La dodicesima edizione di Pirandelliana, rassegna teatrale dedicata al teatro di Pirandello
Dal giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'AVentino è possibile ammirare uno degli squarci più suggestivi della Città Eterna: Roma appare come avvolta da un'irreale aura di quiete e tranquillità. Già questo, di per sé, è uno spettacolo. Per il dodicesimo anno, in questa incantevole cornice si tiene una delle rassegne più interessanti dell'estate romana: Pirandelliana. Due commedie di Luigi Pirandello si alternano tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 6 luglio all'8 agosto 2010. Le commedie messe in scena quest'anno dalla Compagnia teatrale "La bottega delle maschere", diretta da Marcello Amici, sono Il berretto a sonagli e Il piacere dell'onestà.
Le scene, ad opera di Marcello de Lu Vrau, sono semplici ma nel contempo suggestive, eleganti e vagamente futuriste. Gli unici oggetti sul palco, per entrambe le rappresentazioni, sono due sedie. Si intuiscono due ingressi, dai quali entrano ed escono i personaggi e che sono trasparenti per il pubblico, ma, idealmente, non per chi è sul palco.
Le scelte registiche di Marcello Amici sono particolarmente efficaci e, soprattutto ne Il piacere dell'onestà, alleggeriscono, pur senza tradirlo, il testo pirandelliano, condensato in due atti. Ma la regia di Amici si apprezza soprattutto per la fedeltà del carattere dei personaggi alle indicazioni dello stesso Pirandello. Amici stesso, protagonista di entrambe le rappresentazioni, incarna perfettamente (ad eccezione solo di qualche ininfluente caratteristica fisica, come ad esempio la fulva chioma di Angelo Baldovino) i personaggi pirandelliani, rendendone pienamente la lucida follia. Le sue intense e convincenti interpretazioni pongono lo spettatore in uno stato di empatia con i personaggi di Ciampa e di Baldovino. Due personaggi assolutamente non semplici da interpretare, forse più degli altri dell'autore siciliano: Baldovino per la sua complessità intriseca, Ciampa per la celebre interpretazione di Eduardo De Filippo, con cui è molto difficile misurarsi. Anche in questo, Marcello Amici è davvero magistrale.
Non sono da meno gli altri attori della compagnia. Ne Il berretto a sonagli sono da rimarcare l'egregia interpretazione di Antonella Alfieri, nei panni della signora Beatrice Fiorica, la genuinità di Maria Lovetti nella parte di Fana, la vecchia e fedele serva, che si dispera per la scelta estrema della sua padrona, e la bellezza dimessa della giovane moglie del Ciampa, Nina, impersonata da Chiara Nicolanti. In entrambe le rappresentazioni, Carmen Vitter è convincente nella parte della madre, mentre Luca Ferrini rende molto bene sia il macchiettistico Fifì La Bella che l'elegante Maurizio Setti. Marco Vincenzetti suscita simpatia nel ruolo del timorato e trafelato delegato Spanò, così come Carlo Bari nell'impersonare il Parroco di Santa Marta al limite della caricatura. La bellezza di Michela Grimaldi la rendono perfetta per i ruoli della Saracena ne Il berretto a sonagli e dell'altera Agata Renni ne Il piacere dell'onestà, anche grazie a una naturale notevole poliedricità espressiva.
L'incanto del luogo, la bravura degli artisti, la sapiente regia, il fascino del teatro sotto le stelle, la grandezza dei testi rappresentati e - last but not least - il prezzo (solo 12 euro per il biglietto intero, 10 euro per il ridotto e se si partecipa ad una delle due rappresentazioni, per l'altra è possibile ottenere l'ingresso ridotto), rendono la dodicesima edizione di Pirandelliana 2010 un appuntamento da non perdere per gli amanti di Pirandello e del teatro.
