Di: Maresa Galli

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Al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo è andato in scena “Elogio della vita a rovescio”, prima produzione ispirata all’opera di Han Kang, la scrittrice sudcoreana Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il progetto è diretto da Daria Deflorian, che lo firma con l’attrice Giulia Scotti, collaborazione alla drammaturgia e fotografie di Andrea Pizzalis. “Elogio della vita a rovescio” è il titolo desunto dall’omonimo saggio di Karl Kraus. Diviso in tre atti, il racconto è incentrato sul celebre romanzo “La vegetariana”, e sulle altre opere della scrittrice, “cantrice della fragilità umana”: “White Book”, “Atti umani” e “Convalescenza”, fondendo elementi biografici e riflessioni esistenziali. Al microscopio, i legami familiari, con la violenza delle relazioni domestiche, microcosmo del mondo ancora più violento e crudele. Giulia Scotti in scena esplora il rapporto con la natura, con la vita e la morte, con la sorella che non ha conosciuto, morta alla nascita. La scrittura, salvifico legame con la parte più intima e profonda del sé, è l’unico modo di riscoprire la profondità della vita.

Violenza e amarezza permeano i romanzi di Kang, ma anche la poesia, la ricerca dell’ineffabile. Un rapporto osmotico tra due sorelle, con la maggiore fragile, confusa. Traumi personali e traumi storici si intrecciano nel monologo che sottolinea la potenza dei legami, la perdita, la malattia, lo straniamento del sé, il silenzio come atto resiliente. La pièce è nello stile immaginifico, quasi fantastico, della scrittrice che fonde vita e letteratura.