Di: Maresa Galli

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Il Festival Barocco ha promosso il progetto “La forma canzone” a Napoli. Storia, suoni e protagonisti, presentato il 16 marzo 2026 nel Salone degli Specchi di Palazzo Serra di Cassano. Preziosi gli interventi dei relatori, nel loro excursus storico musicologico della musica della scuola napoletana, nel passaggio dalle villanelle alla forma canzone, uno dei massimi contributi dell’Italia alla storia della musica europea tra XVI e XVIII secolo.

Gianfranco Campione affascina l’uditorio con la storia de “I Passatempi musicali: 200 anni di riconoscimenti e dimenticanze”.

Oltre tre secoli di storia musicale, che hanno attraversato la villanella, la canzone barocca fino all’aria d’opera e alla canzone napoletana ottocentesca.

Massimo Distilo racconta “La famiglia Cottrau, prima messaggeria musicale nel mondo. Inquadramento storico: i Cottrau e la forma canzone”. Grande personaggio, Guglielmo Cottrau raccolse su carta melodie ascoltate e tramandate solo oralmente. Le armonizzò e le adattò per la pubblicazione, collegando musica popolare e colta. Tra i suoi collaboratori e amici più cari vi fu Gaetano Donizetti, del quale fu anche editore. La pubblicazione dei Passatempi Musicali rese questi brani accessibili non solo a Napoli ma in tutta Europa, contribuendo a diffondere la “canzone napoletana” come genere riconoscibile. Importante anche la figura di Teodoro Cottrau, il figlio di Guglielmo che riprese e sviluppò il lavoro del padre editore e compositore. Teodoro mostra la Napoli culla di canzoni che parlano al mondo, con brani locali che assurgono a brani internazionali (come “Santa Lucia”). “Quel che è popolare a Napoli è anche colto”, notano i critici. Il M° Emanuela De Rosa interviene sugli “Aspetti musicologici della forma canzone nel tempo” e Massimiliano Cerrito, curatore del convegno e presidente della Fondazione Barocco Napoletano, interviene sugli “Elementi macro-ambientali: aspetti storici e socio politici”, ricordando come Napoli, nel XIX secolo, sia stata epicentro musicale: non solo una grande città portuale e culturale, ma uno dei luoghi musicali più vivaci d’Europa grazie alla presenza dei quattro Conservatori musicali, dei teatri e di una tradizione vocale fortissima. Cerrito ricorda anche la storia del “Real Teatro di San Carlo e la diffusione nei luoghi dedicati”.

Di seguito, l’elegante concerto a cura dell’Antigona Ensemble, con la direzione artistica di Emanuela de Rosa. Organico composto da 2 mandolini (un mandolino e una mandola), 1 viola e 1 violoncello.
In programma il concerto “Passatempi musicali”, con un excursus tra i più famosi dei Passatempi fino alla canzone d’autore del ‘800 e del ‘900.
La chiaiese
Palummella
J te voglio bene assai
Santa Lucia (italiano)
Michelemmà
La mogliera de masto percuoco
Le male lingue
Me voglio fa na casa
Fenesta vascia
Cannetella
Canzone delle lavandaie del vomero
Trippole trappole
Canzone del pescatore
Lo guarracino
La scarparella