Di: Maresa Galli

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Al Teatro Sannazaro, per il ciclo “Prime di settimana”, la rassegna teatrale nata in collaborazione con la compagnia Teen Theatre, è andato in scena “La voce a te dovuta” da un’idea di Anna Bocchino ed Ettore Nigro, con i testi di Sharon Amato, produzione di Piccola Città Teatro. Lo spettacolo, che ha visto in scena Anna e Clara Bocchino, è stato presentato in occasione dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ettore Nigro firma la regia ed è dramaturg del lavoro visto anche da scolaresche attente e motivate dalle brave attrici. Le scene sono di Giancarlo Minniti, i costumi di Giuseppe Avallone, le musiche a cura di Antonio Bocchino, le foto di scena di Mariacarla Ponticelli, l’assistente alla regia è Giovanni Sbarra.

“Immediatamente mi è apparso il titolo di una celebre raccolta poetica di Pedro Salinas, “La voce a te dovuta” – spiega Nigro – lo spettacolo non intende essere né un j’accuse diretto, né una relazione sociologica, ma è un atto d’amore, amore come reale e unico antidoto ad ogni forma di discriminazione. Le due sorelle (gemelle) interrogandosi, interrogano il pubblico sia in sala, che quello immaginato nel loro podcast, aprono uno spazio interiore dal quale fare uscire un amorevole coraggio di esporsi, non di imporsi, l’intervento della parola poetica funge da motore maieutico per intenerire la spessa “scorza” frapposta tra la volontà di “essere accettate” e la società odierna che le vorrebbe ancora in una certa misura, non dico prigioniere, ma sicuramente sopite”.

L’idea dello spettacolo è originale ed è valido espediente narrativo, per le riflessioni delle due donne in scena e del pubblico che partecipa: un podcast dove “la voce diventa strumento poetico, politico, necessario”. Nina e Cloe, nel corso del podcast “Universo25” che richiama un esperimento sui topi che stavano per giungere alla completa estinzione, raccolgono storie “per evitare l’estinzione” – in fondo uomini e topi si somigliano… Le due speaker discutono animatamente sulla cultura maschile e sui danni del patriarcato, sulle statistiche del “mercato dell’angoscia”, un lungo elenco di donne uccise che fa rabbrividire perché non sono un numero ma persone. Si scontrano su come portare la notizia al pubblico, perché i numeri generano ansia e paranoia. Oggi, però, siamo giunti all’afasia, alla sordità, e bisogna ridare fiato alle cose taciute. Perché è così difficile raccontare? Bisogna spezzare il silenzio, i meccanismi di isolamento che rendono la donna vittima di maltrattamenti ancora più sola e indifesa. Nina e Cloe si ribellano al silenzio e interrogano il pubblico in sala, donne e uomini, perché le relazioni affettive riguardano tutti. Dopo gli interventi e le preziose riflessioni delle attrici, sale sul palco una rappresentante dell’associazione “Donne, Diritti, Destini”, Progetto 3 D, un progetto di ascolto e di impegno concreto promosso dalla Fondazione Gabriella Fabbrocini. Fondamentale è sempre la prevenzione della violenza di genere e, oggi più che mai, l’educazione al consenso. Il pubblico applaude a lungo il bel lavoro e la regia di Nigro, e soprattutto le giovani e talentuose attrici sempre protagoniste di spettacoli di spessore per riflettere insieme, per ripensare il futuro in modo più giusto.