare ancora felicità e gioia, finché non dirompe in un pianto disperato. E mentre si chiama il capitano per salvare un uomo in mezzo al mare, gli artisti si organizzano e danno vita al primo, unico, bordello dell’arte: è tornato Dignità Autonome di Prostituzione!

Lo spettacolo di Luciano Melchionna, che da otto anni va in scena, sempre diverso e sempre unico, torna al Teatro Bellini di Napoli con un ricchissimo cast di attori in buona parte rinnovato, nel suo format geniale che ne ha decretato, negli anni, un enorme successo. Il pubblico, all’ingresso, riceve dei “dollarini”, con cui potrà pagare gli attori (i prostituti e le prostitute del bordello) per ottenere una “pillola di piacere teatrale”: un monologo interpretato per un piccolo gruppo di spettatori, riuniti nei luoghi più improbabili del teatro (uffici, camerini, bagni) o addirittura fuori dal teatro (birrerie e locali nei dintorni). Il costo della prestazione è oggetto di apposita contrattazione durante la quale l’interazione tra pubblico ed artista dà luogo a divertenti siparietti. Una volta pagato l’artista, si può assistere al suo monologo. Ce n’è per tutti i gusti, dal drammatico al comico, ma lo si scopre solo durante l’interpretazione, con un magico effetto sorpresa. Gli artisti sono tanti (circa una cinquantina) e la scelta è davvero ardua, ma nessuno vieta che non si possa ritornare un’altra volta, e magari un’altra e un’altra ancora, per vivere emozioni sempre nuove e sempre diverse.

La qualità dei testi (molti dei quali di Luciano Melchionna) e degli attori fa il resto. Ad esempio, la direttrice del bordello, Lia, è interpretata da un magistrale Daniele Russo, con un monologo vigoroso ed appassionato, mentre Martina Galletta, già nota al pubblico del Bellini e del Piccolo Bellini per le sue ottime interpretazioni in “Arancia Meccanica” ed in “Some Girls”, si fa apprezzare per la sua spigliatezza ed una straordinaria capacità espressiva mentre cerca una risposta divina ai suoi dubbi ed alle sue insicurezze. Clio Evans, che veste i panni della conturbante Wanda dall’improbabile voce, cambia completamente registro quando conduce il pubblico nel mondo della donna affascinata dalla luna, con una toccante intimità ed un finale sorprendente. Alessandro Lui, abilissimo nei cambi di registro, racconta le scottanti verità del suo personaggio, lasciando aperto il finale all’immaginazione del pubblico, invitato a completarlo (lo si potrebbe definire un “monologo 2.0”), mentre Luciano Giugliano è uno scugnizzo che racconta una storia sconvolgente con un ingenuo candore, che ne accentua nettamente la tragicità. Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che può succedere in una sera nella “Casa chiusa dell’Arte”, dove poi, poco dopo la mezzanotte, si torna in platea per il gran finale, con musica, balli e tante risate.

Dignità Autonome di Prostituzione, spettacolo di Luciano Melchionna, sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli fino al 15 marzo 2015. Assolutamente da non perdere.

Link: il sito del Teatro Bellini di Napoli – www.teatrobellini.it