Di: Sergio Palumbo
Tempo di lettura stimato: 5 minutiSi apre sulle note della Marcia di Radetzky, sotto il grande tendone del Circo Paolo Orfei allestito lungo la SS 18, in direzione Santa Maria del Cedro, la tappa di Scalea di “Africa, il Regno Animale”, lo spettacolo che accompagnerà il pubblico fino al 30 agosto 2026.
È un circo nel senso più tradizionale del termine, quello che mette nella stessa pista cavalli, acrobati, clown, giocolieri, fachiri, tigri, elefanti e grandi animali esotici, ma che tiene sempre aggiornata la propria formula con musiche pop, numeri luminosi e un ritmo serrato. Si inizia subito tra comicità ed acrobazie con un gruppo di clown-acrobati (tra cui Maverick e Jacky Gärtner), con capriole, salti e passaggi attraverso i cerchi, per un’apertura fisica e divertente, costruita per conquistare soprattutto il pubblico più giovane.
A fare da filo conduttore alla serata sono Patrick e Mister Smith, una coppia comica che ritorna più volte tra un’attrazione e l’altra. Il loro repertorio è quello del clown apparentemente incapace di fare ciò che sta tentando di fare, ma proprio per questo irresistibile per i bambini: la pallina che cade dal naso, il tentativo di improvvisarsi giocoliere o equilibrista, le palline “miracolose” che sembrano permettere di raggiungere numeri impossibili e perfino il falso allarme per una presunta tigre in fuga, che si rivela essere un cagnolino di peluche, Fuffi.
Il loro gioco con il pubblico è altrettanto importante. In uno dei momenti più riusciti della comicità vengono coinvolti diversi spettatori, portati al centro della pista e trasformati in una sorta di orchestra immaginaria: violino, chitarra e altri strumenti vengono mimati senza che nessuno abbia realmente in mano uno strumento. È una gag semplice, ma funziona perché per qualche minuto lo spettacolo smette di essere qualcosa che il pubblico guarda e diventa qualcosa che il pubblico contribuisce a costruire.
Poi arriva la cavalleria. Niky Martin presenta una fantasia equestre con tre cavalli bianchi che percorrono la pista sulle note di “Call Me” dei Blondie. Corrono, cambiano posizione, si sollevano sulle zampe posteriori e concludono il quadro con un inchino, per uno dei numeri nei quali il circo recupera la sua dimensione più elegante e classica. Subito dopo è Michelle Pellegrini a presentare un altro quadro equestre, “Massimo e Minimo”. Un cavallo di grande taglia e un piccolo pony vengono portati in pista e lavorano in sincronismo sulle note di “Blinding Lights” dei The Weeknd, trasformando la differenza di dimensioni in parte dello spettacolo, con precisione e affiatamento.
Nella seconda parte sarà invece Miss Genny a riportare la pista verso l’alta scuola, con un cavallo nero che segue un passo ritmico ed elegante sulle note di “Amor Gitano” e “A Mi Manera”.
Uno dei primi momenti nei quali la difficoltà tecnica prende il sopravvento arriva con Primo De Angelis e il suo filo d’acciaio. L’artista affronta il cavo con una progressione di esercizi che comprende salto della corda e hula hoop, quindi arriva al salto della bandiera, chiudendo con una piroetta di 360 gradi perfettamente controllata sul filo, ottenendo uno degli applausi più convinti della prima parte.
Il cambio di atmosfera è radicale con il fachirismo. Mister Simon porta in pista l’antica arte del fachiro: torce infuocate fatte roteare, il letto di chiodi sul quale si stende il fachiro rimanendo illeso, fino alla torcia passata sul braccio e poi portata alla bocca. È un numero che sembra provenire da un’altra epoca e che proprio per questo conserva una forte capacità di impressionare.
Dopo il fuoco arriva uno dei momenti più particolari della serata: “quando l’unione fa la forza”. Sono i fratelli Gärtner a entrare in pista con un numero di acrobatica ed equilibrismo che utilizza verticali e figure a corpo libero. I componenti della famiglia costruiscono piramidi umane, salgono l’uno sull’altro e modificano continuamente le loro configurazioni sulle note di “She’s Got the Look”, “Danza Kuduro” e “Please Don’t Stop the Music”. Il numero è costruito sulla fiducia reciproca: quando quattro corpi devono funzionare come un unico meccanismo, la forza individuale non basta. Servono sincronismo, precisione e una conoscenza perfetta dei movimenti degli altri.
La prima parte si avvia verso il suo momento più spettacolare con la presentazione degli animali esotici. Niky Martin porta in pista dromedari, pony, lama e altri esemplari. Il protagonista è Rocky, l’ippopotamo, presentato durante la serata come un esemplare di circa 1.400 chilogrammi, ospitato in una vasca contenente migliaia di litri d’acqua. La sua mole è sufficiente da sola a trasformare la pista: quando compare, il semplice passaggio dell’animale diventa spettacolo.
