Recensione del libro "L'ombra del falco" di Pierluigi Porazzi (Marsilio)
Può accadere che la follia omicida di un serial killer incontri la determinazione a uccidere, per coprire loschi interessi, da parte di insospettabili membri della società. In tal caso non c'è più limite all'orrore dei fatti di sangue che ne conseguono e che coinvolgono giovani donne, massacrate nei modi più atroci. Il male si annida, come spesso accade nella vita reale, proprio in quelle istituzioni deputate a proteggerci da esso e spesso la più affidabile delle apparenze nasconde il ghigno del mostro.
Al suo primo romanzo, Pierluigi Porazzi concepisce una vicenda perfettamente congegnata per riuscire avvincente senza venir meno a quel tanto di plausibilità che tali storie consentono.
Nonostante il proliferare di storie ascrivibili al genere thriller, sia nella produzione letteraria che filmica, il romanzo di Porazzi riesce ancora a stupire e a creare un'intensa suspense, senza cadere nello scontato e nell'eccesso gratuito di effetti truculenti.
L'opera si legge volentieri anche per la scorrevolezza e l'incisività espressiva del discorso, che non scade mai nella faciloneria o nella volgarità fine a se stessa.
Link: il sito di Marsilio Editori - www.marsilioeditori.it
Recensione del libro: "Project Management: la metodologia dei 12 step" di Antonello Bove (Hoepli)
Dodici passi per gestire con successo un progetto: è questa la ricetta di Antonello Bove, che, grazie alla profonda esperienza maturata sul campo come project manager, ha raccolto in questo volume tecniche e best practices dandovi un taglio particolarmente pratico ed efficace.
Il volume si apre con una semplice introduzione al project management, per poi entrare subito nel vivo con i dodici step di definizione e pianificazione del progetto. Per quanto riguarda la macrofase di definizione, sono descritti i passi di avvio del progetto, di valutazione di fattibilità, di individuazione ed analisi degli stakeholder, le caratteristiche di un buon project manager ed il charter di progetto. Nella macrofase di pianificazione, invece, sono illustrate le modalità per costruire una buona Work Breakdown Structure (WBS), lo scheduling con diagrammi di GANTT e PERT e l'analisi dei cammini critici, come comporre al meglio e come gestire il team di progetto, ma anche aspetti relativi al budgeting, al risk management, alla comuicazione interna ed esterna e, cosa particolarmente interessante, al lancio del progetto. A valle dei dodici step troviamo descritte le attività di esecuzione, monitoraggio e chiusura del progetto. Molto utile l'ultimo capitolo, che effettua una approfondita disamina alcuni tra i migliori software di project management attualmente in circolazione.
Senza indulgere troppo sui contenuti teorici, Bove farcisce i capitoli di esperienze sul campo, testimonianze e consigli sia metodologici che pratici, offrendo spunti concreti tratti da realtà lavorative diverse, sia per ambito sia per collocazione geografica, offrendo una visione a trecentosessanta gradi sugli aspetti peculiari del project management.
Link: il sito di Hoepli Editore - www.hoepli.it
"La badante" di Cesare Lievi: la prima al Teatro Bellini di Napoli
“La badante”, spettacolo teatrale scritto e diretto da Cesare Lievi, è la storia di una famiglia borghese dei nostri tempi, la cui protagonista è un’anziana vedova che si trova a dover affrontare la solitudine in cui si trova al termine della sua esistenza. Due figli maschi, a cui non è particolarmente legata, ma che la donna conosce profondamente: uno imprenditore di successo, ma succube della moglie, l’altro “vagabondo dalle mani traforate”. E proprio i figli affidano la madre ad una badante ucraina che inizialmente l’anziana non accetta e che accusa di essere disonesta, spiona e ladra. Ma sarà proprio l’ingenua donna dell’est, con la sua vitalità, ma anche il suo disinteresse, a fare in modo che la protagonista ripercorra il ricordo traumatico della sua esistenza trascorsa sul lago di Garda, vicino Salò, in quella che lei definisce “città dei morti”. Nelle sue parole quel luogo diventa un mondo oscuro di cui è prigioniera da sempre. I ricordi riaffiorano nella sua mente come un fiume in piena, mentre la badante si occupa delle faccende domestiche, con toccante realismo che, a tratti, assume le forme di un inquietante simbolismo. L’infanzia, l’odio verso suo padre fascista che avrebbe voluto un maschio al suo posto, l’atmosfera novembrina perpetuamente tra pioggia e nebbia che sembra non lasciare spazio al naturale susseguirsi nelle stagioni. La presenza della badante è fondamentale perché l’anziana donna affronti il suo passato, prima di morire. E proprio nel momento della morte esplode la forza di carattere che contraddistingue il personaggio, magistralmente interpretato da Ludovica Modugno, poiché a sorpresa lascerà tutti i suoi averi proprio alla donna straniera che le è stata vicina.
Con una trama di forte attualità, il testo di Lievi, mette in evidenza due motivi emblematici della società contemporanea, che qui si intrecciano indissolubilmente: il tema dell’immigrazione e del pregiudizio verso lo straniero e quello della solitudine, della vecchiaia che annebbia la mente e dell’assenza della famiglia che preferisce delegare le proprie responsabilità alla donna straniera. Il sapiente uso del flashback rende più intrigante l’intreccio, che si infittisce di mistero e di dubbio nel secondo atto, fino alla catarsi finale del terzo atto, nel quale viene mirabilmente a galla la lucidità della follia della protagonista.
Link: il sito del Teatro Bellini - www.teatrobellini.it









