Di: Maresa Galli

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Grande affluenza di abbonati, turisti, appassionati alla conferenza-spettacolo per presentare la nuova Stagione del Teatro di San Carlo. Intervengono il sovrintendente e direttore artistico Fulvio Macciardi, il direttore del Corpo di Ballo Renato Zanella, il Maestro del Coro Fabrizio Cassi e il segretario artistico Paolo V. Montanari. Il 28 settembre 2026 il racconto della Stagione si arricchisce di performance dal vivo e contributi video. È un incontro aperto al pubblico, per avviarsi “Verso i 300 anni”, appuntamento-format che avrà cadenza annuale. Fino al 2037, ogni Stagione sarà un momento lieto per rinsaldare il percorso condiviso che unisce Lirico e città. Macciardi ricorda le direttrici della nuova Stagione 2026/2027: proporre le opere nate per il Teatro di San Carlo, la riscoperta della grande Scuola musicale napoletana, il dialogo con gli artisti del tempo presente, la proiezione internazionale dell’istituzione. Taglio del nastro, il 2 dicembre 2026, con “Luisa Miller”, una delle due opere che Verdi scrisse per il San Carlo, nonostante i problemi con la censura borbonica. Mariangela Sicilia, in questi giorni ancora in scena al Lirico nel ruolo di Sifare nel “Mitridate re di Ponto”, canta dal vivo una celebre aria dall’opera verdiana, accompagnata al pianoforte da Roberto Moreschi. Lo stesso Moreschi accompagna poi Désirée Giove, formatasi all’Accademia sancarliana, che canta un’aria da “La Nina, o sia La Pazza per amore” di Paisiello, che fu cimento di Giuditta Pasta. Regista dell’opera di Paisiello e di “Otto mesi in due ore o sia Gli Esiliati in Siberia”, di Donizetti, è Mariano Bauduin, che fu allievo di Roberto De Simone, “due fari della Scuola Napoletana che rappresentano il passato e il futuro, con i recitativi parlati”, spiega Bauduin. E ancora una bella performance dal vivo di César Cortés, accompagnato al pianoforte da Moreschi, che interpreta la cavatina “Ecco, ridente in cielo”, da “Il Barbiere di Siviglia”. Altra gradita performance è quella dell’étoile Luisa Ieluzzi che danza sul “Bolero” di Bèjart. Tante le novità in cartellone. Torna Daniel Oren per “Luisa Miller” e per dirigere “Pagliacci”, nell’iconico allestimento di Zeffirelli. Il 13 novembre 2026 taglio del nastro della Stagione sinfonica, per celebrare duecento anni dalla morte di Beethoven, con la “Nona”, cui seguiranno altre due immense sinfonie: la Seconda di Mahler e la Seconda di Mendelssohn. Imperdibile “Aida”, firmata da Ozpetek, che sarà poi in tournée in Giappone. In programma “La Damnation de Faust”, di Berlioz, con la discussa, visionaria regia di Michieletto e un’opera nuova, composta da Alessandro Solbiati che completa numerosi frammenti di un’opera mai finita da Debussy, “La chute de la maison Usher”. Ricca la Stagione della danza che apre con “Lo schiaccianoci” per proseguire con favolosi classici: “La dame au camelias” di Deane, “L’histoire de Manon” di MacMillan, “Zorba il Greco” di Lorca Massine e un gala in memoria di Anna Razzi. Il sovrintendente Macciardi cita un bel concetto di Riccardo Muti: il livello di un teatro si valuta dai lavoratori del teatro, artisti e maestranze. Il San Carlo ha tutto ciò che occorre per essere sempre più grande, la casa di tutti.