Durante l’intervallo il pubblico può quindi visitare il parco zoologico del circo e, nell’area centrale, i bimbi possono cavalcare due giganteschi elefanti per indimenticabili fotografie.
La seconda parte, riparte con uno dei numeri più attesi. La pista viene occupata dalle tre tigri bianche di Francesco Berosini: Simba, Thor e Frost. Il numero alterna momenti di grande dinamismo a fasi più statiche. Le tigri eseguono esercizi individuali e collettivi e in una delle sequenze più spettacolari Simba e Frost salgono una sull’altra. Poi la musica cambia e sulle note di Sarà perché ti amo, cantata idealmente da tutta la platea, gli animali si distendono ai piedi del domatore. Frost torna quindi protagonista con la grande palla a specchi: sale sulla sfera e ruota, creando un’immagine scenicamente molto forte.
Dopo le tigri arriva il clown Banana, che riporta immediatamente il pubblico più giovane al centro dell’attenzione. Una palla passa dal clown agli spalti e i bambini vengono coinvolti nel gioco, mentre alle sue spalle la gabbia dei felini viene smontata. Poi Mister Smith torna con la giocoleria, costruendo la gag sulle famose nove palline che, a un esame più attento, risultano essere incollate. Il vero momento tecnico arriva subito dopo con il giovane e talentuoso Ryan, che prende in mano la situazione e costruisce un crescendo di palline rimbalzate: tre, quattro, fino a sette, lasciando il pubblico a bocca aperta ad ammirare la sua straordinaria abilità.
Poi arrivano i giganti della serata. Gli elefanti della famiglia Gärtner entrano in pista sulle note di “Waka Waka” di Shakira. La loro esibizione è uno dei momenti più attesi e spettacolari dell’intero programma e rappresenta anche il punto nel quale la storia internazionale della famiglia, vincitrice al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo diventa concretamente visibile davanti al pubblico. L’ingresso degli elefanti è anche uno dei momenti nei quali la componente social dello spettacolo diventa più evidente: il pubblico viene invitato a filmare, fotografare e condividere la propria esperienza. Tra i passaggi più spettacolari del numero dei fratelli Gärtner c’è una complessa combinazione di dressage ed acrobatica che porta in pista la bascula, trasformando i due elefanti in vere e proprie piattaforme di lancio e ricezione. Gli animali, disposti uno di fronte all’altro, vengono equipaggiati sul dorso con materassi imbottiti, sui quali gli acrobati dovranno infine atterrare. Al centro viene posizionata una bascula circense, una lunga tavola imperniata su un fulcro centrale: un acrobata sale su una delle estremità e la salita dell’elefante sull’estremità opposta genera l’impulso necessario a catapultarlo in aria. Il volteggiatore viene così proiettato verso il secondo elefante, raggiungendo una quota sufficiente per eseguire in volo un salto mortale avanti raccolto, una capriola completa attorno all’asse trasversale del corpo, atterrando in piedi perfettamente in equilibrio sul materasso posto sul dorso dell’altro elefante, concludendo la traiettoria in equilibrio.
Quando gli elefanti lasciano la pista, il circo cambia ancora linguaggio. Arriva Mister Electric, l’uomo-LED in tuta luminosa, e per qualche minuto la pista tradizionale viene trasformata in uno spazio di luce e movimento. È la parte più contemporanea di uno spettacolo in grado di offrire attrazioni moderne mantenendo profonde le proprie radici nel circo classico.
Per il gran finale, tutti gli artisti tornano in pista sulle note de “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” di Jovanotti, per salutare il pubblico, ricordando che “potrete rimuovere la segatura dalle vostre scarpe, ma non il circo dai vostri cuori, perché il circo è vita, il circo è cultura e rimarrà sempre il più grande spettacolo del mondo”.
Il Circo Paolo Orfei “Africa il Regno Animale” resterà a Scalea fino al 30 agosto 2026.
Info utili: spettacoli tutti i giorni alle 21.15, sabato e domenica anche alle 18.30; mercoledì 26 agosto riposo per riprese TV; visita agli animali domenica e festivi 10-13. Il 15, 16 e 22 agosto, in esclusiva, lo stesso tendone ospita “Oblio Horror Circus”, versione horror-thriller dello show. Info e prenotazioni: 347 8988192 / 348 0056243, biglietti su www.primafilaticket.it.




Il 15, 16 e 22 agosto 2026 a Scalea arriva l’esclusivo Oblio Horror Circus: show horror-thriller con cast internazionale
Dal 6 all’8 agosto 2026 tre notti di jazz sul Belvedere di Villa Rufolo per il Ravello Festival: Andrea Motis Trio, Rita Marcotulli Ensemble e Omaggio a Miles Davis