Di: Sergio Palumbo

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Debuttato in Prima Nazionale al Teatro Diana di Napoli, “Qualcosa è andato storto!”, scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso, porta ancora una volta sul palco l’universo familiare come nodo irrisolto delle relazioni contemporanee. Ambientata in una casa di campagna che a sipario aperto appare rassicurante e quasi idilliaca, la nuova commedia si rivela immediatamente per ciò che è: un’indagine corrosiva e al tempo stesso profondamente umana sull’implosione dei legami quando la malattia, il denaro e le frustrazioni accumulate per anni diventano fattori detonanti. Al centro del racconto c’è Corrado Postiglione, avvocato squattrinato, che tenta da tempo di mantenere un equilibrio impossibile tra la sua professione fallimentare e un nucleo familiare tanto numeroso quanto ingestibile. Il precipitare degli eventi inizia con un malore improvviso della madre Maria, figura al tempo stesso fragile e tirannica, e si compie con la scoperta di un’eredità evaporata nel vizio del gioco, tra conti prosciugati, ipoteche e un misterioso “gratta e vinci” che diventa l’emblema di un’avidità diffusa e feroce. La dinamica che Buccirosso scrive e costruisce procede per svelamenti successivi: ogni personaggio porta in scena la propria quota di verità taciute, di tensioni sotterranee e di rancori sopravvissuti agli anni, mentre la casa, lungi dall’essere un rifugio, diventa un labirinto di conflitti incrociati.

La regia dell’autore è calibrata con cura millimetrica: ritmata, precisa, costruita su un continuo gioco di entrate, fughe e riprese che restituisce il frastuono emotivo della famiglia Postiglione. Gli spazi della casa permettono di visualizzare la tensione crescente e quel movimento perpetuo che impedisce ai personaggi di trovare un attimo di tregua. Buccirosso alterna con naturalezza momenti di comicità vigorosa a improvvisi scarti drammatici, senza mai forzare il tono, lasciando che il riso nasca dalla fragilità e dall’inadeguatezza dei personaggi più che da situazioni artificiosamente comiche. La regia vive nella precisione del ritmo e nella capacità di orchestrare un caos che sembra spontaneo ma che è in realtà il frutto di un controllo rigoroso, cifra distintiva del suo teatro.

Sul piano interpretativo, la scena appartiene soprattutto a Carlo Buccirosso, che costruisce un Corrado Postiglione vibrante e stratificato: un uomo sconfitto eppure ancora capace di credere nella possibilità di riportare ordine in un mondo che non gli concede alcuna tregua. La sua prova unisce tempi comici impeccabili e un’intensità drammatica che esplode nei momenti di maggiore esasperazione, confermando una maturità scenica che va oltre il semplice ruolo di capocomico. Accanto a lui, l’interpretazione più rilevante è quella di Elvira Zingone nel ruolo di Matilde, la nipote ribelle e affettivamente più leale dell’intero nucleo familiare. La sua presenza introduce una dissonanza emotiva decisiva: Matilde è la sola voce fuori dal coro, un personaggio che tenta di riportare l’attenzione sul valore degli affetti in un contesto in cui tutto pare precipitare verso il calcolo e la convenienza. Attorno a loro, il resto della compagnia, con Peppe Miale, Fiorella Zullo, Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano e l’irresistibile Tilde De Spiritto nel ruolo della nonna, compone un coro compatto e ben diretto, capace di sostenere il ritmo serrato della commedia e di dare vita, senza mai cadere nell’eccesso, a quel clima familiare di tensione permanente che costituisce il cuore dello spettacolo.

Gli elementi scenici completano con efficacia la visione dell’autore: le scenografie di Gilda Cerullo delineano un interno domestico realistico ma pronto a trasformarsi in campo di battaglia, mentre i costumi di Zaira De Vincentis differenziano con sobrietà i caratteri e i mondi di provenienza dei vari membri della famiglia. Le musiche originali di Cosimo Lombardi, tra cui l’utilizzo evocativo di un mangiacassette vintage che diffonde una mazurka ormai fuori dal tempo, contribuiscono a sottolineare il contrasto tra l’apparente quotidianità e la tensione sotterranea che percorre tutta la vicenda. Il lavoro sulle luci è calibrato per accompagnare il passaggio da scene corali tumultuose a momenti più intimi, in cui la solitudine dei personaggi emerge con maggiore chiarezza.

“Qualcosa è andato storto!” scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso, sarà in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 7 dicembre 2025.

Link: il sito del Teatro Diana di Napoli – www.teatrodiana.it