Link: il sito della Compagnia teatrale La bottega delle mashere - www.labottegadellemaschere.it
Recensione del libro "Il paradiso può attendere. A volte" di Gaetano Amato (Testepiene)
Gaetano Amato, attore e scrittore, imbastisce una favola gentile e la anima coi colori e i sapori della sua Napoli, una città dove tutto può accadere e il reale e il fantastico sfumano continuamente l'uno nell'altro. Per le sue strade, gli scugnizzi che giocano al pallone sognando di diventare dei novelli Ronaldo possono incontrare la Morte e la macabra vecchia può restarne giocata, una volta tanto diventando, da spietata esecutrice, vittima. La vecchietta che se ne sta seduta sull'uscio di casa col rosario in mano ed è la "zì Teresa" di tutti quelli che hanno bisogno di lei potrà parlare a tu per tu col Padreterno e farsi ascoltare nel suo pittoresco vernacolo, con la disinvolta confidenza con cui in vita apostrofava la foto del defunto marito. Gli angeli possono avere il volto di un austero farmacista che, invece delle indicazioni relative a un farmaco, distribuisce i numeri della cinquina vincente per salvare un poveretto dalla disperazione che lo spingerebbe al suicidio.
Bene e male, dolori e gioie, sogno e realtà: la povera vita di povera gente che sembra appartenere ormai a un mondo sopravvissuto solo nella memoria, ma in cui l'autore ha rappresentato l'essenza di una ideale napoletanità forse ormai estinta o forse solo vagheggiata dai suoi nostalgici cantori. Tuttavia la prosa nitida e accurata di Amato, anche là dove indulge al gergo dialettale, è aliena da sbavature sentimentali di maniera. L'autore ci conduce per mano in un suo luogo e in un suo tempo metastorici con il garbo sereno di una guida che non pretende di indagare verità occulte, ma vuole farci compagnia per i vicoli della sua Napoli, immaginaria e pure così autentica quale metafora di un modo di essere al mondo che forse abbiamo dimenticato, ma che è bello ritrovare per un attimo nella fantasia di uno scrittore.
Link: il sito di Testepiene - www.testepiene.it
Recensione del libro "Un tipo tranquillo" di Marco Vichi (Guanda)
Per questo suo nuovo romanzo Marco Vichi sceglie come protagonista un uomo comune: un ragioniere sessantaduenne, sposato con una donna fedele e paziente e con due figli adulti che vivono per conto proprio. Già il nome è tutto un programma: Mario Rossi. Una vita scandita dalle abitudini, da scelte più subite che fatte, solo casa e lavoro, senza particolari emozioni. Ma inquesta campana di vetro, dietro la calma apparente, dentro Mario serpeggia un malcontento, una voglia di mettere in discussione tutta la sua vita, una inquieta ricerca di liberarsi dalle catene delle abitudini e dei giudizi delle persone che lo circondano, il bisogno di fare nuove esperienze, scoprire nuovi posti, conoscere gente nuova, desiderare e, magari, avere donne bellissime, uscire dagli schemi e fare cose "non da lui".
Questi desideri repressi rendono cupo e nervoso Mario, ma un evento cambierà radicalmente le cose: la morte improvvisa della moglie Gisella, che da un lato lo addolorerà profondamente, ma che dall'altro sarà lo stimolo per sgretolare la campana di vetro. Mario scoprirà cose che del mondo non conosceva, nel bene e nel male: l'orrore della violenza più brutale, la desolazione del sesso a pagamento, la meraviglia di nuovi sapori, la sconvolgente autoconsapevolezza di desideri che mai avrebbe creduto di poter avere.
Vichi ci porta nei meandri più oscuri della mente di Mario Rossi e lo fa con una maestria che ricorda chiaramente Georges Simenon, peraltro citato apertamente nel libro. Colpisce, in particolare, la profonda disamina dei pensieri di Mario, che mettono in risalto le contraddizioni, le frustrazioni e le degenerazioni degli esseri umani, il tutto con una trama avvincente e con la grande abilità narrativa a cui lo scrittore fiorentino ci aveva già abituati con i precedenti romanzi.
Link: il sito di Guanda Editore - www.guanda.it









