Di: Maresa Galli

Tempo di lettura stimato: < 1 minuto

Al Teatro di San Carlo, per la Stagione di Concerti 2025/26, appuntamento con la Sinfonia n. 7 in Mi maggiore di Anton Bruckner, diretta da Marc Albrecht, brillante interprete della musica romantica e novecentesca, formatosi sul repertorio austro-tedesco. La Settima fu composta fra il 1881 e il 1883 ed eseguita per la prima volta a Lipsia, il 30 dicembre del 1884, con la direzione di Arthur Nikisch. La Sinfonia rappresenta la svolta decisiva nella carriera del compositore. Imponente, monumentale, splendidamente malinconica, di grande ricchezza melodica, fonde in modo sublime sacro e profano, con una forte dimensione metafisica e cosmica sul dolore universale. Nella Sinfonia si legge l’aspirazione al raggiungimento di grandezze lontane, e in essa si sentono enormi energie e nostalgie, nelle quali leggere l’imminente tramonto dell’impero asburgico e le contraddizioni di un’intera epoca. L’imponente Adagio, lungo, toccante addio composto da Bruckner per la morte del suo maestro, Wagner, intriso del dolore della perdita, trascendente, elegiaco, dalla strumentazione tipicamente wagneriana. Albrecht, dalla direzione impeccabile, fa ascoltare ogni registro separatamente, senza perdere mai la visione d’insieme della complessa, storica e insieme atemporale Sinfonia. Ottima prova dell’Orchestra sancarliana, compagine compatta in primis gli archi, nitidi, gli ottoni e i legni. Lunghi applausi del pubblico all’Orchestra, al talentuoso direttore, alla “Sinfonia dello Spirito”, così come è stata a ragione definita l’incantevole Settima.