La scortecata

liberamente tratto da Lo cunto de li cunti

di Giambattista Basile

testo e regia Emma Dante

con Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola

elementi scenici e costumi Emma Dante

luci Cristian Zucaro

assistente di produzione Daniela Gusmano

assistente alla regia Manuel Capraro

produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo

in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale

coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

La scortecata è il primo dei due lavori che costituiscono la piccola monografia che il Teatro Bellini ha scelto di dedicare a Emma Dante, che proseguirà con Bestie di scena.

Ispirato alla fiaba de Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, La scortecata, che ha debuttato nell’ambito del Festival dei due Mondi di Spoleto 2017 incantando pubblico e critica, narra la bizzarra vicenda di due anziane sorelle, Rusinella e Carolina, che vivono insieme malsopportandosi e non si rassegnano alla vecchiaia. Capita che un giorno il re, sentendo cantare una delle due e credendo che la voce appartenga a una bella giovane, se ne innamori e cominci a corteggiarla; le due escogitano dunque un piano per non fare scoprire l’equivoco al re: nascoste dietro la porta, porgono solo il dito mignolo allo spasimante, attraverso la serratura. Facendo così, riescono a ottenere un incontro al buio con il sovrano, che però durante la notte d’amore accende un lume, si accorge dell’inganno e getta l’orrida amante dalla finestra. La vecchia sopravvive perché si aggrappa a un ramo, ma una fata, commossa dalla sua vicenda, la tramuta in una giovane fanciulla e alla fine il re la sposa, mentre l’altra sorella pazza d’invidia, si fa scorticare dal barbiere per eliminare la sua pelle grinzosa e farla ricrescere nuova, come se fosse una giovinetta.

Emma Dante si appropria completamente della novella affidando a due uomini – Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola – i ruoli delle due vecchine e facendoli muovere su una scena scarna, abitata solo da due sedioline, un castello in miniatura e un baule. I due interpreti drammatizzano il testo, passando dalla narrazione in terza persona all’immedesimazione, scambiandosi continuamente i ruoli e saltando da un registro all’altro senza soluzione di continuità.

L’artista palermitana conserva nella sua essenza la scanzonata morale di Basile, descrivendo come «Il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia».

FotoC: © Festival di Spoleto / ph.MLAntonelli-AGF

Teatro Bellini, dal 29 gennaio al 3 febbraio

Orari: feriali ore 21:00, mercoledì ore 17:30 e 21:00, sabato ore 17:30 e 21:00, domenica ore 18:00

Prezzi: da 14€ a 32€ – 15€Under29 tutti i giorni della settimana

Durata: 60 min

Note di regia

Oh, Valentine, un favore,” disse Maximilien “il vostro dito     mignolo,        che     io possa baciarlo attraverso queste assi!”

Valentine salì su una panchina, e passò, non il mignolo attraverso l’apertura, ma tutta la mano  al di sopra del recinto. Maximilien mandò un grido, e, arrampicandosi con un  balzo  sullo steccato, afferrò quella mano adorata, e vi impresse le    labbra ardenti; ma subito la piccola mano sgusciò dalle sue, e il giovane sentì fuggire Valentine, spaventata forse per quella sensazione a lei sconosciuta. (Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas)

Lo cunto de   li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate.

Prendendo spunto dalle fiabe     popolari, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e   invettive popolari, produce modi e forme espressamente      teatrali tra     lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.

Come una partitura metrica, la lingua di Basile          cerca  la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi        della   scrittura.

La scortecata è lo trattenimiento decemo de la iornata primma e     narra  la storia di un re       che s’innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura, la invita            a dormire con lui.    Ma dopo l’amplesso,   accorgendosi di essere      stato   ingannato, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da            lì passa una fata che le     fa un incantesimo e diventata una           bellissima giovane, il re se la       prende per    moglie.          

In una scena vuota, due uomini, a cui sono affidati I ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il      re.      

Basteranno   due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un       castello in miniatura per evocare il         sogno.

Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza        l’altra. Per far passare il tempo nella loro           miseria vita inscenano la favola con umorismo e volgarità, e quando alla fine non arriva il fatidico: “e vissero         felici e contenti…” la più giovane, novantenne,            chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla    pelle   vecchia la pelle nuova.     

«Il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia; per sbiancare le pellecchie della carne rovinano le ossa dei denti e per dare luce alle membra coprono d’ombre la vista. Ma, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si da a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa».

