Di: Sergio Palumbo
Tempo di lettura stimato: 3 minutiAmleto è stufo. Stufo di vendicare il padre, di amare Ofelia e di interpretare il ruolo del principe tormentato che tutti conoscono. È da qui che parte Filippo Timi con Amleto², una rilettura irriverente del capolavoro di Shakespeare, che Timi smonta e ricostruisce senza preoccuparsi troppo di rispettare il testo originale.
La scena è dominata da una sorta di gabbia da circo, dentro la quale si muove un Amleto che sembra non avere alcuna intenzione di seguire il copione. Sa di essere il protagonista di una tragedia, ma cerca continuamente di sottrarsi al suo destino. Gli altri personaggi provano a riportarlo sulla strada prevista, ma lui cambia discorso, divaga e trasforma ogni situazione in qualcosa di completamente diverso.
Anche il linguaggio dello spettacolo segue questa logica. Shakespeare si mescola alla televisione, al cinema, alla musica, alla cultura popolare. Da Marilyn Monroe a Edith Piaf, passando per Mara Venier e Laura Pausini, i riferimenti si susseguono senza un apparente ordine. Non mancano neppure quelli alla politica e all’attualità. Timi gioca con il pubblico, spingendo spesso la comicità oltre il limite e sorprendendo con battute e situazioni decisamente sopra le righe.
Ma dietro le risate emergono momenti più cupi, che riportano la vicenda alla sua dimensione tragica. È il caso dell’incontro con il fantasma del padre, che perde ogni solennità e diventa una scena surreale, tra battute e immagini paradossali. Il racconto dell’assassinio, con Claudio che versa il veleno nell’orecchio del sovrano, mantiene però tutta la sua drammaticità. Anche quando viene trattata con ironia, la morte resta una presenza costante, pronta a riaffiorare nei momenti meno prevedibili.
Lo stesso gioco di contrasti si ritrova nel rapporto tra Amleto e Ofelia. Timi mette da parte l’immagine romantica dell’amore impossibile e presenta un principe insofferente, quasi infastidito dai sentimenti della giovane. Amleto sembra conoscere già ogni battuta e ogni gesto della loro storia, come se fosse stanco di recitare una scena vista troppe volte. Il risultato è un rapporto grottesco, fatto di sarcasmo e incomprensioni, in cui la fragilità di Ofelia finisce per scontrarsi con l’atteggiamento provocatorio del principe. È proprio attraverso Ofelia che lo spettacolo mostra il suo lato più doloroso. La sua storia si allontana progressivamente dalla comicità e lascia spazio a immagini crude, che riportano al centro la sofferenza del personaggio. Particolarmente significativa è la scena delle bambole Barbie, con i loro sorrisi sempre uguali anche quando vengono private di parti del corpo. Un’immagine inquietante, che richiama una bellezza imposta e una fragilità che spesso rimane nascosta. Il racconto della morte per annegamento, con l’acqua che riempie i polmoni e il corpo che perde lentamente ogni possibilità di resistere, interrompe bruscamente il tono comico. In quel momento, la tragedia di Ofelia torna a imporsi con tutta la sua durezza.
A tenere insieme i diversi registri dello spettacolo è soprattutto Filippo Timi, che interpreta un Amleto irriverente, annoiato e imprevedibile. La sua recitazione passa continuamente dalla comicità più sfrenata a momenti di inquietudine, senza mai perdere energia. Accanto a lui, un’irresistibile Marina Rocco, che si distingue per la versatilità, passando dal fantasma del padre di Amleto, con le sembianze di Marilyn Monroe, a Gertrude. I suoi personaggi si muovono tra ironia, sensualità e grottesco, seguendo il ritmo imprevedibile dello spettacolo. Elena Lietti dà invece vita a un’Ofelia lontana dall’immagine tradizionale della donna fragile e innamorata. La sua interpretazione alterna ironia e vulnerabilità, lasciando emergere poco alla volta il lato più tragico del personaggio. Completano il cast Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli, che contribuiscono al ritmo vivace e surreale dello spettacolo.
Amleto², di e con Filippo Timi, sarà in scena fino al 4 ottobre 2026 al Teatro Bellini di Napoli.
Link: il sito del Teatro Bellini di Napoli – www.teatrobellini.it




Anita Rachvelishvili in recital con Vincenzo Scalera, venerdì 2 ottobre 2026 al Teatro San Carlo di Napoli
Presentazione del libro “La nobile arte della seta” di Bianca Stranieri, il 5 ottobre 2026 a Palazzo Carafa a Napoli