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DEBUTTA LUNEDI’ 11 MAGGIO AL TEATRO ACACIA LO SPETTACOLO “LA BALENA PIU’ GRANDE DEL MONDO” SCRITTO, DIRETTO ED INTERPRETATO DA AGOSTINO PANNONE CON GENNARO GUAZZO

IL TESTO E’ VINCITORE DEL PRIMO PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA “MARICLA BOGGIO”

Note di regia:

La balena più grande del mondo è ambientato a Napoli, all’interno di un acquario. In uno spazio che, più che un luogo, è una soglia. Da una parte ci siamo noi: con il nostro bisogno di capire, classificare, controllare. Dall’altra, una balena. Una creatura immensa, antica, che porta con sé un linguaggio che non sappiamo decifrare fino in fondo.

In questo spazio sospeso si incontrano Saverio e Mario. Saverio è uno studioso, abituato a leggere il mondo attraverso la scienza. Mario è un ragazzo che ancora non ha trovato il suo posto nel mondo, lavora come mascotte nell’acquario, e guarda le cose con la libertà di chi non conosce definizioni. Non hanno niente in comune. E forse è proprio per questo che, senza accorgersene, iniziano a somigliarsi. Saverio è tornato a Napoli dopo anni vissuti in Norvegia, portandosi dietro una distanza difficile da colmare: quella dalle proprie radici, familiari e culturali, da una città che è insieme casa e ferita. Mario, invece, in quelle radici è rimasto immerso, quasi intrappolato: stesso quartiere, stessi volti, stesso orizzonte. Eppure sente che restare non basta, che crescere significa anche trovare il coraggio di spostarsi, almeno un poco, da ciò che si è sempre stati. All’inizio si sfiorano appena, si parlano senza ascoltarsi davvero, si muovono uno accanto all’altro come due traiettorie che non si incontrano. Poi qualcosa cambia. Forse è la balena. Forse è il mare. Forse è solo quella sensazione che davanti a qualcosa di… grande… le difese non servono più. Quella che nasce è un’amicizia storta, imprevista, a tratti comica, a tratti necessaria. Un avvicinamento lento, fatto di piccoli scarti, silenzi, resistenze e improvvise aperture. Intanto, la balena resta lì. Incomprensibile, irriducibile. E piano, piano smette di essere solo un animale. Diventa il punto in cui lo sguardo si incrina. Cambia direzione. In questo movimento, le radici cambiano significato. Non più solo qualcosa che trattiene, ma anche qualcosa da cui partire. Un’eredità familiare, culturale, geografica, con cui fare i conti; da cui prendere distanza o a cui tornare, che continua a vivere dentro di noi, anche quando proviamo a dimenticarla. Lo spettacolo attraversa con leggerezza temi profondi: il rapporto tra umano e non umano, tra scienza e mistero, tra identità e appartenenza, lasciando spazio a momenti di ironia, tenerezza e sorpresa. Al centro, una parola semplice e necessaria: ascolto. Per gli esseri viventi, gli ecosistemi, per tutto ciò che esiste indipendentemente dal nostro sguardo. E forse anche per l’altro. Per chi non ci somiglia, ma ci cambia.

Sinossi:

Siamo nell’acquario di Napoli. Da quattro giorni è arrivato un esemplare di balena incredibile: il più grande del mondo. Tanto affascinante, quanto misterioso.
Saverio è un esperto di cetacei, è tornato dopo anni vissuti a studiare i cetacei in Norvegia e prova a capirla con gli strumenti della scienza. Mario, invece, lavora lì da poco, come mascotte; non è mai andato via da Napoli e guarda il mondo privo di qualsiasi retorica. All’inizio non si prendono, non si ascoltano, sembrano parlare due lingue diverse. Poi, un po’ per caso e un po’ per necessità, iniziano a stare nello stesso spazio. E qualcosa cambia. Mentre cercano di avvicinarsi alla balena, finiscono per avvicinarsi loro. E quella cosa che succede tra due persone quando smettono di difendersi, di nascondersi, accade: diventano amici. Goffi, imperfetti, divertenti. Intorno, il mare. E quello che si porta dietro: le radici, le famiglie, il posto da cui si viene e quello a cui si tende. Il luogo in cui si cerca, in un modo o nell’altro, di scappare o di tornare. Ed a un certo punto diventa chiaro che il problema non è capire la balena. Ma capire se siamo ancora capaci di ascoltare davvero…

BIGLIETTO 22,00€ ON LINE E PRESSOIL BOTTEGHINO DEL TEATRO DIANA E DEL TEATRO ACACIA