Emma Dante

Nata a Palermo nel 1967, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo. Drammaturga e regista si è diplomata a Roma nel 1990 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Nel 1999 costituisce a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale con la quale vince il premio Scenario 2001 per il progetto mPalermu e il premio Ubu 2002 come novità italiana. Nel 2001 vince il premio Lo Straniero, assegnato da Goffredo Fofi, come giovane regista emergente, nel 2003 il premio Ubu con lo spettacolo Carnezzeria come migliore novità italiana e nel 2004 il premio “Gassman” come migliore regista italiana e il premio della critica (Associazione Nazionale Critici del Teatro) per la drammaturgia e la regia. Nel 2005, vince il premio Golden Graal come migliore regista per lo spettacolo Medea.

Ha pubblicato Carnezzeria. Trilogia della famiglia siciliana con una prefazione di Andrea Camilleri e il suo primo romanzo via Castellana Bandiera (Rizzoli 2008), vincitrice del premio Vittorini e del Super Vittorini 2009. Nell’ottobre del 2009 le viene assegnato il premio Sinopoli per la cultura. Nel 2009 inaugura la stagione del Teatro alla Scala con la regia di Carmen di Bizet diretta da Daniel Barenboim.

Sono stati in repertorio dal 2000 al 2010 in Italia e all’estero: mPalermu, Carnezzeria, Vita mia, Mishelle di Sant’Oliva, Medea, Il festino, Cani di bancata, Le pulle e tre favole per bambini e adulti pubblicati da Dalai editore: Le principesse di Emma.

Dal gennaio 2011 gira in Italia e all’estero lo spettacolo “la trilogia degli occhiali”, pubblicato da Rizzoli, costituito da tre capitoli: Acquasanta, il castello della Zisa e Ballarini. Nell’aprile 2012 debutta a Parigi all’Operà Comique La muta di Portici di Auber diretta da Patrick Davin che viene ripresa nel marzo 2013 al teatro Petruzzelli di Bari con la direzione di Alain Guingal con grande successo di pubblico e di critica. Con La muta di Portici vince il premio Abbiati nel 2014.

Nell’ottobre 2012 debutta, al teatro Olimpico di Vicenza, verso Medea tratta da Euripide, con musiche e canti composti ed eseguiti dal vivo dai fratelli Mancuso.

Nel 2013 Presenta in concorso alla 70 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film Via Castellana Bandiera tratto dall’omonimo romanzo, a conclusione della quale Elena Cotta vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Lo spettacolo vince anche il Premio Soundtrack alla miglior colonna sonora, Premio Navicella, attribuito dalla Rivista del Cinematografo e il Premio Lina Mangiacapre. Il 18 gennaio 2014 inaugura la stagione del Teatro Massimo di Palermo con Feuersnot di Richard Strauss con la direzione di Gabriele Ferro. Nel 2014 riceve l’incarico biennale di direttrice artistica del 67 ciclo di spettacoli classici al teatro Olimpico di Vicenza. Nel 2014 debutta al Teatro Mercadante di Napoli Le sorelle Macaluso coprodotto dal Theatre National di Bruxelles e dal Festival d’Avignone all’interno del progetto “cities on stages”; nel 2014 lo spettacolo vince il premio “Le Maschere” come miglior spettacolo dell’anno, il Premio della critica 2014 e il Premio Ubu per la regia per il miglior spettacolo 2014. Nel 2014 debutta al teatro Kismet di Bari Operetta burlesca prodotto dalla Compagnia Sud Costa Occidentale. Nello stesso anno, diventa regista principale al teatro Biondo, e direttrice della “Scuola delle Arti e dello Spettacolo” costituita all’interno del teatro stabile della città di Palermo.

Alla fine del primo corso della scuola da lei diretta nasce lo spettacolo Odissea A/R che va in tournèe nei più importanti teatri d’Italia. Nel 2014 vince il premio De Sica per il teatro e il Premio Ipazia all’eccellenza femminile. Nel 2015 inaugura la stagione del teatro Massimo con Gisela! Di Hans Werner Henze, nel 2016 al Teatro dell’Opera di Roma, firma la regia de La Cenerentola di Rossini diretta da Alejo Perez; nel 2017 apre la stagione del Teatro Massimo con Macbeth di G. Verdi diretto da Gabriele Ferro.

Nel 2017 debutta al Teatro Strehler Bestie di scena coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano, Atto Unico/ Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo e Festival d’Avignon e, sempre nel 2017 debutta al Teatro Comunale di Bologna il dittico: Voix Humaine e Cavalleria Rusticana diretto da Michele Mariotti. Il 6 luglio 2017 debutta a Spoleto – 60° edizione Festival dei Due Mondi La scortecata e il 10 maggio 2018 ha inaugurato il 54° Festival al Teatro Greco di Siracusa con Eracle di Euripide, nella traduzione di Giorgio Ieranò.