Di: Sergio Palumbo
Tempo di lettura stimato: 2 minutiIn scena dal 24 febbraio all’8 marzo 2026 al Teatro Bellini, “Sabato, domenica e lunedì” di Eduardo De Filippo torna a interrogare il pubblico sulla natura fragile e tenace dei legami familiari in un allestimento firmato da Luca De Fusco, che sceglie consapevolmente la via della chiarezza e dell’ascolto, restituendo centralità assoluta alla parola eduardiana e al lavoro degli attori. La commedia in tre atti, costruita attorno alla preparazione rituale del ragù domenicale e alla crisi silenziosa di una coppia borghese, si sviluppa come un concerto di voci, un intreccio di microconflitti domestici che, tra ironia e malinconia, scava nelle pieghe dell’orgoglio, del sospetto e del bisogno di riconciliazione. Il testo si muove su un crinale sottile: parte da un impianto realistico minuzioso, quasi naturalistico, approdando a una dimensione più intima, dove il non detto pesa quanto le battute e ogni gesto quotidiano diventa rivelatore di un’incrinatura più profonda. In questo senso l’operazione registica evita qualsiasi sovrastruttura concettuale o forzatura attualizzante, con un impianto che si affida alla solidità drammaturgica e alla precisione ritmica, come se il regista si ponesse non come demiurgo, bensì come direttore d’orchestra di una partitura già compiuta.
La regia di De Fusco lavora per sottrazione e misura, orchestrando con equilibrio i movimenti corali e lasciando che le dinamiche familiari si accendano progressivamente sotto gli occhi dello spettatore. I tempi sono calibrati con attenzione, le pause diventano zone di tensione, i silenzi si caricano di senso. L’allestimento scenico di Marta Crisolini Malatesta disegna un interno domestico credibile ma non opprimente, uno spazio abitato che suggerisce una quotidianità stratificata, in cui la cucina e la tavola assumono un valore quasi simbolico: luogo di condivisione e al tempo stesso campo di battaglia emotivo. I costumi, anch’essi firmati da Crisolini Malatesta, restituiscono con discrezione un contesto borghese riconoscibile, senza caricature, mentre le luci di Gigi Saccomandi accompagnano i passaggi emotivi con delicate variazioni, scolpendo gli ambienti senza mai sovrastarli. L’impressione complessiva è quella di uno spettacolo “chiaro”, nel senso più nobile del termine: leggibile, coerente, rispettoso del testo e capace di renderne attuale la vibrazione umana.
Al centro della scena si impone Teresa Saponangelo, che costruisce una Rosa Priore di straordinaria finezza psicologica: il suo è un personaggio che oscilla tra fierezza e vulnerabilità, tra desiderio di essere riconosciuta e paura di esporsi. L’attrice lavora sulle sfumature, sui piccoli scarti tonali, su uno sguardo che si incrina appena prima che la parola si faccia più dura, restituendo il ritratto di una donna che difende il proprio spazio affettivo con dignità e ostinazione. Accanto a lei, Claudio Di Palma offre un Peppino misurato e complesso, lontano da facili macchiettismi: il suo tormento non è mai gridato, ma affiora in una gestualità trattenuta, in una rigidità che tradisce l’insicurezza di un uomo incapace di chiedere apertamente conferme. Il confronto tra i due protagonisti diventa così il cuore pulsante dello spettacolo, un duello fatto di mezze frasi, allusioni e improvvisi scarti emotivi che culminano in una riconciliazione tanto semplice quanto necessaria. Intorno a loro si muove un ensemble compatto e ben amalgamato: Pasquale Aprile, Alessandro Balletta, Anita Bartolucci, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Antonio Elia, Maria Cristina Gionta, Gianluca Merolli, Domenico Moccia, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra e Mersila Sokoli compongono un affresco corale vivace e credibile, in cui ogni figura trova un proprio spazio espressivo senza mai rompere l’equilibrio d’insieme.
“Sabato, domenica e lunedì”, di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Fusco, sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli fino all’8 marzo 2026.
Link: il sito del Teatro Bellini di Napoli – www.teatrobellini.it




“La Venere dei terremoti”, di Manlio Santanelli, dal 13 al 15 marzo 2026 al Teatro Serra di Napoli
“L’ultima corsa di Fred”, di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro, dal 3 al 15 marzo 2026 al Piccolo Bellini di Napoli